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ELEZIONI REGIONALI 2010. BERSANI CEDE IL LAZIO ,IL VENETO E LA CALABRIA

Posted by irpinianelmondo su gennaio 17, 2010

17.01.2010-«Io lavoro per allargare la coalizione», ama ripetere Pier Luigi Bersani, che solo apparentemente è sembrato rimanere un po’ fuori dalla mischia quando si è trattato di stringere su candidature, presidenze e governatorati. Il leader del Pd in realtà ha lavorato ora sotto traccia ora apertamente ora controcorrente, come quando a sorpresa ha perorato le primarie in Puglia mentre i maggiorenti locali stavano ancora attestati sul ”vade retro”, o come quando ha avallato prima di tutti “l’autocandidatura” di Emma Bonino nel Lazio. Solo per il caso Veneto Bersani ha dovuto far fronte alla sfuriata di Rosy Bindi, per nulla convinta dell’autocandidatura (anche lì!) dell’udicino De Poli in contrapposizione al leghista Zaia, successore del plurigovernatore forzista ”Galan grande” e inviso ai centristi. «Ma tu così appalti il Veneto all’Udc», si è sfogata Bindi la pasionaria all’ultimo coordinamento notturno, e qualcuno giura di aver sentito un verbo ancora più crudo e pesante rispetto a quell’“appaltato”. La presidente del partito aveva accarezzato, e ancora accarezza, l’idea maturata in ambienti vicini a Cacciari, Calearo e pezzi del Pd di schierare come anti-Zaia quel Pippo Bertolusso che, sondaggi alla mano, avrebbe qualche chance di contrastare il leghismo galoppante. Ma tant’è. Il prezzo pagato da Bersani non sta tanto nelle tensioni interne, pressoché d’obbligo alla vigilia di ogni tornata elettorale che si rispetti. Il prezzo vero è che il segretario ha dovuto di fatto svenarsi e cedere ben tre candidati presidenti a esponenti di partiti che in loco raccolgono percentuali da elenco telefonico. In pratica: nel Lazio, la candidata presidente Bonino è espressione di una forza che nazionalmente oscilla intorno all’1 per cento; in Veneto l’Udc è accreditata del 3,5 per cento; per ultimo si è presentato il caso Calabria, dove l’Udc è invece più forte e, a patto di avere la presidenza con Roberto Occhiuto, si alleerebbe con il Pd, «solo in questo caso Loiero sarebbe disposto a fare un passo indietro», assicurano al quartier generale del Nazareno. Il quale Loiero, però, dopo averlo promesso a Bersani in persona qualche giorno fa, nelle ultime ore sembra volerci ripensare, «non si può buttare a mare l’esperienza positiva di questi cinque anni», ha buttato là proprio ieri. Una situazione che potrebbe portare a Bersani insperati successi, ma anche preannunciate grane: ove mai le cose andassero male, si può già prevedere la minoranza veltrofranceschinfassiniana ergersi a chiedere conto e ragione di una condotta perdente. Le avvisaglie non sono queste, in verità, visti i propositi pacificanti della minoranza, che a sua volta ha qualche problemino in Umbria dove, venuta meno la possibilità di una terza candidatura della Lorenzetti (dalemianbersaniana), si sarebbe aperto un conflitto al momento sotterraneo tutto interno all’area di minoranza: se i veltroniani spingono per la candidatura di Agostini ex tesoriere di Walter, si starebbe nello stesso tempo facendo strada un’altra candidatura, quella di Marina Sereni, vice presidente del gruppo alla Camera e fassiniana. Se si dovesse andare alle primarie, sarebbero una conta tutta interna alla minoranza. Il Messaggero

Una Risposta a “ELEZIONI REGIONALI 2010. BERSANI CEDE IL LAZIO ,IL VENETO E LA CALABRIA”

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