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PROCESSO A BERLUSOCNI SUI DIRITTI MEDIASET. RESPINTE LE RICHIESTE DEI DIFENSORI : SI VA AVANTI

Posted by irpinianelmondo su gennaio 18, 2010

18.01.2010/Nessuna sospensione per il processo sui diritti tv Mediaset. I giudici del Tribunale di Milano hanno rigettato la richiesta avanzata dagli avvocati difensori, tra cui quelli di Silvio Berlusconi. I legali avevano chiesto un termine per valutare l’eventualità di ricorso al rito abbreviato sulla scorta di una sentenza della Corte Costituzionale che aveva giudicato parzialmente illegittimi gli artt. 517 e 516 del codice di procedura penale. La Consulta ha riconosciuto una lesione del diritto alla difesa, con obbligo di riaprire i termini, se a fronte a una nuova contestazione del pm a dibattimento aperto, l’imputato non abbia avuto la possibilità di scegliere il rito abbreviato. Una sentenza a favore di Berlusconi che ha ricevuto due contestazioni di questo tipo nei processi Mills e Mediaset.

I giudici di Milano, diversamente da quanto avevano fatto nell’ambito del processo Mills, hanno rigettato la richiesta di concessione di un termine di tempo per valutare il rito abbreviato. La stessa, scrivono nell’ordinanza, avrebbe dovuto essere fatta al momento della contestazione suppletiva del pm e non adesso. Quindi, secondo i giudici, la richiesta dei difensori è tardiva per cui non c’è nessuna sospensione per valutare un’eventuale richiesta di rito abbreviato.

La sentenza della Coste Costituzionale impugnata dagli avvocati di Mediaset era entrata nel dibattito politico nei giorni scorsi. Alcuni organi di stampa avevano infatti ventilato l’ipotesi di un decreto legge che accogliesse proprio le indicazioni di questa sentenza, scritta dall’avvocato Giuseppe Frigo (nominato alla Consulta su proposta del Pdl). Una norma che avrebbe avvantaggiato Berlusconi nei processi Mills e Mediaset e che per questo era stata bollata come «ad personam» dall’opposizione e subito ribattezzata «blocca processi». La scorsa settimana però, il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ha detto che il decreto non sarebbe stato fatto anche perché la sentenza sarebbe stata immediatamente efficace. Ma i giudici di Milano si sono messi di traverso.. SOLE 24 ORE

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