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SPARO’ A PAPA WOJTYLA NEL 1981 . ADESSO ESCE DAL CARCERE . ALI AGCA : PRONTO PER LIBRI E INTERVISTE, FIRMERO’ CONTRATTI MILIONARI

Posted by irpinianelmondo su gennaio 10, 2010

10.01.2010-Mehmet Ali Agca, il turco che nel 1981 tentò di uccidere papa Giovanni Paolo II, uscirà dal carcere in Turchia il prossimo 18 gennaio. E in una lettera scritta a mano e inviata al Sunday Times ha confermato che «c’è grande interesse, dal Giappone al Canada», per la sua storia, e che egli intende firmare contratti milionari per fare della sua vicenda libri e film. Ma nella lettera parla anche di suoi piani per «proclamare la fine del mondo e scrivere il Vangelo Perfetto». La scarcerazione è stata confermata dal suo avvocato, Haci Ali Ozhan. Agca, che ieri ha compiuto 52 anni, uscirà dalla cella il 18, dopo esserci entrato nel 2000, dopo che l’Italia lo rimandò in patria, dove ha scontato quel che restava della pena per aver assassinato il giornalista Abdi Ipekci, delitto compiuto due anni prima del suo attentato al Papa. Secondo il Sunday Times, Agca è pronto a dare un’intervista televisiva per 2 milioni di dollari e a vendere i diritti per due libri (inclusa la sua biografia) per complessivi 5 milioni di dollari. Ha anche scritto a Dan Brown, l’autore del «Codice da Vinci», per proporre un libro, «Il codice Vaticano», che dovrebbe essere seguito da un film. Nella lettera, nella quale si dichiara «perfettamente sano dal punto di vista fisico e psicologico», spiega: «Il mio piano è proclamare la fine del mondo e scrivere il Vangelo Perfetto… proclamerò la Cristianità perfetta che il Vaticano non ha mai capito». Non dice però se intende parlare dell’attentato a Giovanni Paolo II: diversi editori europei hanno detto che sarebbero interessati solo a conoscere la sua verità su un atto su cui non è mai stata fatta luce, e sul quale Agca – che inizialmente parlò di un coinvolgimento dei servizi bulgari mossi dall’Unione Sovietica – ha dato negli anni versioni contrastanti e contraddittorie. Il Times cita l’editore italiano Francesco Aliberti, che spiega che «le memorie di Agca avrebbero un interesse mondiale, ma solo se egli darà ciò che editori e lettori vogliono: la piena, vera storia con molte nuove rivelazioni». Secondo Ferdinando Imposimato, magistrato che indagò sull’attentato, Agca «sa tutto sui servizi di intelligence che furono dietro l’attentato…ma inorridisce ed è ridicolo che qualcuno gli offra dei soldi. È offensivo per il papa Giovanni Paolo e potrebbe vanificare qualsiasi rimanente speranza di trovare la verità. Egli potrebbe essere tentato di dire cose oltraggiose, false, solo per avere più soldi». Intervistato in carcere in Turchia dal Sunday Times, nel 2000 Agca, alla domanda se provasse rimorso per aver sparato al Papa rispose: «Non lo rifarei. Non ho odio per il Papa, sento solo il tormento per quel che è successo».La Stampa

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