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RIFORMA GELMINI : ECCO COME SARANNO LE SCUOLE

Posted by irpinianelmondo su febbraio 4, 2010

04.02.2010-Da 400 indirizzi sperimentali, oggi esistenti, a soli 6 licei. Da 10 settori e 39 indirizzi di istituti tecnici, si passerà ad appena 2 settori e 11 indirizzi. Mentre i 5 settori e 27 indirizzi dei professionali saranno asciugati in 2 macro-settori, a cui corrisponderanno 6 indirizzi. Si può partire da questi numeri per iniziare a capire cosa attenderà i circa 500mila ragazzi di terza media, che dal prossimo 1° settembre, metteranno piede nei nuovi istituti superiori, targati Gelmini. Accanto a questa cura dimagrante, ci sarà spazio, anche, per l’inglese potenziato, un rapporto più stretto tra scuola e mondo del lavoro (a oggi, ci ricordano gli ultimi dati Excelsior, alle aziende mancano 54mila diplomati tecnico-professionali) e una sferzata a tutto campo sulle nuove tecnologie. In attesa del via libera definitivo ai 3 regolamenti di riordino di licei, istituti tecnici e professionali, previsto per i prossimi giorni, abbiamo cercato di sintetizzare le principali innovazioni che interesseranno le superiori, in questo agile vademecum.

Informazioni a studenti e famiglie. Gli istituti, nelle prossime settimane, dovranno essere in grado di fornire ai ragazzi di terza media e alle loro famiglie informazioni più dettagliate relative all’intero nuovo scenario del secondo ciclo. Il rischio, sottolineato da più parti, sindacati in testa, è che, con i regolamenti ancora non definitivi e le iscrizioni posticipate a fine marzo, il tempo per far conoscere le novità in arrivo da settembre sia troppo poco, con la conseguenza che molte scelte saranno affidate al caso.

Iscrizioni: le date da rispettare. Arriva il doppio canale per le iscrizioni dei ragazzi a scuola. Alle superiori, mamma e papà avranno tempo dal 26 febbraio al 26 marzo. Mentre, ci potrà iscrivere alle scuole dell’infanzia, elementari e medie fino al 27 febbraio. Il mese in più di tempo per l’iscrizione alle scuole superiori è stato stabilito per consentire un’adeguata informazione alle famiglie sui nuovi indirizzi di studio, in arrivo con l’approvazione definitiva dei 3 regolamenti di riordino della scuola secondaria di secondo grado.

Istituti tecnici: al via i settori economico e tecnologico. I nuovi istituti tecnici si divideranno in 2 settori: economico (che si scompone in 2 indirizzi, amministrativo, finanza e marketing e turismo) e tecnologico (che avrà 9 indirizzi) e godranno di un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti). Ci sarà un primo biennio, dedicato all’acquisizione di saperi e competenze di base e un successivo triennio, in cui gli indirizzi possono articolarsi nelle opzioni richieste dal territorio e dal mondo del lavoro e delle professioni. Il quinto anno si conclude con l’esame di Stato. A livello di didattica, il regolamento di riordino, prevede un potenziamento dell’inglese, delle ore di laboratorio e una maggiore autonomia e flessibilità dell’offerta formativa. I nuovi istituti tecnici saranno caratterizzati da un’area di istruzione generale comune a tutti e due i percorsi e in distinte aree di indirizzo, che possono essere articolate, sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornato nel confronto con le regioni e le parti sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo del lavoro, delle professioni e del territorio. Per questo, gli istituti tecnici avranno a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) all’interno dell’orario annuale delle lezioni dell’area di indirizzo. Questi spazi di flessibilità si aggiungono alla quota del 20% di autonomia rispetto al monte ore complessivo delle lezioni di cui già godono le scuole. In questo modo, possono essere recuperati e valorizzati settori produttivi strategici per l’economia del Paese (come, ad esempio, la plasturgia, la metallurgia, il cartario, le costruzioni aereonautiche etc.).

Licei: arrivano i nuovi indirizzi artistico e delle scienze umane. Ci sarà un liceo scientifico tecnologico, dove non è previsto lo studio del latino, mentre il liceo delle scienze umane (ex magistrale) avrà un indirizzo giuridico economico, anch’esso senza latino. Al classico, sarà introdotto l’insegnamento della lingua straniera per l’intero quinquennio. Il liceo linguistico, invece, prevederà l’insegnamento di 3 lingue straniere. Dalla terza classe, un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta, pure, un secondo insegnamento. Tra le new entry ci saranno il liceo musicale e coreutico, articolato nelle 2 sezioni musicale coreutica, e il liceo delle scienze umane, che prenderà il posto del liceo socio-psicopedagogico. In tutti i corsi di studio ci sarà una riduzione dell’orario scolastico: 27 ore settimanali nel primo biennio del liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane; 32 ore nel liceo musicale e coreutico; 34 ore nei licei artistici, che prenderanno il posto degli attuali istituti d’arte; 32 ore settimanali negli istituti tecnici e professionali. Attualmente, grazie anche alle sperimentazioni, l’orario settimanale di quasi tutti gli indirizzi di studio oscilla fra le 32 e le 36 ore settimanali. A livello gestionale, infine, dipartimenti disciplinari e comitato scientifico, costituiranno le nuove articolazioni del collegio docenti, senza, però, sottolinea il regolamento, «ledere la sovranità del collegio docenti stesso».

