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FESTA UDEUR. MASTELLA : ” BERLUSCONI HA BISOGNO DI ME “

Posted by irpinianelmondo su settembre 7, 2009

Mastella07.09.2009-Rieccolo, Clemente. Di nuovo nella sua festa di Telese, dove Mastella è come un topo nel formaggio ma non riesce a dimenticare le sofferenze patite. Dice che «mi sono rimesso al polso l’orologio che tolsi il 16 gennaio 2008, quando mi dimisi da ministro della Giustizia in seguito alla vicenda che ha drammaticamente colpito la mia persona, la mia famiglia e il mio partito».

Ma la festa di Telese, che è stata per eccellenza il luogo del dialogo, non rischia di apparire surreale in questo clima di guerra all’ultimo sangue?
«No, la cosa bella è che l’”esprit” di Telese, ovvero la discussione pacata e la ricerca di convergenze e non di vicendevoli demolizioni, s’è rivelato funzionante anche in un periodo nel quale l’Italia è vittima di uno scontro politico feroce».

Lei è il paciere d’Italia?
«Io, riaprendo questa nostra festa, mi sentivo nella situazione di quei bottegai che rialzano la saracinesca del negozio dopo tanto tempo. E non sanno se avranno ancora qualcuno che li va a trovare. Ebbene, da noi sono venuti tutti: maggioranza e opposizione. A parlare di cose, senza coltelli fra i denti».

Ma lei un partito ce l’ha ancora?
«E come no! Anzi, ci siamo ritrovati. Tutti pensavano che fossimo entrati nel Pdl, e invece l’Udeur è in alleanza strategica con il Pdl ma resta se stessa».

Il primo obiettivo di Mastella è ora quello di far fare a Berlusconi la pace con la Chiesa?
«Se uno è un ambasciatore utile, va utilizzato».

Insomma, c’è bisogno di Clemente per la ricucitura?
«Il premier ha altri messaggeri più autorevoli di me, ma mi pare evidente che chiunque parli una lingua da cattolico e esprima valori in sintonia con la Chiesa può dare una mano. Io cercherò di darla».

Perché considera Berlusconi in gravissimo pericolo?
«Se apri una guerra con la Chiesa, e il tuo blocco politico-sociale è di tipo cattolico, rischi di non trovarti più le truppe. Se viceversa nelle tue truppe ci sono colonnelli e generali in sintonia con la Santa Sede, si può ricucire».

La guerra in corso dunque non è passeggera ma destinata a continuare a lungo?
«E’ un conflitto politico generale, non sto parlando solo dei rapporti fra il governo e la Chiesa, di inaudita gravità e difficilmente reversibile. Non riesco a vedere una via d’uscita da questa stagione dei veleni. Ci saranno nuove aggressioni, nuove vittime sacrificali. E ognuno spara con le armi che ha. Quando ci si mette in questo tipo di deriva, sai da dove parti ma non sai dove arrivi».

Non si può arrivare al disarmo?
«Si può uscire da questa guerra soltanto con le elezioni. Che, secondo me, saranno prima di quanto ci si immagina».

Mastella chiede le elezioni anticipate?
«Io constato soltanto, per esperienza, che quando c’è una campagna denigratoria la fai per distruggere l’avversario. Il quale, per salvarsi, può soltanto andare al voto e vincerlo. Il giudice vero sono gli elettori».

Ilmessaggero.it

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