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LIBERTA’ DI STAMPA . SCIOPERO DEL 3 OTTOBRE : ” I GIORNALISTI SONO RESPONSABILI DELLA LORO LIBERTA’ , E SPESSO DELLA NON LIBERTA’ DEGLI ALTRI COLLEGHI”

Posted by irpinianelmondo su ottobre 2, 2009

02.10.2009- DA  FASIPRESS -Nel 1908, a Vienna, Leon Trotsky, Matvey Skobelev, Adolph Joffe e altri fondano il giornale “Pravda”. A Roma, oltre trecento pullman porteranno oltre quindicimila manifestanti provenienti da tutte le regioni per chiedere “Libertà d’informazione”. Sempre a Roma, presso lo storico Palazzo dei Congressi dell’Eur, il Municipio XII celebra invece la “La Festa dei Nonni”, istituita nel 2005 con una legge del Parlamento, in realtà fissata per il 2 ottobre, data in cui la Chiesa Cattolica ricorda gli Angeli Custodi. Non sta a noi commentare se la manifestazione di oggi è una farsa (come sostiene il premier) o no. Riteniamo però legittimo sottolineare che sia piuttosto il comparto dell’informazione, nel suo complesso, ad avere problemi. E che questi siano in gran parte attribuibili a due anime presenti nella categorie: una “minoranza animata” e una “maggioranza silenziosa”.

Avremmo voluto che si affrontassero seriamente anche altri problemi, dalla disoccupazione crescente al precariato, senza trascurare i freelance, i cassintegrati e chi si è trovato a perdere il lavoro. Che ci fosse un impegno serio affinché sparisse l’attuale separazione (in attenzioni e diritti) tra i gornalisti contrattualizzati (una volta si diceva “garantiti”) e “gli altri”. Che ci sia una vera democrazia nella categoria e non minacce a chi intende esercitare il suo diritto a non scioperare. O contratti nazionali di lavoro firmati senza rispetto di larga parte dei giornalisti.

L’ex direttore del Tg5, un una recente apparizione in televisione, aveva riassunto il suo pensiero nella frase: “I giornalisti sono responsabili della propria libertà”. Giovedì sera, Bruno Vespa ha parlato di giornalisti che, per una serie di loro motivazioni, fanno pressioni sulle redazioni per compiacere il potere politico. Insieme a Maurizio Belpietro, hanno ricordato come le alzate di scudi per loro (e altri) in passato non ci sono state.

Anche quanto ha detto Marco Travaglio ad “Annozero” sul perverso meccanismo dell’uso delle querele è giusto. Ma cosa ne pensano i 48 giornalisti senatori e i 71 giornalisti deputati? Senza dubbio esistono norme legislative da rivedere (come, ad esempio, quelle sulle intercettazioni). Ricordiamolo ai nostri 119 colleghi che siedono in Parlamento. Che intervengano a proporre un rimedio. Domani, comunque, si terrà a Roma la giornata di protesta sul diritto all’informazione. Perché la manifestazione riesca la mobilitazione è stata massiccia.

I promotori hanno citato una serie di importanti adesioni: “Tra le organizzazioni, Cgil, Arci, Anpi, Acli, Libertà e Giustizia, Legambiente, Unione cattolica stampa italiana, Emergency. E poi i partiti: Pd, Idv, Pdci, Prc, Partito socialista, Sinistra democratica, Sinistra e Libertà e Bruno Tabacci dell’Udc”. Assente dichiarata la Cisl, un dubbio sull’Uil (in allegato la lettera del Segretario generale) che, se ha aderito, è rimasta “sotto traccia”, silenzio sull’Ugl. Eppure lo Statuto Fnsi (aggiornamento del 27 ottobre 2005) all’articolo 16 stabilisce, tra l’altro, che “Fanno, inoltre, parte del CN a titolo consultivo: … un rappresentante designato da ciascuna delle Confederazioni dei lavoratori con le quali la Fnsi ha stipulato un patto di alleanza” (Cgil, Cisl, Uil e Cisnal, nel 1948 hanno concordato un patto di alleanza). Infine (ma non da ultimo) c’è il problema dei finanziamenti all’editoria.

Al riguardo pubblichiamo, tra i documenti, una sintesi di quanto ha detto nei giorni scorsi il sottosegretario Paolo Bonaiuti.

 POSIZIONE UIL Il testo della lettera inviata alla Fnsi da Luigi Angeletti, Segretario generale Uil. “Caro Segretario, quello che viviamo è decisamente un momento delicato per il sistema dell’informazione nel nostro Paese. Su di esso, infatti, si sono scaricate molte delle tensioni che stanno caratterizzando i rapporti tra le forze politiche.

 E i mass media rischiano, così, di diventare cassa di risonanza di un dibattito spesso vuoto di contenuti e lontano dalle reali esigenze della collettività. D’altronde, l’assenza di progettualità politica che ha accompagnato il crollo delle ideologie ha finito per lasciare un vuoto, lentamente colmato da logiche individualiste.

L’incertezza del futuro e la crisi economica con le sue conseguenze sociali e occupazionali hanno fatto il resto. E così oggi non si fanno più sogni collettivi ma ognuno sogna per sé. Di questa involuzione la politica ha responsabilità enormi. Né vale addurre giustificazioni storicistiche, poiché in ciò proprio si sostanzierebbe la sentenza di condanna per le forze politiche, ree di farsi guidare e condizionare dagli eventi piuttosto che determinarli o, quantomeno, gestirli.

