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SCUOLA . ECCO I PROBLEMI DELLA RIFORMA GELMINI : CLASSI DI 39 ALUNNI,NIENTE SOSTEGNO AI DISABILI, TEMPO PROLUNGATO A PAGAMENTO E..

Posted by irpinianelmondo su settembre 23, 2009

Gelmini23.09.2009- L’anno scolastico è iniziato. C’è chi l’ha definito annus horribilis, chi l’anno del ritorno al rigore e alla qualità. Questione di punti di vista su un argomento che ormai vede l’Italia divisa in due fra gelminiani e anti-gelminiani. Lei, Mariastella Gelmini, il ministro della discordia, darà oggi alle 14,30 ai senatori della commissione Istruzione la sua versione sui tanti fronti aperti: dai precari al tempo pieno fino all’integrazione degli immigrati nelle classi. 

La sua versione, perché la Gelmini ha anche un’altra fama, quella di avere la marcia indietro facile, di lasciarsi andare ad annunci che poi vengono ritrattati, e di citare cifre del tutto diverse dalla realtà. E’ l’unico ministro, infatti, ad aver avuto l’onore di un sito tutto suo, battezzato «Gelminometer», creato alcuni mesi fa per avere un archivio delle sue promesse non mantenute e dei cambiamenti d’opinione. 

Nel frattempo le statistiche sono spietate. L’ultima pubblicata in ordine di tempo è una rilevazione Eurostat che pone l’Italia al 18mo posto nelle spese per istruzione. Una situazione che può soltanto peggiorare con i tagli in arrivo. 

Ieri un ragazzo dell’istituto alberghiero di Benevento si è sentito male. La mamma è andata a prenderlo. Entrando in aula si è trovata davanti a una scena che non si aspettava: i ragazzi erano in 39, costretti a dividersi in 3 un banco. Quello di Benevento non è un caso isolato: le classi con più di trenta alunni sono in tante scuole d’Italia visto che la Gelmini quest’anno ha aumentato ancora il limite massimo portandolo anche a 30 studenti nelle scuole superiori. Il problema è che cifre simili sono illegali dal punto di vista delle norme antincendio che prevedono massimo 25 alunni e di quelle igienico-sanitarie che stabiliscono una quadratura di 1,96 metri quadri a studente. Della questione si occuperanno i tribunali: il Codacons ha denunciato il ministro dell’Istruzione e i direttori degli uffici scolastici regionali a 104 procure per «interruzione e turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza» 

Lo chiamano «il mistero dell’insegnante scomparso». A dieci giorni dall’inizio dell’anno scolastico le associazioni di genitori di alunni disabili hanno perso le speranze di veder apparire gli insegnanti di sostegno che fino allo scorso anno si occupavano dei loro figli. I tagli hanno colpito anche loro, e così capita di tutto. Sette ragazzi con disabilità si sono trovati concentrati in una classe sola, seguiti da tre insegnanti di sostegno all’Istituto Professionale Francis Lombardi di Vercelli. Eppure i dati dicono che è stato rispettato il rapporto medio nazionale di un insegnante ogni due studenti, come vuole la legge, ma è aumentato il numero di alunni nelle classi e poi esistono delle differenze tra Regione e Regione: il Lazio, ad esempio, ha il peggior rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni disabili (uno ogni 2,4).

Cinquantamila bambini in più resteranno nelle classi anche di pomeriggio, ha annunciato, trionfante, il ministro quattro giorni prima dell’inizio della scuola. Le classi a tempo pieno passano da 34.317 a 36.508, con un aumento dell’8 per cento. I genitori, però, sono andati a scuola con i loro figli e da un po’ di giorni raccontano una realtà molto diversa. A Bologna il tempo pieno si fa, è vero, ma lo pagano i genitori, dai 150 ai 300 euro l’anno. Sempre a Bologna, all’istituto Albertazzi, per garantire le lezioni fino al pomeriggio gli alunni hanno sei insegnanti diversi nell’arco della giornata. A Vado Ligure, nell’Istituto Comrpensivo, invece, hanno preferito far proprio finta di nulla: i genitori hanno presentato le richieste in segreteria ma di tempo pieno non c’è traccia. 

