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BRUNETTA CONTRO I BAMBOCCIONI : FUORI DI CASA A 18 ANNI

Posted by irpinianelmondo su gennaio 17, 2010

17.01.2010-Anche il ministro dell’efficienza nella pubblica amministrazione, Renato Brunetta è stato un ‘bamboccione’: lo rivela lui stesso nella consueta intervista a Rtl ricordando di essere “arrivato a 30 anni che non ero capace di rifarmi il letto”.

E, ora, arriva a proporre la sua idea di una legge che “obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni”. “Fino a quando non sono andato a vivere da solo era mia madre che la mattina mi rifaceva il letto. Di questo mi sono vergognato”, ha detto, commentando la condanna di un padre costretto da un giudice a pagare gli alimenti ad una figlia trentaduenne ancora fuori corso all’università. Più in generale, i bamboccioni “sono le vittime di un sistema e organizzazione sociale di cui devono fare il ‘mea culpa’ i genitori. Ho condiviso Padoa-Schioppa quando ha stigmatizzato questa figura che mancava però di analisi: i bamboccioni ci sono perché si danno garanzie solo ai padri, perché le università funzionano in un certo modo, perché i genitori si tengono i privilegi e scaricano i rischi sui figli. La colpa insomma è dei padri che – ha continuato il ministro – hanno costruito questa società”. Ma Brunetta lancia la sua proposta: “Obbligherei per legge i figli ad uscire di casa a 18 anni”.

IMPOSSIBILE CALO TASSE CON PIL ALL’1%  – “Se il Pil del 2010 resterà, come previsto su livelli attorno all’1%, non è possibile una riduzione fiscale”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Per il ministro, invece “appena il reddito inizierà ad avere andamenti stabili sul 2%, ad esempio – ha detto – +2% nel 2011, 2012, e 2013, sarà possibile realizzare una riforma fiscale nel senso di una riduzione delle tasse”. Secondo il ministro, un calo delle tasse senza una ripresa stabile del Pil “peggiorerebbe il deficit e, quando peggiora il deficit, il debito inizia a costarci di più e siamo costretti a mettere da parte risorse per pagare gli interessi sul debito”.

Sul calo delle tasse “Berlusconi forse si era fatto prendere un po’ dall’entusiasmo ma intendeva dire che, da subito è possibile realizzare solo una semplificazione fiscale”. “La semplificazione delle tasse si può fare anche subito, non c’é nessun vincolo di finanza pubblica e di questo parlava anche il presidente Berlusconi. Cosa diversa – ha spiegato il ministro – è la riduzione della pressione fiscale che si può fare quando le condizioni economiche lo consentiranno”. Brunetta ha precisato che è necessario che l’Italia “cominci a crescere tra l’1,5% e il 2% l’anno: solo allora si potrà cominciare a parlare di alleggerimento della pressione fiscale. Anche Berlusconi ha ribadito che il calo della pressione fiscale è un obiettivo del governo ma all’interno della legislatura e compatibilmente con l’andamento di crescita del paese”. Brunetta ha ricordato che il paese esce da un calo del Pil del 5% circa, “cosa mai vista per decenni e che non ci ha consentito di fare altro che pagare gli ammortizzatori sociali che ci sono costati la bellezza di 3-4 miliardi di euro”

A FEBBRAIO ACCOUNT PEC PER TUTTI GLI ITALIANI
Dal prossimo mese tutti gli italiani avranno un account di posta elettronica certificata: lo ha annunciato il ministro della pa, Renato Brunetta. La prossima settimana, ha infatti spiegato il Ministro, “verrà scelto il provider” di posta elettronica e poi sarà possibile dotare gli italiani di e-mail in grado di dialogare con la pubblica amministrazione. Il Ministro, a questo proposito, non ha mancato di ‘bacchettare’ quegli ordini professionali che hanno tardato ad organizzare le Pec e, tra questi, l’Ordine dei giornalisti. “Tutti gli ordini, anche quello dei giornalisti, si dovevano organizzare entro novembre: quando lo dico in occasione delle interviste i vostri colleghi spalancano gli occhi. Evidentemente l’ordine è un po’ addormentato” racconta Brunetta secondo il quale “se anche gli ordini non rispettano la legge non va bene. Ma – conclude – anche questa è l’Italia”.

Anche il ministro dell’efficienza nella pubblica amministrazione, Renato Brunetta è stato un ‘bamboccione’: lo rivela lui stesso nella consueta intervista a Rtl ricordando di essere “arrivato a 30 anni che non ero capace di rifarmi il letto”.

