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AFGHANISTAN . IL TIMES INSISTE : ” L’ITALIA HA PAGATO I TALEBANI ANCHE AD HERAT”

Posted by irpinianelmondo su ottobre 16, 2009

TALEBAN16.10.2009-Il Times di Londra insiste: le forze italiane in Afghanistan hanno pagato “mazzette” ai talebani per prevenire attacchi contro le proprie forze non solo a Sarobi ma anche ad Herat. Riportando in dettaglio nella seconda parte del suo articolo le smentite arrivate da Roma, il quotidiano britannico cita nella prima parte un comandante talebano e «due alti funzionari del governo afghano» a conferma di quanto pubblicato ieri.

Mohammed Ishmayel ha dichiarato al Times che l’accordo con le forze italiane sarebbe stato raggiunto lo scorso anno nell’area di Salobi, ad est di Kabul. «L’intesa stabiliva che nessuna delle parti doveva attaccare l’altra – ha dichiarato il talebano al Times – ed è per questo che ne siamo stati informati a quel tempo: non dovevamo attaccare le forze Nato».

Non solo: funzionari governativi afghani avrebbero poi rivelato ancora al Times di essere al corrente della pratica delle forze italiane anche in altre aree dell’Afghanistan. Un alto funzionario ha raccontato che le forze speciali statunitensi hanno ucciso un leader talebano nella zona occidentale di Herat la scorsa settimana. Si ritiene che questi fosse uno dei comandanti talebani pagati dagli italiani, ha aggiunto la fonte. Versione che sarebbe stata confermata da un altro funzionario.

Il generale Angioni: si possono comprare informazioni, non la sicurezza. Nelle guerre moderne, come quella in corso in Afghanistan, «si ha a che fare con tanti piccoli gruppi. Da ognuno di loro si possono comprare informazioni, ma non operazioni, non la sicurezza di essere al riparo da attacchi. Nessuno è in grado di dare garanzie. Anche se pago tutti i gruppi ci può essere sempre il cane sciolto che compie un attentato»: lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Franco Angioni, il generale dei parà che nel 1982 guidò le missioni in Libano. «Il mondo dei servizi è oscuro e non saprei dire se i servizi italiani hanno pagato i talebani – dice ancora il generale – Però, se offrire aiuto alla gente, medicine, viveri, protezione per conquistare la fiducia, se tutto questo significa comprare, allora dico che è doveroso comprare. E se ce lo rimproverano, non ci fa né caldo né freddo. Con una certa amarezza vedo che solo adesso qualche generale degli Stati Uniti si è accorto dell’opportunità di coinvolgere la gente. Si fossero comportati così dall’inizio, le
cose in Afghanistan sarebbero andate in modo diverso».

ilmesaggero

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