Le versioni sono diverse. Anche sulle cifre non c’è accordo. Il ministro Gelmini sostiene che i tagli ai docenti previsti in Finanziaria sono 43mila, in 30 mila sono andati in pensione e quindi alla fine a rimanere senza lavoro quest’anno sono 12-13 mila prof. I sindacati dicono che a rimanere fuori saranno almeno 18 mila, e che comunque si tratta del «più grande licenziamento di massa avvenuto in Italia». Alcuni di loro potranno usufruire della norma salva-precari decisa dal ministro Gelmini. Il ministero sta preparando la versione finale del provvedimento finora solo annunciato e si sa che ne saranno esclusi quelli che hanno lavorato nel 2008/09 solo con supplenze brevi, anche chi ha sostituito un docente in maternità o un collega malato.

Dal prossimo anno le superiori non avranno più né sperimentali né discipline un po’ strane: la Gelmini ha cancellato centinaia di indirizzi e ricompattato il tutto in sei licei e 11 istituti tecnici. Dovrebbe andare in vigore dal prossimo anno ma ancora se ne sa molto poco perché i regolamenti sono ancora lontani dall’essere stati approvati. Si attend eil via libera della Conferenza Stato-Regioni che però ha deciso di non riunirsi in segno di protesta contro le norme-salva precari. E, quindi, tutti i genitori italiani che hanno un figlio in terza media e vorrebbero partecipare ai colloqui di orientamento per le iscrizioni non sanno che pesci pigliare. Il ministero , in modo informale, ha già fatto sapere che la scadenza per le iscrizioni slitterà almeno di un mese. 

Le proiezioni della Caritas dicono che quest’anno nelle scuole italiane ci saranno 700 mila alunni stranieri, il ritmo di aumento negli ultimi anni si aggira intorno al 20-25%. Il problema esiste, insomma, soprattutto di fronte alle protesta della Lega, e quindi il ministero dell’Istruzione sta studiando gli aspetti tecnici per introdurre un limite del 30% di presenza di alunni stranieri in classe, ha confermato il ministro Gelmini. Nel frattempo si creano scuole per soli stranieri come la elementare Pisacane, nel quartiere multietnico di Tor Pignattara di Roma. Quest’anno sarà frequentata quasi esclusivamente da alunni stranieri, circa il 97% degli iscritti: su 180 bambini solo 6 sono italiani. Lo stesso a Milano dove alla scuola elementare Radice su 96 alunni 93 sono immigrati. Lastampa

5 Risposte a “SCUOLA . ECCO I PROBLEMI DELLA RIFORMA GELMINI : CLASSI DI 39 ALUNNI,NIENTE SOSTEGNO AI DISABILI, TEMPO PROLUNGATO A PAGAMENTO E..”

  1. luigina said

    sono una mamma di un bambino di 5 anni invalido civile. Da quando ho scoperto il suo handicap e iniziato il suo e ( mio)calvario ….con dottori Neuropsichiatra infantile logopedista, spicomotricista, tutto procedeva con grande serenità avendo le ore di sostegno da una maestra dolcissima.Il mio bambino era seguito accompagnato e guidato appunto da questa insegnnte di sostegno…….GRAZIE ALLA RIFORMA DELLA CARISSIMA MINISTRO GELMINI HANNO FATTO ANCHE I TAGLI A QUESTI BAMBINI CHE HANNO APPUNTO DEGLI HANDICAP ,CON QUESTE MISERE ORE CHE CI TROVIAMO DITEMI VOI COME FANNO QUESTI BAMBINI A INSERIRSI E A IMPARARE A STARE CON GLI ALTRI PIù FORTUNATI DI LORO. NON E GIUSTO FATE TAGLI DA ALTRE PARTI , MA NON TOCCATE LE PERSONE CHE HANNO BISOGNO DEGLI ALTRI I BAMBINI SOPRATUTTO, Io sarei stata molto curiosa se la Gelmini avesse un figlio con handicap cosa avrebbe fatto….. certamente lei sta bene vive nel lusso e non pensa a coloro che hanno bisogno di aiuto ……grazie MINISTRO GELMINI GRAZIE DAVVERO

  2. Piero said

    Inviterei la Gelmini a trascorrere una giornata di 6 ore in un istituto professionale con 25-30 ragazzi per classe e rendersi conto di come sia complicata la realtà se vista dall’interno e non da uno scranno ministeriale!!! Un abbraccio, Piero

    • simona said

      esatto perchè la Gelmini tutto questo non lo capisce parla soltanto ma non mette niente in pratica e poi non si deve lamentare dei troppi scioperi che facciamo perchè è lei che se li cerca..

