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ELEZIONI REGIONALI. VARATO IL DECRETO SALVA-LISTE PdL: ECCO IL CONTENUTO

Posted by irpinianelmondo su marzo 5, 2010

05.03.2010–  ansa -Alle 19,30 è convocato il Consiglio dei Ministri che, con il varo di un decreto interpretativo, dovrebbe risolvere l’impasse della mancata presentazione delle liste in Lombardia e Lazio. Il provvedimento – frutto di un lunghissimo lavoro di mediazione che si è articolato nel corso di tutta la giornata dopo il ‘no’ del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al decreto proposto dal premier Silvio Berlusconi per la modifica dei termini di accettazione delle liste – dovrebbe prevedere nell’art.1 che il diritto all’elettorato attivo e passivo sia preminente rispetto alle formalità. Nell’art.2 si stabilisce che ci sono 24 ore di tempo, a partire dall’accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale. Una norma transitoria stabilirebbe che – solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia – lo start delle 24 ore sia da intendersi non dal momento di accettazione delle liste, ma da quello di attuazione del decreto. Infine, nell’art.3 si stabilisce che con ogni mezzo di prova si potrà dimostrare di essere stati presenti nell’ufficio competente al momento della chiusura della presentazione delle liste.ansa

05.03.2010- Il Messaggero –«Il governo si è limitato a dire quale è la interpretazione corretta da dare alle norme vigenti senza modificarle per consentire ai giudici del Tar di applicare la legge», ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni. «Gli organi della giustizia amministrativa sulla base di una
interpretazione univoca della legge potranno decidere serenamente se accettare o no i ricorsi», ha affermato Maroni. «Non c’è alcuna modifica di norme di legge – ha precisato – e non sarà consentito a nessuno che non fosse presente negli uffici di ripresentarsi». «Abbiamo sentito la presidenza della Repubblica che ha detto che valuterà il decreto. Lo farà pensiamo già stasera e domani potrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale».

Il premier Silvio Berlusconi si sarebbe detto soddisfatto per la collaborazione tra le istituzioni
al fine di garantire a tutti il diritto di voto. In precedenza il premier aveva parlato di «un decreto legge interpretativo delle norme che attengonoalle elezioni regionali in modo che speriamo di poter ritornare a dare il diritto di voto anche ai nostri elettori del Lazio e della Lombardia».

Berlusconi: basta formalismi. Il premier, per spiegare la necessità del decreto di cui si è discusso oggi in un vertice a palazzo Grazioli, avrebbe ribadito di essere stufo dei formalismi che stanno mettendo a rischio la corsa del Pdl alle Regionali. Anche perché, viene ribadito, i rappresentanti del partito erano negli uffici entro i termini previsti dalla legge (le 12) così come testimonierebbero i pass che registrano l’orario e i verbali dei carabinieri. E c’è poi chi, nella maggioranza, intravede anche un vero e proprio disegno: il fatto che i problemi ci siano stati solo a Roma e Milano indica, è il ragionamento, che i rappresentanti del Pdl sono caduti in una trappola dei radicali.

I tempi dei Tar. Il Tar del Lazio ha nel frattempo annunciato un’udienza lunedì sull’esclusione della lista del Pdl a Roma; domani invece camera di consiglio nel Tar lombardo sul caso di Roberto Formigoni.

Bocchino: soluzione condivisa con Quirinale. «La soluzione, comunque, deve essere ricercata nella massima armonia con il Quirinale – ha spiegato il vice capogruppo del Pdl, Italo Bocchino – che è chiamato ad un compito difficile, quello di valutare un eventuale decreto e di apporvi la firma, ed anche con l’opposizione. Ciò per evitare – ha concluso Bocchino – che da questa vicenda scaturisca uno scontro istituzionale che non farebbe bene al Paese».

Bersani: è un trucco. «Usano il decreto interpretativo – denuncia in serata il leader del Pd – per arrivare comunque al risultato che gli serve per aggiustare il loro pasticcio; ma il trucco c’è e si vede, in alcuni casi fino al ridicolo». Bersani ha definito «impensabile» lo slittamento delle regionali: «Consiglierei – ha detto – di non pensare a strane scorciatoie, l’unica cosa, dice, è aspettare le decisioni degli organi competenti che, come sappiamo, decideranno a giorni sull’esclusione delle liste in Lazio e Lombardia. Questa situazione si è verificata non per una incuria ma per le loro divisioni. Loro governano per cui si facciano carico dei problemi del Paese altrimenti si riposino e vadano a casa». Per Bersani c’è una parola che deve essere ripristinata: «si chiama regole. Chi fa un concorso se non arriva alle 12 viene buttato fuori, chi non oblitera il biglietto del treno paga la multa. Le regole sono un presidio della democrazia e il centrodestra non si azzardi a parlare di complotto».

«Non so cosa sia un decreto interpretativo. È una nuova formulazione giuridica. Però lo vedremo», ha detto la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino. «Sono un po’ in fibrillazione perché pare che si vada verso un decreto», ha poi aggiunto la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio. «Non si capisce cosa interpreti, in pratica si va verso un decreto che riammette le liste in Lazio e Lombardia. Questo è il paese…».

Di Pietro: abuso di potere da fermare con le forze armate. «Non si tratta di interpretazione, ma di un palese abuso di potere che in uno Stato di diritto andrebbe bloccato con l’intervento delle forze armate al fine di fermare il dittatore. Noi ci appelleremo alla società civile e scenderemo in piazza con una grande manifestazione di protesta civile e democratica», ha affermato Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori. La Repubblica «è in pericolo», la mia «è una chiamata alle armi», aveva già detto Di Pietro, intervistato da “l’Unità”.

«Penso che il consiglio dei ministri straordinario si convochi per esaminare i dati sulla disoccupazione di oggi, la cassa integrazione che aumenta in modo vertiginoso», ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. «Questi sono i problemi di cui si deve occupare il consiglio dei ministri – ha rincarato – e non quelli della presentazione delle liste, di cui si occupano i partiti».

Il ricorso al Tar per la lista del Pdl per Roma e provincia «è stato già presentato». Lo ha detto la candidata del Pdl alla presidenza della Regione Lazio Renata Polverini, parlando della lista del Pdl per Roma e provincia esclusa dal voto, appena arrivata alla Federazione nazionale della stampa per incontrare le associazioni civiche. «Ci aspettiamo buon senso -ha aggiunto- una decisione che possa portare tutti gli elettori di questa regione, e quindi anche quelli del Pdl, alle urne». L’udienza per la discussione del ricorso è fissata per lunedì mattina alle 9.15 davanti ai giudici della II Sezione bis del tribunale amminsitrativo.

Lombardia: depositato il ricorso. I giudici del Tar della Lombardia decideranno invece domani se concedere o meno la sospensiva del provvedimento di esclusione della lista “Per la Lombardia” del governatore Formigoni. Questa mattina, infatti, sono stati depositati formalmente nella cancelleria della IV sezione i due ricorsi contro l’esclusione dalla competizione elettorale della lista, che contengono contestualmente istanza di misure cautelari provvisorie.

2 Risposte a “ELEZIONI REGIONALI. VARATO IL DECRETO SALVA-LISTE PdL: ECCO IL CONTENUTO”

  1. franca pedroni said

    è semplicemente scandaloso.non se ne può piu di questi incapaci,arroganti che di nulla si occupano se non di salvare i loro sporchi interessi.franci.

  2. La superficialità è oramai ovunque e viene sempre giustificata.

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