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ELEZIONI REGIONALI CAMPANIA. PRC-FEDERAZIONE DELLA SINISTRA : ECCO PERCHE’ ANDIAMO DA SOLI

Posted by irpinianelmondo su febbraio 19, 2010

19.02.2010 “In Campania una volta tanto si fa la cosa giusta. Lo dico con tutta la convizione e la forza di cui sono capace e con la certezza che, al di lá del risultato finale, ci sono delle battaglie che valga la pena combattere, costi quel che costi. Andiamo con ordine. Da mesi si vociferava della possibile candidatura del sindaco di Salerno de Luca da parte del Pd. Ci sono state proposte di primarie,valzer di candidature, ma lo spirito (e il corpo) di De Luca incombeva significativamente sui vari tavoli, tavolini e scrivanie preelettorali delle forze del centrosinistra. Come Federazione della Sinistra abbiamo subito cercato di mettere in chiaro una questione basica: De Luca NO. Le motivazioni erano molteplici e trovavano in un primo momento l’adesione e l’approvazione di forze come SeL e IDV. Vediamole brevemente. Da un punto di vista politico De Luca si autodefinisce un uomo di destra, considera gli immigrati un problema e soprattutto sotto l’aspetto sociale è quanto di piú proibizionista e settario possa esistere. A quanti sostengono che, nonostante tutto, ha reso bella e vivibile Salerno, rispondo dicendo che l’estetica in Politica va di pari passo con la sostanza dell’atto stesso, e che una strada bella ma blindata, seppur bella ,in politica puó e deve risultare brutta, almeno a Sinistra. La sostanza dell’Uomo politico de Luca ci dice che sposa completamente l’ideologia della repressione e soprattutto disprezza completamente quanto dalla Sinistra è stato fatto in Italia: dalla lotta al Fascismo alle lotte di civiltá, emancipazione e uguaglianza. E’ chiaro che uno che sostiene che il Pci ha fatto in Italia piú danni di Berlusconi difficilmente ha in sè un benchè minimo senso della Politica come valore e coscienza storica. Al motivo squisitamente politico si affiancava e si affianca peró unmotivo piú viscerale e superfiale: quello morale. Argomento sul quale i dipietristi di ferro sono capaci di perdere la voce a forza di grida in programmi televisi e in parlamento.: per dirla in due parole De Luca è inquisito.Sulla questione non mi esprimo troppo entrando nel merito, basti dire che si parla di corruzione, favoreggiamento e abuso in atti di ufficio. L’inquisito (De Luca) sostiene che lo ha fatto per difendere il posto di lavoro degli operai implicati nella vicenda. Ammetto che da uno dalla poca coscienza di classe e dal tono sprezzante nei confronti delle lotte degli anni sessanta e settanta, una devozione tan forte nei confronti del mondo del lavoro mi fa strano, o per lo meno mi limito a sostenere che questo modo di affrontare i temi del lavoro (attraverso i raggiri, il clienterismo, il favoreggiamento, la concussione, la corruzione etc) non mi è propio e soprattutto non č da me condivisibile. E’ come sostenere e continuare a sostenere da Sinistrea che de Mita ha il grande merito di essere il difensore del lavoro in irpinia. Al di lá della questione lavoro 8 che in questo caseo č l’alibi, lo specchietto per l’allodole, il diversivo), l’IDV fa della questione morale il centro del suo agire politico e poneva sul tavolo la questione moralitá de Luca. Si delinea uno scontro Pd-Sinistra, con la possibilitá di un candidato alternativo a quello proposto dal Pd, cose che avrebbe rappresentato il punto piú avanzo a sinistra degli ultimi dieci anni. La politica, peró, in Campania č qualcosa di estremamente mutevole e rapido. Senza troppi mezzi termini e quando giá si era impegnati in una campagna effettivamente aggressiva nei confronbti dell’ormai candidato de Luca l’IDV e SeL, con una tranquillitá politica (faccia di cuorno si dice dalla mie parti) solo poche altre volte sperimentata in Italia, da un giorno all’altro, in una conferenza stampa unitaria accettano il candidato e e plocamano la candidatura per tutto il centrosinistra. Fin qui i fatti. Le scelta della Federazione della Sinistra, a partire dalla base e dai militanti, č nata e nasce da rabbiosa indignazione e forte convinzione politica, proprio in risposta a quanto accaduto. Nonostante sia difficile, nonostante possa sembrare una battaglia impari ed impossibile, la Federazione della Sinistra si presenta in alternativa a Vincenzo De Luca e la sua coalizione di figliol prodighi e moderati. Ora moltri detrattori ( o emplicemnete critici) potrebbero sostenere che altrove gli accordi sono stati fatti e che in un paio di casi addirittura con l’Udc. Io credo che il rpoblema non č accordo si e accordo no ma come si arrivi all’accordo e quali siano le modalitá di dialogo tra forze politiche che aspirano ad essere un’eventuale coalizione di governo. Senza entrare nel merito di quanto č accaduto e accade in altre regioni in termini di accordi elettorali, quanto visto in campania č il punto piú basso delle relazioni tra le forze del centrosinistra italiano. L’arroganza del Pd, l’incapacitá di non ammettere errori e saper dare significativi cambiamenti e soprattutto l’inspiegabile chiusura a riccio č quanto di piú insolito e estremo si possa vedere nelle fasi preelettorali. La cosa piú grave č il diprezzo per l’interlocutare le manie da piccolo dittatore di provincia, l’assoluta incompetenza politica, l’impressionante quantitá di banalitá demagogiche il voler cavalcare un onda di xenofobia e intolleranza che colloca il nostro paese oggi tra i peggiori del mondo occidentale in tal senso. Il troppo storpia, dicevano gli antichi. E per dirla in termini elettorali qua a botte di meno peggio rischiamo di non ricordarci nemmeno da dove veniamo e come ci chiamiamo. La scelta non solo č giusta ma l’unica realmente dignitosa e soprattutta politicamente accettabile a Sinistra checchč ne dicano gli amici vendoliani e aspiranti tali dipietristi. In questo caso la logica del non dobbiamo far vincere i casalesi non funziona appieno. I casalesi non vincono se gli strumenti democratici e la selezione della rappresentanza politca prende spunto de energia da valori politici e morali alti e altri da quelli dei casalesi. Si puó essere affini e funzionali ai casalesi senza necessariamente candidarli o si puó essere blandi e incapaci di affrontarli perchč incapaci politicamente di affrontarli. Con il suo agire e il suo modo di fare de Luca legittima ad esempio quanto accaduto a Castelvolturno e disprezza senza mnezzi termini quanti hanno fatto della lotta alla camorra l’essenza della loro azione politica quotidiana. Non possiamo sempre distaccare la Politica dal contenuto, la forma dalla sostanza e vivere nel limbo del feticisno elettorale. Bisogna avere la capacitá a volte di lanciare il cuore e la mente al di lá dell’ostacolo del contingente. La scelta del candidato Presidente č un altro tocco di sana politica in un contesto di squallore e compromesso. La candidatura del Segretario nazionale (che per il sistema elettorale regionale campano non sará eletto consigliere) rende maggiore chiarezza al tutto. C’č chi contesta che la candidatura essendo di partito sia una candidatura che precluda, o per lo meno raffreddi, le relazioni con le associazioni e le altre forze della sinistra campana. Io la penso diversamente. Il lavoro “sporco” č giusto in questo caso lo faccia il maggior rappresentante della forza politica che ha portato lo scontro al culmine e allo rottura con il centrosinistra. Nelle liste ci saranno (fortemente volute) tutte le realtá di lotta e le associazioni che operano sul e nel nostro territorio ma saranno lasciate libere dal doversi far carico di una scelta di una specifica forza politica. E’ dire: assumersi la responsabilitá č d’obbligo poi il nostro compito sará dare spazio ed evidenziare e rafforzare tutte quelle realtá di lotta che in Campania operano. La limpidezza della scelta e il coraggio della decisione per me sono e devono essere un punto chiave della nostra campagna elettorale. In un contesto di pericolose derive personalistiche, il gruppo e il collettivo tornano ad acquisire senso e significato, il programma, il progetto elelmenti centrali della diatriba elettorale. Il candidato non č Pinco Pallino, ma incarna e rappresenta chiaramente una cultura e una parte politica definita. A partire dalla costruzione dell liste e soprattutto attraverso la capacitŕ di dare continuitá al nostro lavoro possiamo dimostrare che davvero per noi la politica č ben altra cosa. In conclusione credo che mai come questa volta in Campania valga la pena rimboccarsi le maniche e dare una mano a raggiungere il risultato elettorale migliore possibile; conseguirlo significa essere riusciti a porre la Politica al centro del dibattito elettorale, essere riusciti a creare una diga sociale alla deriva della peggior sottocultura che oggi purtroppo anche nella sinistra italiana č tanto presente. Quello che dispiace č essere come forze di partito soli in questa battaglia, e dispiace soprattutto non avere Nichi Vendola vicino, dopo il supporto che gli abbiamo dato in un contesto difficile come quello pugliese. Poco importa, a volte capita di sbagliare strada o semplicemnete sentiero, il cammino è lungo e le possibilitá di rincontrarsi grande. Comuqnue vada sará un successo. Giuseppe Quaresima PRC Avellino – Federazione della Sinistra