  3. silvana said

    Sono un’insegnante della scuola primaria, lavoro da danni in una di quelle piccole scuole di campagna predestinata alla futura chiusura. Svolgo il mio mestiere con passione perchè credo fermamente che una buona formazione faccia dei bambini gli adulti consapevoli e coscienti del domani.
    Mi piace sapere, quando entro in classe, che tutti gli alunni abbiano la possibilità di essere realmente seguiti, aiutati, sorretti nel loro percorso di crescita, sia a livello personale che di apprendimento; mi piace pensare che la scuola sia una risposta positiva, seria, appagante ai diritti dei bambini, un luogo di cultura, di rispetto delle individualità, di sensibilità verso le diversità di ogni genere. Per questo, con l’inizio di questo nuovo anno scolastico e l’entrata in vigore delle nuove norme della riforma della signora Gelmini, mi sento sfiduciata, amareggiata…La scuola del nuovo governo è una scuola calpestata, ridicolizzata nei suoi valori e nelle sue funzioni. Si, perchè l’insegnante unico impegnato su una classe di 30 alunni, nel contesto sociale attuale dal quale NON SI PUO’ PRESCINDERE, si riduce a ruolo di assistente, vigilante…beati gli studenti più bravi, che comunque qualcosa impareranno seppur senza avere stimoli adeguati alle loro capacità, mentre i meno bravi, quelli in difficoltà non potranno ricevere materialmente la giusta considerazione del loro maestro e convivranno con i loro problemi …Della serie “Va’ e non ti curar di loro”!
    Il tasto più grave lo si tocca poi con l’assenza degli insegnanti di sostegno: spesso il docente di ruolo su posto comune deve trascurare i 29 alunni iscritti alla sua classe per assistere il bambino disabile che, ahimè, sebbene la scuola sia ufficialmente iniziata il 14 settembre, non ha ancora il suo insegnante di sostegno: “vi dovete arrangiare” ci dicono dall’alto..Si, dobbiamo remare in un mare di sabbia! La mia rabbia è dettata dal fatto che questa riforma maschera le sue efferate novità di “serietà”, “rigore”, “ritorno al perbenismo del passato”, quando invece è indice di completa incompetenza in ambito didattico e soprattutto umano, perchè un bambino non è un bullone da avvitare in catena di montaggio ma un essere umano, vivente,e le attenzioni, se permettete, devono essere diverse..La formazione, così come la sanità pubblica, dovrebbero essere trattate con i guanti perchè sono indice del livello e della civiltà di una società,ma la politica dei tagli non tiene conto di questo. Dio ci salvi da questo governo:

  4. enza said

    Buongiorno, riguardo alla riforma Gelmini ho scritto un testo che ho
    inviato al MIUR e che mi piacerebbe far circolare in quanto penso sia un
    problema non ancora emerso:

    >Gentile sig. Ministro, Le scrivo riguardo la riforma della scuola
    superiore
    >per farLe notare una incongurenza relativa alle iscrizioni già effettuate
    >questo anno e quindi anno scolastico 2009/2010.
    >L’abolizione del liceo economico e del liceo tecnologico potrebbe portare
    >problemi ai ragazzi ed alle famiglie in caso di bocciatura in anni
    successivi
    >al primo. Non discuto sul merito ma voglio chiederLe come mai ha pernesso
    che
    >le scuole mantenessero attive le iscrizioni ai suddetti licei, visto che poi
    li
    >ha aboliti? Mi spiego meglio, se uno dei nostri ragazzi dovesse trovarsi
    a
    >rimanere bocciato in anni successivi al primo, dove troverebbe
    collocazione
    >nella scuola italiana?
    Altro problema: mio figlio è iscritto alla prima liceo della
    >comunicazione tecnologica – liceo del quale non ho trovato corrispondenza
    nel nuovo sistema delle superiori… come lei ben sa questo liceo , la cui
    maturità è scientifica non prevede il latino
    >ed ha una sola lingua straniera. Nel caso malaugurato di una bocciatura,
    >poniamo in seconda classe, il ragazzo non troverebbe un liceo che lo possa
    >accogliere nel sistema scolastico italiano, così come concepito. Non vorrei
    proprio che mio figlio che ha iniziato con un liceo
    >debba finire la carriera scolastica chissà dove…
    Spero si tratti di una “dimenticanza” alla quale si potrà trovare rimedio…

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