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PROPOSTA DI LEGGE DEL “COMITATO PRO SERINO” CONTRO I RIBALTONI E I CAMBI DI CASACCA

Posted by irpinianelmondo su gennaio 30, 2010

30.01.2010-Spesso nelle amministrazioni locali accade che i cittadini vengano traditi da comportamenti moralmente ignobili da parte di consiglieri comunali e provinciali a causa di un morboso attaccamento alla “poltrona”, per ragioni economiche o per interessi personali. Evidente è il caso di consiglieri comunali e provinciali di opposizione che, grazie ad accordi scellerati con il Sindaco o il Presidente della Provincia e parte di consiglieri di maggioranza, passano a sostenere il loro operato emarginando ed esautorando invece consiglieri eletti dal popolo e delegati a governare il territorio. Questa prassi, spesso consolidata in piccole realtà, fa male al senso civico, alla politica in generale e induce a pensare che tutto è possibile e tutto è fattibile. Noi del Comitato Pro Serino crediamo che lo Stato debba reagire con forza a questo andazzo eticamente scorretto del mondo politico ristabilendo una regola ferrea: sono i cittadini che decidono chi deve governare e chi deve fare opposizione, non certo gli intrallazzi di alcuni che infangano senza dignità la politica. Chi è all’opposizione deve rimanere all’opposizione finché non maturano le condizioni per poter governare in modo trasparente con il consenso del voto popolare mentre chi è stato deputato a governare deve lavorare per il bene e lo sviluppo socio-economico del proprio territorio e, ove ciò non fosse più possibile, il Sindaco o il Presidente della Provincia devono, con onestà intellettuale, dare le proprie dimissioni dai rispettivi incarichi e non farsi sorreggere da maggioranze non qualificate e fittizie. Questa è democrazia, questa è serietà. A tale fine, il Comitato Pro Serino ha, in data odierna, spedito formalmente la sottostante proposta di legge

al Presidente della Repubblica on. G. Napolitano, al Presidente del Consiglio on. S. Berlusconi, al Presidente del Senato on. R. Schifani, al Presidente della Camera dei Deputati on. G. Fini, al Ministro degll’Interno on. R. Maroni e al Ministro della Pubblica Amministrazione on. R. Brunetta.

 Inoltre, attraverso questo comunicato stampa, vuole invitare, in modo aperto e formale, ogni Deputato e Senatore della Repubblica Italiana, con particolare riguardo ai segretari di Partito di ogni estrazione politica, nonché tutti i politici e le parti sociali interessate alla proposta ad unire le forze perché la stessa possa prendere corpo in Parlamento e divenire di fatto legge dello Stato Italiano. Il Presidente del Comitato Pro Serino Abele De Luca http://www.comitatoproserino.it comitatoproserino@libero.it

Ill.mo Presidente della Repubblica on. G. Napolitano

Ill.mo Presidente del Consiglio on. S. Berlusconi

 Ill.mo Presidente del Senato on. R. Schifani

Ill.mo Presidente della Camera dei Deputati on. G. Fini

Ill.mo Ministro dell’Interno on. R. Maroni

Ill.mo Ministro della Pubblica Amministrazione on. R. Brunetta

 Oggetto: proposta di legge antiribaltone.

Spett. Onorevoli, lo scrivente dott. Abele De Luca in qualità di presidente e legale rappresentante del “Comitato Pro Serino”, associazione civica senza scopo di lucro e movimento portatore di interessi diffusi (C.F. 92071460643), con atto costitutivo e statuto regolarmente registrato, sottopone alla vostra attenzione la seguente proposta di legge, così come di seguito specificata in dettaglio, con l’obiettivo di renderla legge dello Stato. Questa iniziativa vuole essere un mero contributo al Legislatore per incrementare la fiducia nelle istituzioni e nella politica in generale da parte dei cittadini nonché ristabilire criteri di onestà intellettuale e un rispetto etico nei confronti di chi effettua scelte chiare e decise all’atto delle votazioni per le elezioni amministrative.

Distinti saluti Avellino, 29/01/2010 Il Presidente del Comitato Pro Serino Abele De Luca PREMESSA ALLA PROPOSTA DI LEGGE (Legge Antiribaltone).

