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CASSAZIONE. ERRORI IN CHIRURGIA ESTETICA: RISARCIBILI ANCHE DANNI DA DEPRESSIONE

Posted by irpinianelmondo su settembre 8, 2009

chirurgia estetica08.09.2009–  ADNK -Ritocchi sbagliati? La Cassazione apre alla possibilità di ottenere i danni da depressione. Scrivono infatti gli ‘ermellini’ che non si può non tenere in considerazione “la presenza di un turbamento grave” dovuto alle “cicatrici deturpanti” conseguenza di un intervento di ritocco riuscito male.

Applicando questo principio, la terza sezione civile (sentenza 18805) ha accolto il ricorso di una indossatrice lombarda, Selvaggia B., che all’età di 20 anni, aveva deciso di rivolgersi a un chirurgo plastico per un intervento di ingrandimento del seno, per la liposuzione delle cosce e per una rinoplastica.

 

Il primo degli interventi però, come ricostruisce la sentenza, aveva dato risultati negativi e così la ragazza si era ritrovata con “cicatrici deturpanti” che non era stato possibile eliminare nonostante due successivi interventi chirurgici riparatori. Va annotato che la Corte d’Appello di Milano, nel 2003, in parziale riforma della sentenza di primo grado che aveva riconosciuto all’indossatrice un risarcimento danni pari a circa 230 milioni di vecchie lire, le aveva riconosciuto altri15mila euro in risarcimento dei danni patrimoniali e 5.800 euro come rimborso dei costi dell’intervento chirurgico riparatore. La condanna era stata inflitta sia al chirurgo estetico che alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano dove era avvenuto l’intervento. Un risarcimento che, a detta della ragazza, non teneva conto dei danni “non fisici”, vale a dire dei danni alla vita di relazione inclusi “i gravi turbamenti della sfera affettiva e sessuale”.

 

Da qui il ricorso in Cassazione di Selvaggia B. che lamentava che i giudici dei due precedenti gradi di giudizio le avevano attribuito un’unica somma come risarcimento dei danni fisici dovuti alle lesioni subite, alla malattia, agli interventi operatori, alla protesi ad un seno e un’infezione sviluppatasi nell’altro.

 Piazza Cavour ha accolto le lamentele dell’indossatrice e, bacchettando i giudici d’appello, ha sottolineato che “la presenza di cicatrici deturpanti non puo’ considerarsi non funzionale allorche’ vengano in considerazione l’estetica e la sfera sessuale della persona”. Selvaggia, infatti, dopo i ritocchi sbagliati era caduta in uno stato di depressione e per la Suprema Corte “il fatto stesso che si debba ricorrere ad una psicoterapia manifesta la presenza di un turbamento grave” che un giudice, nel caso di una causa di risarcimento danni non può ignorare.

 

Ecco perché i supremi giudici, rinviando la causa alla Corte d’Appello di Milano, hanno evidenziato che “la Corte d’Appello non ha verificato se l’unica somma da attribuire in risarcimento fosse adeguata alla reale consistenza dei danni non patrimoniali in considerazione della loro attinenza all’integrità fisica, alla sfera relazionale, psichica, sessuale, emotiva”. 

3 Risposte a “CASSAZIONE. ERRORI IN CHIRURGIA ESTETICA: RISARCIBILI ANCHE DANNI DA DEPRESSIONE”

  1. fiore said

    ho letto questo articolo e penso che la ragazza abbia diritto al risarcimento morale.
    Del resto la sua vita è stata traumatizzata da questo evento e non sarà più la stessa.

    Inoltre mi sento di aggiungere che questi casi emergono con il contagocce, e per un caso che esce alle cronache locali o nazionali, molti rimangono nascosti, taciuti, perchè non vi sono le condizioni di potersi difendere, perchè magari i “professionisti” si sono tutelati con “consensi informati pre-operatori” preparati a regola d’arte.

    Chi scrive ha subito un danno chirurgico permanente che potrebbe portare in seguito a complicanze gravissime per la sopravvivenza, durante intervento per patologia sull’addome.
    Grazie ad una firmetta sulla cartella clinica, gli Autori del mio intervento dormono sonni tranquilli e beati.

    Io ho ottenuto veramente poco dal “Sistema”.
    Basti pensare che sono stata costretta a presentare domanda di invalidità civile, essendo danno permanente con necessità di utilizzare protesi giornaliere, e in tutta risposta ho ricevuto la fornitura delle protesi, che viene elargita con un elevatissimo punteggio di 35%… oltre quel punteggio non sono andati, così non ho ottenuto neppure la possibilità di iscrivermi alle liste speciali di collocamento.
    Ad una mia richiesta di spiegazioni, la commissione è rimasta irremovibile, non vi era possibilità di revisioni… solo nel caso che vi sia un “aggravamento” nel tempo, cosa che tra l’altro ovviamente non mi augrava…

    Con la speranza che chi legge e ne abbia i mezzi a disposizione per farlo, capisca che la strada della giustizia e l’equilibrio in medicina è ancora lunga da spianare, chiudo il mio intervento.

    Fiore

    • riccardo said

      Salve Fiore,
      sono titolare di un punto partelesa e siamo specializzati in risarcimento danni da malasanità. Se avesse bisogno di una consulenza, non esiti a chiamarmi.
      Cell.327/2915981.
      Cordiali Saluti.
      Riccardo Zoppi.

  2. Nobili said

    Il ricorso (quasi) di massa alla chirurgia estetica dovrebbe essere accompagnto da maggiore divulgazione per così dire preventiva… ivi compreso l’abitudine di consultare gli esperti PRIMA di eventuali danni per capire anche quali sono le forme di tutela legale!

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