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AVELLINO . PIANO STRATEGICO DELLA CITTA .LA NOTA DEL PRESIDENTE SARNO :” DA SCELTE DELL’AMMINISTRAZIONE A SISTEMA DI GOVERNANCE”

Posted by irpinianelmondo su ottobre 19, 2009

SARNO19.10.2009– “Vorrei racchiudere il mio intervento in tre punti che a mio avviso sono gli elementi fondamentali di una riflessione che gli Imprenditori avellinesi hanno svolto già da qualche anno e che continuamente aggiornano e completano nel confronto in Confindustria Avellino e con gli altri interlocutori sociali.

La prima riflessione riguarda il metodo che è alla base del Piano Strategico. L’origine è di un atto volontario mediante il quale si vuole condividere tra tutti coloro, che a diverso livello hanno responsabilità istituzionali e’ di rappresentatività sociale, un’idea del futuro di una città o di un territorio, e riscoprirne o costruirne una identità. E’ un’operazione volontaria, che spesso però abbiamo proposto come indispensabile, anche per l’intera provincia di Avellino, se si vuole davvero governare i processi di crescita per una visione condivisa del futuro.

Così come noi imprenditori l’intendiamo, ed abbiamo buoni motivi per essere convinti che ci avviciniamo molto al suo vero spirito, Il Piano Strategico coinvolge aspetti non solo di merito, di che cosa un territorio vuole essere nel futuro, ma anche aspetti sostanziali che riguardano anche il metodo della sua formazione. Col Piano Strategico si sceglie, e mi piace sottolinearlo, di passare da un sistema di governo, basato su esclusive scelte dell’Amministrazione a sistema di governance della città e del territorio, dove gli attori locali coerentemente agiscono per raggiungere gli obiettivi prefissati.

La seconda riflessione che vorrei fare riguarda il quadro politico. Va senza dire che l’iniziativa spetta al Sindaco della città capoluogo. Però è anche vero che senza una forte collaborazione dell’intero Consiglio Comunale le procedure e la definizione del Piano strategico possono risultare limitanti e ancor più le stesse, espressione della rappresentanza economica e sociale possono essere chiamate ad una funzione non propria. Occorre che tutta la classe politica della città, ma dico dell’intera provincia, maggioranza ed opposizione, si ritrovino su un sistema di confronto dialettico e laddove esistono i presupposti anche di condivisone di alcune indicazioni chiave.

Non possiamo, e questo è un appello rivolgo a tutta la politica, assoggettare questo fondamentale strumento a polemiche di parte ne tanto meno lasciarlo alle prerogative di semplici atti amministrativi di maggioranza, bisogna che cambi il clima politico e che i cittadini ricevano un chiaro segnale di responsabilità da tutta la politica ed in primis dal Consiglio Comunale di Avellino.

 La terza riflessione riguarda il merito del Piano Strategico. Vorremmo che fosse ben chiara una visione della città, del suo ruolo di capoluogo di provincia, del suo collocamento nelle dinamiche regionali. Nel merito quindi Il Piano Strategico deve essere plurisettoriale Deve affermare Avellino città dei servizi e della piccola e media impresa. Deve raccordarsi con l’intera provincia. Deve inserire Avellino nelle dinamiche più ampie raccordandosi con le province di Benevento e Salerno quello di Benevento Un primo ed immediato riferimento, già evidenziato da Confindustria Avellino in altre sedi di confronto con le Istituzioni del territorio, è il fenomeno che sta avvenendo nell’area industriale di Pianodardine.

 Si stanno creando, infatti, dei vuoti, dei preoccupanti vuoti che depotenziano il tessuto connettivo industriale: alle attività di impresa si sostituiscono attività immobiliari o ipotesi di conversione commerciale dell’area. Sappiamo tutti che Avellino ha bisogno ancora di industria. Risulta, pertanto, fondamentale operare per rivitalizzare il tessuto industriale di Pianodardine, garantendo la possibilità di insediare attività di impresa sia mantenendo ferma la vocazione delle attuali destinazioni sia ampliando le superfici attrezzate in conformità. Deve essere conservata l’originale impostazione dei nuclei industriali, in particolare quelli che sorgono in prossimità dei centri abitati, come Pianodardine. L’idea originaria, che mi permetto di riprendere, è quella di stabilimenti inseriti in un contesto urbanistico che preservi la vivibilità in conformità con il rispetto dell’ambiente circostante. Le fabbriche della ex Imatex e della l’ex Amuco, aziende storiche del nucleo industriale di Avellino, danno il senso di quello che intendo esprimere quando parlo di una visione dello sviluppo industriale ecocompatibile e rispettoso della vivibilità civile.