 Accade così che, proprio mentre la politica punta a riconquistare quel primato che le è dovuto in una società democratica, essa esercita questo potere sulla base di una dialettica fondata, banalmente, sullo scontro personale. E di questa dialettica, per assolvere all’inalienabile diritto-dovere di cronaca, il sistema dell’informazione deve dar conto.

Sullo sfondo resta, contestualmente, l’interrogativo sul ruolo dell’editoria nazionale che, oggettivamente, non può dirsi estranea allo scontro in atto e di cui, talvolta, finisce per essere coprotagonista. Così facendo, però, i problemi reali della gente, a cui le forze sociali, con sempre più crescenti difficoltà, cercano di trovare risposte, passano in secondo piano, quando non sono del tutto oscurati.

Questo è un punto che ci preoccupa moltissimo. Così come ci preoccupa moltissimo la condizione dei giornalisti, costretti ad esercitare il proprio diritto-dovere professionale in un contesto per nulla sereno e a vivere, in molte realtà, il peso di ristrutturazioni aziendali e l’incertezza del proprio futuro occupazionale.

Ecco, caro Segretario, su queste e su altre cose ancora, vorremmo, come Uil, avviare una discussione e costruire un’iniziativa con la Fnsi nell’intento di provare, insieme, a individuare percorsi innovativi che facciano uscire il mondo dell’informazione e, soprattutto, i giornalisti dalla difficile situazione nella quale, oggi, sono costretti ad operare.

 Ai giornalisti noi dobbiamo e vogliamo esprimere solidarietà e sostegno in questa fase così delicata. Insieme a voi tutti, dobbiamo e vogliamo lottare perché il principio laicamente sacro della libertà di informazione venga tutelato.

Per queste stesse ragioni, da sempre, siamo fermamente contrari all’uso del ricorso alla Magistratura in fatto di opinioni; una scelta culturalmente non condivisibile anche perchè rappresentativa di quell’assenza di argomentazioni squisitamente politiche di cui si diceva.

Purtroppo, però, non si sono create le condizioni per avviare questo confronto nella prospettiva della manifestazione del 19 settembre. L’invito ad essere protagonisti di questa iniziativa, francamente, ci è giunto quando l’impianto era stato già definito e la discussione era già stata traslata sul piano della polemica politica. Avremmo preferito, a quel punto, che si fosse realizzato un nuovo inizio per consentirci di contribuire direttamente alla costruzione dell’evento. Ciò non è stato possibile. Peraltro, è forte il nostro disagio nell’essere spettatori di uno scontro che, per le ragioni menzionate, a noi appare falsato nella sostanza ed eccessivo nei toni. Desideriamo e auspichiamo che i veleni della politica non inquinino il mondo dell’informazione e che tutto rientri nell’alveo di un sereno e pacato confronto ‘politicamente corretto’.

Ribadendo, dunque, la nostra piena solidarietà alla categoria dei giornalisti, rinnoviamo la disponibilità della Uil per l’organizzazione di un’iniziativa comune, così da tenere alta l’attenzione sulla “questione informazione” nel nostro Paese anche successivamente alla manifestazione del 19 settembre. Un caro saluto Luigi Angeletti Segretario generale Uil”

IL SOTTOSEGRETARIO BONAIUTI -Riportiamo, per informazione, una sintesi della risposta che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, ha dato mercoledì scorso in aula al Senato a un’interpellanza del Partito democratico sullo stato di salute della libertà di informazione in Italia.

“Siamo intervenuti mettendo a disposizione, cosa che non è avvenuta per nessun altro settore, dieci milioni di euro per i giornalisti a sostegno della cassa integrazione. Lo stesso abbiamo fatto per i periodici. Poi è stato aperto un tavolo di trattative e abbiamo sollecitato gli editore a intervenire per frenare l’esodo di cronisti dalla carta stampata. Nel 2009 il dipartimento editoria ha erogato 206 milioni di euro per contributi diretti alla stampa. Abbiamo sostenuto 450 testate, tra cui anche “L’Unità” con 6,3 milioni di euro, “Il Manifesto” con 4,3 milioni, “Avvenire” con 6 milioni, “Europa” con 3,5 milioni, “Il Riformista” con 2,5 milioni, “Il Foglio” con 3,5 milioni, “Libero” con 7 milioni. Sono stati erogati 21 milioni per contributi alle emittenti radiofoniche. Vogliamo aggiungere anche i rimborsi delle tariffe postali agevolate? Bene, abbiamo distribuito 273 milioni di euro. Anche a giornali che non sono ritenuti fiancheggiatori del governo”. E ancora: “Il dipartimento per l’editoria ha speso 6 milioni di euro, più altre risorse (6-8 milioni) da altre amministrazioni centrali dello Stato. Il 15 luglio 2009 il Consiglio dei ministri ha promosso una giornata per la promozione della lettura ed è stato deciso di mandare in onda una serie di spot e di pubblicità per sostenere la lettura dei quotidiani, con una spesa di 2,4 milioni. Abbiamo in mente anche – ha aggiunto il sottosegretario -, e ne abbiamo parlato con Fnsi e Fieg, di distribuire gratis copie di giornali a un certo numero di giovani meritevoli sotto i 18 anni. Quindi lavoriamo per gli Stati generali dell’editoria”. Conclude: “Voi state qui e protestate contro l’infrazione della libertà di stampa, mentre l’Agcom ci ha lodato per sensibilità istituzionale e trasparenza”.

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