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EMERGENZA RIFIUTI CAMPANIA. ITALIA CONDANNATA DALL’UE : EMERGENZA ESTATE 2008 GESTITA SENZA ALCUNA PROTEZIONE PER LA SALUTE E PER L’AMBIENTE

Posted by irpinianelmondo su marzo 4, 2010

04.03.2010– La Corte di giustizia Ue condanna l’Italia per la gestione dei rifiuti in Campania durante l’emergenza dell’estate 2008. In particolare, «non avendo creato una rete adeguata ed integrata di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti nelle vicinanze del luogo di produzione e non avendo adottato tutte le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e di danneggiare l’ambiente in Campania, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza della direttiva rifiuti». Ora l’Europa darà il via ad una nuova inchiesta per verificare la situazione nella Regione. Se venissero riscontrate nuove irregolarità il Belpaese sarà allora soggetto ad una sanzione.

Nella regione Campania, i quantitativi ingenti di rifiuti ammassati nelle strade, nonostante l’assistenza di altre regioni italiane e delle autorità tedesche, hanno dimostrato un deficit strutturale di impianti, cui non è stato possibile rimediare. L’Italia ha peraltro ammesso che, alla scadenza del termine stabilito nel parere motivato, gli impianti esistenti e in funzione nella regione erano ben lontani dal soddisfare le sue esigenze reali.

L’Italia ha affermato che la gestione dei rifiuti nella regione Campania non ha avuto conseguenze pregiudizievoli per l’ambiente e per la salute umana.

L’Italia non ha contestato la circostanza che, alla scadenza del termine fissato nel parere motivato, 55 000 tonnellate di rifiuti riempivano le strade, che vi erano fra le 110 000 e le 120 000 tonnellate di rifiuti in attesa di trattamento presso i siti comunali di stoccaggio e che le popolazioni esasperate avevano provocato incendi nei cumuli di spazzatura. In tali circostanze i rifiuti hanno provocato inconvenienti da odori ed hanno danneggiato il paesaggio, rappresentando così un pericolo per l’ambiente. D’altra parte, l’Italia stessa ha ammesso la pericolosità della situazione per la salute umana, esposta ad un rischio certo.

Di conseguenza, la Corte conclude che l’Italia, non avendo creato una rete adeguata ed integrata di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti nelle vicinanze del luogo di produzione e non avendo adottato tutte le misure necessarie per evitare di mettere in pericolo la salute umana e di danneggiare l’ambiente nella regione Campania, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza della direttiva «rifiuti». La Stampa

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