Per chi è già iscritto alle superiori. Il restyling dovrebbe coinvolgere anche molti ragazzi che, ora, frequentano la scuola superiore. In particolare, lo schema di regolamento di riforma degli istituti professionali stabilisce che le novità si applicano da subito solo alle classi iniziali ma che, contestualmente, sarà ridotto l’orario delle lezioni delle classi seconde e terze, non coinvolte nella riforma. È, però, evidente che la riduzione del tempo-scuola comporterà il taglio orario di qualche disciplina, ancora da individuare, oppure l’eliminazione di qualche materia. Ma anche in questo caso non ci sono indicazioni precise. Prime e seconde classi coinvolte da settembre, invece, secondo il regolamento degli istituti tecnici, ma la riduzione d’orario riguarderà anche le terze e persino le quarte. Anche qui sono tutte da inventare le modalità di passaggio al nuovo assetto: l’orario “slim” per alcune materie è tuttavia l’ipotesi più probabile. Il regolamento di riordino dei licei, infine, prevede che vengano coinvolte nella riforma le prime e le seconde classi funzionanti nel 2010-2011, lasciando però immutati gli orari del triennio.

Professionali: più spazio ai servizi e all’industria e artigianato. Gli istituti professionali si articoleranno in 2 macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi e istituti professionali per il settore industria e artigianato. Ai 2 settori, corrispondono 6 indirizzi. Come per gli istituti tecnici, anche qui, il percorso è articolato in 2 bienni, e un quinto anno, con l’esame finale. Gli istituti professionali avranno un orario settimanale corrispondente di 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti). Avranno, poi, maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici. In particolare, gli spazi di flessibilità nell’area di indirizzo riservati agli istituti professionali, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta. Gli istituti potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell’ambito dell’offerta coordinata di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni nella loro autonomia, sulla base di accordi con il ministero dell’Istruzione. Anche nei nuovi professionali, sono previste più ore in laboratorio, oltre a stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro, soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno.

Si inizia dal primo anno. Si inizia solo dal primo anno? Al momento, sembra l’ipotesi più plausibile. Anche perché tutti i pareri, al momento, acquisiti dal Governo (nell’ordine, Consiglio nazionale della pubblica istruzione, Conferenza unificata, Consiglio di Stato), oltre il dibattito che sta accompagnando la riforma, è stato unanimamente chiesto di partire solo con le prime classi e di lasciar continuare tutte le altre secondo il vecchio ordinamento, per evitare il cambio di binario in corsa ai ragazzi che hanno già cominciato il percorso di studi. Al momento dell’approvazione definitiva della riforma da parte del Consiglio dei ministri si saprà se la richiesta verrà accolta, anche se tutti i segnali da Viale Trastevere vanno già in questa direzione. È bene, comunque, evidenziare che il riordino soltanto nelle prime classi significherebbe, per Palazzo Chigi, rinunciare ai risparmi attesi dalle riduzioni d’orario introdotte dalla riforma. E, quindi, a parte dei soldi, da girare per la valorizzazione del merito del personale della scuola.

SOLE 24 ORE

4 Risposte a “RIFORMA GELMINI : ECCO COME SARANNO LE SCUOLE”

  1. calli0pe said

    Mi sento di dire soltanto una cosa: meno male che ho già finito il mio percorso scolastico!

  2. RV said

    Credo che oggi, 2010, la scuola italiana abbia bisogno di un cambiamento netto, ma graduale. In Europa molti ragazzi negli ultimi 2 anni di studio si dividono tra lezioni in classe e attività lavorative in aziende che nel 70% dei casi li porta ad avere un primo contratto di lavoro, in cui vengono formati sul piano culturale e manuale.Oggi i ragazzi italiani non sono capaci di affrontare il mondo del lavoro e si trincerano dietro a corsi di laurea di ogni tipo pur di ritardare il loro ingresso nel lavoro. L’italiano e le lingue straniere non sono tra le prime materie preferite e la difficoltà di lavorare all’estero e con l’estero rende tutto questo più complesso…Va dato atto a questa riforma che se vogliamo valorizzare il futuro dei ragazzi bisogna mettersi in gioco e rinunciare a qualcosa, se invece gli insegnanti pensano solo alle proprie tasche allora continueremo ad avere istituti mediocri, poco sviluppati con autogestioni e occupazioni…io credo che i ragazzi vadano premiati per il loro impegno, non si boccia nessuno x antipatia, ma il significato educativo deve servire al ragazzo quanto alla sua famiglia, che forse non gli è stata vicino a dovere. Non ho 15 anni, ma nemmeno 30 e posso dire che negli ultimi 10 anni la scuola italiana è allo sbando, serve un correttivo. Per metodi e tempi non prendiamo alla lettera proprio tutto quello che è stato proposto dal Ministro, ricordiamo che ogni consiglio di circolo ha la facoltà di imporre tempi e modi per attivare la riforma, basta accordarsi. Concludo sul periodo limitato che avrebbero i genitori per scegliere la scuola dei propri figli, beh signori, io credo che un genitore in qualità di padre e madre non può non sapere a che punto della crescita sia il proprio figlio e quali siano qualità e caratteristiche, c’è il tempo necessario per interessarsi e rendersi conto che un figlio va educato a 360° non solo quando si vuole.

  3. Andrea said

    Finalmente giustizia è fatta per gli insegnanti di sala-bar. Non era giusto che solo gli insegnanti di cucina potessero insegnare nelle quarte e nelle quinte.Insegnavano ad esempio enologia che non rientrava nel loro percorso di studi. Avevano fatto un inciuccio anni fa con alcuni presidi al ministero, dando queste ore SOLO AI CUOCHI!!!!
    Ora le cose sono più eque, anche se si perde qualche ora. Adesso recuperiamo quello che ci era stato tolto.
    un saluto a tutti

  4. savina mattei said

    Perchè l’istituto d’arte scompare e l’unica alternativa è frequentare il liceo artistico.
    Questo non è giusto,mio figlio che non vuole frequentare il liceo ora non sa più che scuola scegliere.
    Ciao a tutti

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