2 Risposte a “ELEZIONI REGIONALI CAMPANIA. PRC-FEDERAZIONE DELLA SINISTRA : ECCO PERCHE’ ANDIAMO DA SOLI”

  1. nando said

    invece caro compagno, ci sono dei momenti in cui i comunisti devono devono dimostrare il loro pragmatismo, come tu ben sai le istituzioni democratiche sono sotto un attacco ben più pericoloso dello stalinismo di De Luca, consegnare, per una scelta tutta montata a slogan, la Campania alla camorra e alla destra dichiaratamente classista e razzista e probabilmente, consentirà alle destre di reggere una possibile spallata a livello nazionale. Come da un po vado dicendo sia la Resistenza ma, ingoiando rospi ben più grossi,lo stesso PCI con il compromesso storico, hanno dimostrato che bisogna costruire alleanze vaste per un fronte democratico che possa opporsi con successo alla dittatura strisciante del berlusconismo. La mancanza di un progetto politico complessivo unito a velleità duropuriste si possono riassumere in una frase detta da una un po più grande di noi “infantilismo dell’estremismo”. mi fa piacere però che finalmente riusciate a vedere la Bonino una di sinistra (vedi afganistan e kossovo o semplicemente il giudizio che ha dei comunisti) come tanti altri candidati presidenti che invece il PRC andrà ad appoggiarela, o coerenti o opportunisti tutti e due non si può. alla lotta compagno tuo nando

    • giuseppe said

      caro nando, quello che tu dici non esclude automaticamente quello che dico io. ci sono accordi e accordi e contesti. vedrai come la sinistra diffusa risponderá chiaramente ai tuoi interrogativi, come d’altra parte sta facendo in questi gironi dandoci un enorme appoggio.a te onestamente ti tocca una triste battaglia nel senso che sia nella lista sia nelle altre non sei proprio in ottima compagnia. e questo onestamente per te mi dispiace. non posso dire lo stesso dei miei candidati, persone che tu conosci bene, gente con gli attributi che s afare politica senza tentennamenti e paura. comuqnue vada per noi sar´ña un successo. un caro saluto. peppe

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