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SCUDO FISCALE . CITTADINI SVIZZERI A CACCIA DI “AGENTI SEGRETI” ITALIANI

Posted by irpinianelmondo su ottobre 29, 2009

29.10.2009-Wanted, ricercati. Non i banditi, però. Gli sceriffi. Complice l’inedito clima da guerra fredda tra Svizzera e Italia maturato all’ombra dello scudo fiscale, gli abitanti di Chiasso, città svizzera al confine con l’Italia, sono stati chiamati a collaborare con le autorità locali per smascherare eventuali investigatori del Fisco che agiscano in “clandestinità”. L’iniziativa, per quanto sorprendente, è stata annunciata dal Comune ticinese a seguito di «diverse segnalazioni circa l’esercizio di attività d’inchiesta non autorizzate sul territorio cittadino».

La popolazione è stata inviata «a collaborare» nell’individuazione degli “intrusi”, anche se si precisa che i controlli saranno effettuati dalla polizia cantonale e dagli agenti delle dogane. Soltanto qualche giorno fa il presidente del Governo regionale del Ticino, Gabriele Gendotti, non era andato per il sottile dichiarando alla stampa di avere «indicazioni che il fisco italiano spia sui treni».

Arrivano, insomma, segnali anche concreti dell’irritazione, anzi della «collera fredda» contro l’Italia, come l’ha definita il quotidiano La Tribune de Genève, per il recente blitz della Guardia di Finanza nelle filiali italiane delle banche elvetiche, che qualcuno ha definito una «razzia» contro gli istituti di credito della Confederazione. Il giornale ha riferito di una forte «indignazione soprattutto per i metodi utilizzati» dalla giustizia italiana: controlli alle frontiere, telecamere di sorveglianza ai valichi e incursioni nelle filiali nel nostro paese.

«Sappiamo bene che questi raid puntano solo a destabilizzare i clienti italiani di banche svizzere per convincerli ad approfittare del condono fiscale», ha commentato al quotidiano Carlo Lombardini, avvocato ginevrino specializzato in diritto bancario. Non si può accusare l’Italia di voler recuperare i fondi dell’evasione fiscale, ma ha aggiunto il legale, «ciò che mi rattrista è vedere le nostre autorità federali lasciare che i loro istituti di credito vengano attaccati in questo modo».

Ma le autorità svizzere lamentano anche il fatto che l’Italia non si sia allineata alla decisione dell’Ocse di eliminare la Svizzera della lista grigia dei paradisi fiscali. Peraltro, continuano i negoziati bilaterali per raggiungere un nuovo accordo di doppia imposizione. Ma l’amministrazione federale del Fisco elvetica, secondo la Tribune, si rifiutano di precisare se le attuali tensioni fra Roma e Berna poterbbero ritardare questo processo.

Nel pomeriggio il ministro degli esteri italiano Franco Frattini ha stigmatizzato il tenore della reazione di Berna.

«Non penso – ha dichiarato – che il terreno delle misure e delle contromisure sia quello corretto, le contromisure certamente non aiutano». L’Italia «non ha alcun problema con la Svizzera, abbiamo una eccellente relazione, è una questione interna di investigazione della Guardia di finanza» che «ha eseguito gli ordini impartiti». Sole 24 ore

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