www.irpinianelmondo.it

politica cronaca arte cultura turismo gastronomia…. e molto altro ancora

RIFORMA BRUNETTA DELLA PA : LICENZIAMENTI AUTOMATICI PER DIPENDENTI ASSENTEISTI

Posted by irpinianelmondo su ottobre 5, 2009

05.10.2009-Il primo capitolo della riforma Brunetta ad entrare in vigore sarà il nuovo sistema disciplinare dei dipendenti pubblici.
Il decreto riporta in ambito legislativo un tema negli ultimi anni lasciato prevalentemente alla contrattazione, introduce nuove sanzioni per nuovi comportamenti censurabili e inasprisce le punizioni già previste dalle regole attuali. Dimezzati, poi, i termini per arrivare alla sanzione, mentre si introduce la regola generale della non sospensione di procedimenti disciplinari quando questi siano legati a processi penali.

Nella fase transitoria convivono entrambe le discipline. In pratica i fatti avvenuti dopo l’entrata in vigore del decreto (15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) dovranno essere contestati secondo le nuove tipologie; i fatti contestati prima dell’entrata in vigore seguono la disciplina in cui si sono verificati. Ai fatti avvenuti prima, ma contestati dopo l’entrata in vigore, si applicano i nuovi termini e il nuovo iter, ma rimangono le vecchie sanzioni perché più favorevoli.

Le novità più eclatanti arrivano in tema di assenze ingiustificate e per malattia. Fino ad oggi l’assenza ingiustificata dal servizio comportava l’applicazione di sanzioni crescenti in rapporto alla sua durata, in base a una serie di norme tutte abrogate dalla nuova disciplina.

Con la riforma, in caso di assenza ingiustificata per più di tre giorni anche non consecutivi in un biennio, o di sette giorni negli ultimi dieci anni, o infine di rifiuto di riprendere il lavoro nei termini prefissati, è previsto il licenziamento. Dalla lettura della norma, sembra che il conteggio dei giorni vada fatto retroattivamente, e che quindi possano concorrere a far maturare la sanzione anche i giorni già maturati se a suo tempo non sono stati contestati e sanzionati. Il dipendente che timbra il cartellino e poi esce per motivi personali sarà licenziato in tronco: in questo caso, basta una sola assenza per chiudere il rapporto. Una volta accertato il fatto, l’ufficio competente per i procedimenti disciplinari non ha alcun potere discrezionale, perché non si prevede nessuna circostanza “attentuante” in grado di ridurre la sanzione.
Delicata l’ipotesi introdotta in caso di insufficiente rendimento. Occorrerà modificare i sistemi di valutazione della prestazione, inserendo parametri oggettivi e predeterminati, per poter stabilire quale grado di rendimento debba considerarsi insufficiente per almeno due anni e, di conseguenza, condurre al licenziamento.

Il nuovo codice disciplinare introdotto con la riforma del pubblico impiego non si limita comunque al licenziamento dei dipendenti assenteisti, ma mette in campo una ricca serie di sanzioni di varia gravità a seconda dei fatti messi nel mirino.

Se violando obblighi lavorativi stabiliti da leggi, regolamenti, contratti o codici di comportamento un dipendente provoca la condanna dell’amministrazione di appartenenza al risarcimento di un danno, è prevista la sospensione da un minimo di tre giorni a un massimo di tre mesi, per un arco di tempo variabile in base all’entità del risarcimento.

Con la sospensione dal servizio fino a tre mesi viene invece sanzionato il dirigente o il responsabile di posizione organizzativa che si macchia di inerzia o sottovalutazione degli elementi che costituiscono un comportamento illecito del collaboratore. La sanzione comporta, solo per chi ha qualifica dirigenziale, anche la decurtazione dell’indennità di risultato del dirigente, per un tempo pari al doppio della sospensione. La durata della sospensione in questi casi è legata alla gravità dell’illecito disciplinare che si sarebbe dovuto avviare o per il quale si sia lasciato scadere anche uno solo dei termini, oggi dichiarati tutti a pena di decadenza. Il rifiuto o l’omissione di collaborazione in un procedimento a carico di un lavoratore della stessa o di altra amministrazione comporta la sospensione fino a 15 giorni.

Queste ultime tipologie sanzionatorie potrebbero comportare un problema di individuazione della competenza del titolare dell’azione disciplinare, ma si propende per l’attribuzione in ogni caso all’ufficio disciplinare, dato che la sanzione massima teoricamente applicabile eccede la competenza del dirigente e può venire oggettivamente determinata solo all’esito del procedimento stesso. sole 24 ore

9 Risposte a “RIFORMA BRUNETTA DELLA PA : LICENZIAMENTI AUTOMATICI PER DIPENDENTI ASSENTEISTI”

  1. stefano said

    E che vuoi commentare…… se applicassero le leggi sarebbero LORO i primi a doverseno andare a spasso e senza stipendio!!!!!

  2. franco said

    stefano ha perfettamente ragione io sono in massima d’accordo ma vogliamo scomettere che tutti i dirigenti rimarranno al proprio posto mentre invece i lavoratori del comparto subiranno questo decreto? Poi questo si applicherà anche ai parlamentari che non si presentano in parlamento ?

  3. emanuela said

    meditate gente meditate…..è grazie a qualcuno di voi se dobbiamo sopportare gente come lui!!!! l’ipocrisia al potere che si nutre del populismo……sono preoccupata.

  4. Agostino said

    stiamo andando verso l’oligarchia . ma brunetta non guarda che siamo gli unici a pagare interamente le tasse. ed i privati che esportano i capitali nelle zone franche cosa fa per loro.

  5. giulio said

    Sono un dipendente comunale…ho letto la riforma Brunetta, ma non vi ho trovato niente sulle modalità di reclutamento dei dipendenti pubblici.
    Lo sa il ministro Brunetta che grazie a politici e dirigenti i concorsi, specie in Comune e nelle asl, sono quasi tutti pilotati verso amici e parenti? Perchè a presiedere le commissioni di concorso ci sono dirigenti interni e/o segretari comunali interni, nominati dai politici e che ai politici devono la carriera, e spesso i componenti della commissione sono impiegati interni di pari livello rispetto a quello da assumere.
    Lo sa che tra lsu e collaboratori da stabilizzare i concorsi neanche si fanno più? O si fanno delle selezioni-farsa per sistemare i soliti noti?
    Lo sa che nei Comuni tra abolizione del co.re.co e segretari comunali scelti direttamente dal Sindaco nessuno fa più il controllo sulla legittimità degli atti (appalti, forniture, ecc.?
    P.S.: per me non si deve premiare chi lavora, ma sanzionare chi non lavora (…mi riferisco a chi non lavora, non a chi non è allineato).

    • genni said

      Devo dirti caro giulio che sono da 12 anni lsu in un comune della calabria,(sono stata in 3 comuni) e ti dico,senza vittimismo, che la situazione nonostante le parole del ministro brunetta non mi confortano ne mi fanno pensare ad una concreta svolta. In questi anni di precariato l.s.u. ne ho viste delle belle gente all’improvviso stabilizzata devo dire di mia conoscenza poca,cmq i soliti noti o parenti e amici intimi del politico di turno o di chi conta nell’ambito decisionale di un comune. Gli altri sono su questo barcone come me, che sia pur ho 2 lauree e mi sono sempre data da fare, andiamo avanti, con questo sussidio di disoccupazione, e ringrazio Dio di averla, senza meta. Saluti

  6. carmela said

    ci vorrebbero le telecamere nelle scuole per scoprire i veri fannulloni ed il signor brunetta colpirebbe i veri fannulloni all opera (tra virgolette

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: