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ELEZIONI REGIONALI LAZIO. QUESTO MILIONI E’ PROPRIO UN PASTICCIONE: SBAGLIATE ANCHE LE DATE NEL RICORSO PdL ALLA CORTE D’APPELLO

Posted by irpinianelmondo su marzo 5, 2010

05.03.2010-Alfredo Milioni e Giorgio Polesi non sono proprio due campioni di rigore. I due rappresentanti del Pdl romano chiamati alla delicata responsabilità di presentare le liste per le regionali all’ufficio elettorale ne avevano dato prova il 27 febbraio rendendosi assenti proprio allo scoccare dell’ora limite. Lo hanno confermato con un particolare, piccolo ma non banale, del loro ricorso alla Corte di appello bocciato ieri.

Le motivazioni della Corte non mancano di rilevarlo, senza per altro far trapelare alcuna soddisfazione nel linguaggio formale: «Rilevato che con ricorso depositato in data 28 febbraio 2010 avverso il provvedimento dell’Ufficio centrale circoscrizionale del 27 febbraio 2010, erroneamente indicato in ricorso come 27 febbraio 2009…». Va bene essere nel pallone, ma sbagliare la data del documento contro cui si fa ricorso in tribunale, appare davvero troppo per essere presi sul serio.

Il particolare non ha ovviamente alcun rilievo nella decisione assunta dall’ufficio centrale regionale della Corte di appello che invece ricostruisce minuziosamente i fatti del 27 febbraio. Fatti da cui emerge «agevolmente» che «alle ore 12.00 del 27 febbraio 2010, all’interno dell’area delimitata, ove sostavano coloro che potevano ancora presentare le liste, si trovavano in attesa quattro delegati e fra questi non vi erano quelli della lista del Pdl». Su quale fosse quest’area non potevano esserci dubbi, essendo stata individuata e comunicata dalle forze di polizia fin dalla mattinata.

«Né può assumere rilievo la circostanza – afferma la Corte di appello nella motivazione – che la documentazione fosse stata lasciata incustodita all’interno dell’area delimitata, stante la ovvia necessità della presenza delle persone delegate ad espletare le formalità scandite dalla legge e certificate dal personale deputato alla ricezione». D’altra parte – questo è davvero l’argomento decisivo – «nessuna attività, neppure prodromica alla presentazione della lista è stata mai posta in essere». Inammissibile quindi anche l’istanza per il completamento della procedura che non ha mai avuto inizio. La Corte fa anche notare che il limite temporale «delimitato dall’articolo 9 della legge 108/68» è perentorio.

Nessun accenno a presunte violenze contro i due delegati del Pdl. Dai verbali risulta soltanto che i rappresentanti delle altre liste «affermavano che i due delegati del Pdl non avevano diritto a rientrare essendosi allontanati dall’area di attesa». Uno dei due esponenti del Pdl, viceversa, dava «in escandescenza» quando un ispettore di polizia lo allontanava dall’area di attesa alle 12,30, dopo che il termine era già scaduto.

fonte:Sole 24 Ore

Una Risposta a “ELEZIONI REGIONALI LAZIO. QUESTO MILIONI E’ PROPRIO UN PASTICCIONE: SBAGLIATE ANCHE LE DATE NEL RICORSO PdL ALLA CORTE D’APPELLO”

  1. giulio said

    sed lex, dura lex

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