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TERREMOTO IN CILE. IL SISMOLOGO BOSCHI: TRENTAMILA VOLTE PIU’ POTENTE DI QUELLO DELL’AQUILA

Posted by irpinianelmondo su marzo 1, 2010

01.03.2010– «L’energia liberata dal sisma cileno è 30mila volte più forte di quello dell’Aquila. Le sue scosse di assestamento sono, da sole, più potenti del terremoto abruzzese di magnitudo 6,2», spiega Enzo Boschi, sismologo e presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che gestisce la rete di controllo di terremoti e vulcani sul territorio.
Il sisma sudamericano ha toccato magnitudo 8,8 ed è stato avvertito da oltre due milioni di persone. È il più intenso dall’inizio del 2010 e ben superiore a quello di 7° grado, ma a 10 chilometri di profondità, che ha distrutto Haiti lo scorso 12 gennaio. Secondo le elaborazioni del Servizio geologico statunitense, l’epicentro del sisma sudamericano è piuttosto profondo, 35 chilometri sotto il fondo marino, al largo di Maule sulla costa cilena e a 115 chilometri da Concepción, la seconda città più popolosa del paese dove ha fatto danni gravissimi. «La profondità del sisma è determinante – osserva lo scienziato – perché la crosta terrestre, con la sua massa, assorbe una parte dell’energia e rende l’evento meno distruttivo. I dati però sono ancora provvisori e crediamo che in realtà l’epicentro possa trovarsi ancor più in profondità».
Il Cile era già stato colpito dal terremoto più forte mai registrato nella storia che nel 1960 aveva raggiunto i 9,5 gradi provocando 1.655 morti e oltre due milioni di senza tetto. La scossa che ieri ha devastato la costa cilena è stata preceduta di qualche ora da un terremoto di magnitudo 7 dall’altra parte del Pacifico, alle isole Ryukyu vicino alla costa giapponese, ma non sembra esserci collegamento tra i due eventi. «I terremoti avvengono in continuazione su tutta la superficie terrestre per i movimenti di assestamento della crosta e – spiega il ricercatore – non sembra esserci nessuna relazione di causa ed effetto tra questi due ultimi eventi né con quello di Haiti. In realtà la previsione dei terremoti è molto complessa. La scienza oggi è in grado di individuare quali aree sono più a rischio in un arco di anni, ma certamente non di dire quando e dove avverrà un singolo evento. L’unica indicazione utile è dove non costruire, ma non sempre è seguita».
Il sisma sudamericano è stato provocato da un fenomeno di subduzione che ha visto il fondale del Pacifico scivolare sotto al Sudamerica per diversi centimetri, forse addirittura un metro. «Quello dell’altra notte è stato un movimento fortissimo – spiega Boschi – che ha visto fratturarsi un lembo di crosta terrestre lungo 500 chilometri e largo 250 chilometri. Nelle prossime settimane sarà importante misurare bene, attraverso satelliti e rilevazioni, di quanto si sono spostati l’uno rispetto all’altro i due lembi di crosta perché è questo parametro che determina le tensioni e i movimenti di rimescolamento che possono interessare un’area più vasta». Ad Haiti, ad esempio, nelle 17 ore successive alla prima scossa si è registrato un vero e proprio bombardamento di altre 35 scosse, nessuna al di sotto dei 4,5 gradi Richter, con repliche anche nei giorni scorsi.
A una prima analisi, il terremoto cileno non sembra aver innescato uno tsunami comparabile a quello provocato dai 9,1 gradi che investirono l’Indonesia alla fine del 2004 alzando onde che devastarono le coste asiatiche e arrivarono fino all’Africa. Per la prima volta dal 1964 il Pacific tsunami warning center ha allertato tutte le coste del Pacifico – dalle Hawaii, alla Polinesia e al Giappone – ma la situazione sembra molto diversa dall’Indonesia. «La massa d’acqua – spiega Boschi – non sembra essere altrettanto sollecitata perché nonostante l’area interessata dal sisma sia molto estesa, si tratterebbe di movimenti relativamente ridotti della crosta terrestre». Sole 24 ore

Una Risposta a “TERREMOTO IN CILE. IL SISMOLOGO BOSCHI: TRENTAMILA VOLTE PIU’ POTENTE DI QUELLO DELL’AQUILA”

  1. […] Il terremoto in Cile è stato 600 volte più potente di quello di Haiti e 30.000 volte più potente di quello dell’Aquila. […]

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