La fisionomia delle aziende è un indice dell’attrattività delle aree. E’ evidente, inoltre, che all’ampliamento delle superfici disponibili affianchiamo anche il compito di mantenere a un livello accettabile il costo dei suoli. Al Piano Strategico chiediamo di recepire un nuovo modello che configuri il rapporto pubblico-privato in provincia di Avellino, con le necessarie integrazioni per le attività di impresa. Ciò si realizza predisponendo già a livello di infrastrutture una moderna gestione dei servizi, da attuare con un diverso rapporto tra pubblico e privato. Immagino: – un centro unico di autorizzazione per le attività di impresa (SUAP comunali, mai partiti) – la creazione di sportelli doganali all’interno dell’auspicata piattaforma logistica che potrebbe sorgere a Pianodardine in alternativa all’ipotizzata piattaforma in Valle Ufita. – la realizzazione di sistemi per garantire una maggiore sicurezza degli stabilimenti (telesorveglianza di intere aree) – presidi medico – ambulatoriali per area – mense interaziendali – asili –nido e servizi sociali. Si tratta, quindi, di un’integrazione tra imprese e servizi all’impresa, nel quadro di un terziario avanzato.

Nella catena della creazione del valore, infatti, il cui costo consente ai prodotti di essere competitivi, l’obiettivo si sposta verso i servizi alle imprese. Assumono quindi una rilevanza straordinaria i servizi logistici: ben vengano le piattaforme anche da noi proposte. So anche che queste iniziative, per poter funzionare e reggersi, hanno bisogno di avere una massa critica di domanda che spesso non è realizzabile in un territorio delle dimensioni di quello irpino.

Per questo le alternative sono: più piattaforme logistiche che si rivolgono alle singole aree, consentendone la economicità di gestione; una sola piattaforma orientata a tutte le aree che intendano servirsene (puntando quindi sulle infrastrutture, non solo quella stradale). Avellino e Grottaminarda, oltre alla Valle Caudina, sono al centro dei grandi nodi di comunicazione attuali e di quelli che si svilupperanno con le tratte del traffico futuro. L’area dell’Ufita è interessata dai progetti di costruzione della linea Alta velocità ed Alta capacità, è attraversata dai grandi corridoi europei nord-sud ed est-ovest, può far valere la propria posizione geo-strategica derivante dalla prossimità ad altre province (BN, SA, FG) e come tale, la zona industriale di Pianodardine può candidarsi ad ricoprire un ruolo centrale in termini di supporto logistico per il traffico merci con l’interporto di Nola – Marcianise, con il Porto di Salerno e il futuro aeroporto di Pontecagnano. Altri strumenti di programmazione strategica (il Piano Territoriale Regionale, il Piano dei trasporti Regionale e la Programmazione Regionale 2007/2013) confermano la candidatura della provincia di Avellino a perno logistico.

La centralità di Avellino quale nodo cruciale della direttrice Salerno-Benevento è supportata, per esempio, da Salerno (che sta sostenendo questa linea di sviluppo). Il rafforzamento della bretella di collegamento Avellino – Salerno, con caratteristiche autostradali fino al raccordo di Avellino Est è una opzione strategica già proposta all’interno del PTR e condivisa anche con le Segreterie Provinciali di CGIL- CISL e UIL. Anche il potenziamento della linea ferrata SA-Mercato S. Severino-Avellino- Benevento per l’accesso al porto di Salerno e alla linea alta capacità Benevento-Foggia, nonché della linea Avellino-Rocchetta-S.Antonio (unico asse ferrato per l’Alta Irpinia), rappresentano interventi destinati a modificare il profilo della nostra Provincia. L’ integrazione tra Benevento, Avellino e Salerno rende fondamentale la Valle Caudina.

Su queste basi credo che Avellino, guardando oltre i propri confini amministrativi e trovando forte coesione con le dinamiche di sviluppo di altri territori, si oppone a quella tendenza, purtroppo presente, completamente rivolta alle aree metropolitane, atteggiamento che richiede particolare attenzione ma non può minimamente intaccare la integrità progettuale dello sviluppo complessivo del territorio regionale e delle aree meridionali.

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