E, ora, arriva a proporre la sua idea di una legge che “obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni”. “Fino a quando non sono andato a vivere da solo era mia madre che la mattina mi rifaceva il letto. Di questo mi sono vergognato”, ha detto, commentando la condanna di un padre costretto da un giudice a pagare gli alimenti ad una figlia trentaduenne ancora fuori corso all’università. Più in generale, i bamboccioni “sono le vittime di un sistema e organizzazione sociale di cui devono fare il ‘mea culpa’ i genitori. Ho condiviso Padoa-Schioppa quando ha stigmatizzato questa figura che mancava però di analisi: i bamboccioni ci sono perché si danno garanzie solo ai padri, perché le università funzionano in un certo modo, perché i genitori si tengono i privilegi e scaricano i rischi sui figli. La colpa insomma è dei padri che – ha continuato il ministro – hanno costruito questa società”. Ma Brunetta lancia la sua proposta: “Obbligherei per legge i figli ad uscire di casa a 18 anni”.

IMPOSSIBILE CALO TASSE CON PIL ALL’1%  – “Se il Pil del 2010 resterà, come previsto su livelli attorno all’1%, non è possibile una riduzione fiscale”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Per il ministro, invece “appena il reddito inizierà ad avere andamenti stabili sul 2%, ad esempio – ha detto – +2% nel 2011, 2012, e 2013, sarà possibile realizzare una riforma fiscale nel senso di una riduzione delle tasse”. Secondo il ministro, un calo delle tasse senza una ripresa stabile del Pil “peggiorerebbe il deficit e, quando peggiora il deficit, il debito inizia a costarci di più e siamo costretti a mettere da parte risorse per pagare gli interessi sul debito”.

Sul calo delle tasse “Berlusconi forse si era fatto prendere un po’ dall’entusiasmo ma intendeva dire che, da subito è possibile realizzare solo una semplificazione fiscale”. “La semplificazione delle tasse si può fare anche subito, non c’é nessun vincolo di finanza pubblica e di questo parlava anche il presidente Berlusconi. Cosa diversa – ha spiegato il ministro – è la riduzione della pressione fiscale che si può fare quando le condizioni economiche lo consentiranno”. Brunetta ha precisato che è necessario che l’Italia “cominci a crescere tra l’1,5% e il 2% l’anno: solo allora si potrà cominciare a parlare di alleggerimento della pressione fiscale. Anche Berlusconi ha ribadito che il calo della pressione fiscale è un obiettivo del governo ma all’interno della legislatura e compatibilmente con l’andamento di crescita del paese”. Brunetta ha ricordato che il paese esce da un calo del Pil del 5% circa, “cosa mai vista per decenni e che non ci ha consentito di fare altro che pagare gli ammortizzatori sociali che ci sono costati la bellezza di 3-4 miliardi di euro”

A FEBBRAIO ACCOUNT PEC PER TUTTI GLI ITALIANI
Dal prossimo mese tutti gli italiani avranno un account di posta elettronica certificata: lo ha annunciato il ministro della pa, Renato Brunetta. La prossima settimana, ha infatti spiegato il Ministro, “verrà scelto il provider” di posta elettronica e poi sarà possibile dotare gli italiani di e-mail in grado di dialogare con la pubblica amministrazione. Il Ministro, a questo proposito, non ha mancato di ‘bacchettare’ quegli ordini professionali che hanno tardato ad organizzare le Pec e, tra questi, l’Ordine dei giornalisti. “Tutti gli ordini, anche quello dei giornalisti, si dovevano organizzare entro novembre: quando lo dico in occasione delle interviste i vostri colleghi spalancano gli occhi. Evidentemente l’ordine è un po’ addormentato” racconta Brunetta secondo il quale “se anche gli ordini non rispettano la legge non va bene. Ma – conclude – anche questa è l’Italia”.

3 Risposte a “BRUNETTA CONTRO I BAMBOCCIONI : FUORI DI CASA A 18 ANNI”

  1. Devo ammettere, persino con una punta di soddisfazione (era ora!), che il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, questa volta ha fatto centro.

    Vorrei sommessamente osservare che quello “della semplificazione”, forse, sarebbe più opportuno chiamarlo “Ministero dei semplicismi”, per il consueto, sbracato, disinvolto utilizzo di espressioni “colorite”, per così dire, e non consone al registro che dovrebbe essergli proprio, che l’attuale inquilino del dicastero distilla quotidianamente.
    Come se ne sentissimo la necessità…

    E invitare un qualsiasi onorevole dell’IdV a non contestare, a prescindere, qualsiasi cosa venga detta da un qualsiasi esponente del PdL: ogni tanto, qualcosa di concreto, di condivisibile, e di intelligente, per fortuna, lo dicono (anche?!) loro, quando si dimenticano, per un po’, di stare appresso alle perenni esigenze di un capo interessato quasi esclusivamente ai sondazzi propri…

    La provocazione di Brunetta – quella di stabilire “per legge” che i nostri giovani bamboccioni devono lasciare la famiglia, compiuti i diciotto anni – infatti,…

    http://naturagiuridica.blogspot.com/2010/01/brunetta-i-bamboccioni-e-trenitalia.html

  2. antonio said

    Per Renato Brunetta il bamboccione

    Addó chi non tene figli, né pè fuoco né pè consigli. traduzione: (A chi non ha figli non chiedere fuoco o consigli)

  3. gianfranco said

    speriamo che una volta fuori,non dovremmo pagare alimenti e l’affito di casa.

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