La presente proposta di legge è rivolta ad una stabilità di governo nei Comuni e nelle Province da parte di chi è stato delegato a rappresentare la comunità in cui opera. Tale proposta vuole evitare che durante il corso di vita di una Amministrazione, si possano verificare dei ribaltoni tali da vedere consiglieri di minoranza tradire il voto degli elettori e diventare membri attivi di maggioranza emarginando di fatto, con la vergognosa complicità di un Sindaco o di un Presidente della Provincia, dalle attività amministrative di governo coloro invece che erano stati legittimamente deputati dal voto popolare a sostenere l’operato del Sindaco o del Presidente della Provincia stesso. Altro elemento a suffragio di questa proposta di legge ci viene indicato dal Legislatore stesso che, con le nuove norme sull’ordinamento degli Enti Locali, ha voluto chiaramente identificare la lista dei candidati alla carica di Consiglieri Comunali/Provinciali collegata direttamente al Sindaco o al Presidente della Provincia, superando di fatto la vecchia legislazione che vedeva, ad esempio, il Sindaco eletto in seno al Consiglio Comunale. Ciò avvalora la tesi secondo cui ci deve essere un netto spartiacque tra chi governa il territorio e chi viene deputato a fare opposizione. Poiché il più importante atto che una amministrazione locale approva annualmente è senz’altro il bilancio di previsione, grazie al quale si dà corpo alle idee programmatiche e si dirige l’attività amministrativa futura, è giustificato pensare che lo stesso debba essere approvato da chi è stato legittimamente eletto alla guida del Comune o della Provincia per sostenere le azioni del Sindaco o del Presidente della Provincia. Pertanto l’approvazione del citato bilancio non deve essere semplicemente espressione della maggioranza del Consiglio Comunale o del Consiglio Provinciale, ma di una maggioranza “qualificata” ovvero tale da computare nel minimo numero per ottenere la maggioranza assoluta e quindi per poter legittimamente deliberare solo consiglieri collegati alla lista del candidato a Sindaco o del Presidente della Provincia che ha vinto le elezioni amministrative, indipendentemente dalla espressione di voto dei consiglieri di minoranza collegati alla lista del/dei candidati a Sindaci o Presidenti delle Province sconfitti alle elezioni amministrative. Questa idea portante darà garanzia sociale, politica e culturale nei cittadini che operano, all’atto delle elezioni comunali e provinciali, una scelta chiara e definita. In alternativa, per fornire almeno un minimo di garanzia ai cittadini su una questione di moralità, prima che di legalità, si può regolamentare l’impossibilità, da parte del Sindaco o del Presidente della Provincia, di nominare assessore ogni consigliere comunale o provinciale non collegato alla lista del Sindaco o Presidente della Provincia risultato eletto per volontà popolare (Proposta di Legge B). Più semplicemente l’art. 2 della proposta di legge seguente può essere aggiunto come articolo “141 bis” nel D.L.vo 18 agosto 2000 n. 267. Esempio: In un Comune costituito da 17 consiglieri di cui 12 di maggioranza e 5 di minoranza, il minimo numero per poter deliberare un bilancio di previsione è 9. Questi 9 consiglieri devono essere necessariamente quelli collegati alla lista del candidato a Sindaco che ha vinto le elezioni, altrimenti, se il bilancio di previsione viene votato con l’appoggio determinante di alcuni o di tutti i 5 consiglieri di minoranza, lo stesso si intende respinto e il Comune deve essere Commissariato immediatamente.

PROPOSTA DI LEGGE A: Legge del ………., n. …… “Norme in materia di scioglimento di un Ente Locale per la mancata approvazione del bilancio preventivo da parte della maggioranza eletta”. Visto il D.L.vo 18 agosto 2000 n. 267 “testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali” visto il D.L. 23 maggio 2008 n. 92 recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica convertito dalla L. 24 luglio 2008 n. 125; vista la Circolare esplicativa Min_Interno D.Lgs. 267/2000 SI EMANA LA SEGUENTE LEGGE: Art. 1 Ai fini della presente legge il Comune e la Provincia sono Enti Locali così come definiti dall’art. 2 del D.L.vo 18 agosto 2000 n. 267. Art. 2 Il bilancio di previsione del Comune o della Provincia si intende approvato qualora il numero minimo, per computare la maggioranza assoluta in Consiglio Comunale o Provinciale, sia espressione dei Consiglieri eletti nella stessa lista del Sindaco o del Presidente della Provincia. In caso contrario il Bilancio di Previsione si intende respinto. Un bilancio di previsione, del Comune o della Provincia, respinto per i motivi di cui alla lett. a del presente articolo, si considera come non approvato nei termini ai sensi dell’art. 141 art. 1 lett. c) del D.L.vo 18 agosto 2000 n. 267 e il Consiglio Comunale o Provinciale viene commissariato previo scioglimento con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno. ******************************************************************************** Nell’ipotesi che la proposta su menzionata non venga presa in considerazione per ragioni di varia natura, certamente si può ragionare pragmaticamente sull’alternativa seguente, in cui si regolamenta l’impossibilità, da parte del Sindaco o del Presidente della Provincia, di nominare assessore ogni consigliere comunale o provinciale non collegato alla lista del Sindaco o Presidente della Provincia risultato eletto per volontà popolare. PROPOSTA DI LEGGE B: Legge del ………., n. …… “Norme in materia sull’ordinamento degli Enti Locali”. Visto il D.L.vo 18 agosto 2000 n. 267 “testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali” visto il D.L. 23 maggio 2008 n. 92 recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica convertito dalla L. 24 luglio 2008 n. 125; vista la Circolare esplicativa Min_Interno D.Lgs. 267/2000 SI EMANA LA SEGUENTE LEGGE: Art. 1 Ai fini della presente legge il Comune e la Provincia sono Enti Locali così come definiti dall’art. 2 del D.L.vo 18 agosto 2000 n. 267. Art. 2 Il Sindaco o il Presidente della Provincia non può nominare assessore comunale o provinciale, per l’intero periodo del mandato elettorale conferitogli, colui che è risultato candidato in una lista collegata ad altro candidato Sindaco o Presidente della Provincia nella stessa competizione elettorale.

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