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PAOLO FERRERO INIZIA SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LA MODIFICA DELL’ART. 18

Posted by irpinianelmondo su marzo 6, 2010

06.03.2010-L’approvazione da parte del Senato del disegno di legge 1167-B sarebbe un atto gravissimo. Si tratta di una vera e propria controriforma che mina radicalmente i diritti del lavoro e precarizza ulteriormente i rapporti di lavoro. Gli aspetti profondamente regressivi sono contenuti in tutto il testo, ma in particolare è evidente che la sottrazione al giudice delle controversie sul lavoro, attraverso una clausola compromissoria inserita nei contratti certificati, che affida le decisioni ad arbitri non tenuti al rigoroso rispetto di leggi e contratti collettivi, svuota in radice il sistema di garanzie a tutela dei diritti del lavoro. E’ la volontà di sancire la totale subordinazione del lavoro all’impresa. E’ un nuovo attacco all’articolo 18. Per questo motivo, in queste ore in cui sembra precipitare definitivamente la volontà di approvare questa controriforma,il segretario nazionale di Rifondazione Comunista e candidato alla Presidenza della Regione Campania Paolo Ferrero ha deciso di cominciare lo sciopero della fame. Come circolo della città di Avellino siamo vicini al compagno Ferrero e pronti a mobilitarci in maniera forte per la difesa dei lavoratori e del diritto al lavoro sostenendo con ferma convinzione tutte le iniziative in questo senso. Ci auguriamo anche la più vasta discussione e apertura di un fronte di lotta con le forze democratiche che hanno a cuore questa tematica.

2 Risposte a “PAOLO FERRERO INIZIA SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LA MODIFICA DELL’ART. 18”

  1. Luigi Pispisa said

    l’Art. 18 è una conquista dei lavoratori,se si toglie l’Art.18 dal mondo del lavoro è FINITA, si ritorna ai tempi di Giuseppe Di Vittorio e bisogna ricominciare a lottare con la stessa forza e coraggio di allora per difendere la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici.
    con cordialità
    Luigi Pispisa

  2. kirill said

    Ma che sciopero della fame, si deve fare così, leggi sotto.

    I consumi saranno un campo delle nuove battaglie dei lavoratori.
    Scioperare non serve è necessario portare le forme di lotta in altri ambiti, i consumi saranno il campo delle nuove battaglie dei lavoratori.
    L’attuale drammatica condizione dei lavoratori impone un nuovo approccio nel modo di protestare, è necessario che il lavoratore adotti nuove leve per forzare il raggiungimento di quegli obiettivi che consentano di affermare che il lavoratore riceve una contropartita equa e non sia sfruttato. La dimostrazione che lo sfuttamento è cosa reale sta nel fatto che dopo avere normato il costo del lavoro al basso ora ci vengono a dire che il lavoratore consumatore deve utilizzare il prestito al consumo o altri generi di indebitameto, sempre a suo discapito, per sostenere il consumo.
    E’ invece fondamentale che il lavoratore consumatore che voglia ottenere risposte alle sue rivendicazioni inizi una reiterata dimostrazione di forza basata sulla riduzione dei consumi; questa forma di lotta è l’unica arma convincente che possa portare risultati concreti costringendo gli esecutivi, con questo termine si intendono: governi, politici, sindacati, ecc. ad impegnarsi nel raggiungimento di risultati che siano nell’interesse dei lavoratori stessi.
    Quali sono gli obiettivi? ..molti, i più urgenti possono essere i seguenti:

    • salari minimi almeno a 1400.
    • pensioni minime almeno a 1100.
    • soppressione delle forme di impiego atipiche tipo partita iva, progetto ecc
    • salario orario dell’interinale e o di un impiego a tempo determinato almeno
    il triplo dell’equivalente orario di un simile impiego a tempo indeterminato.
    • plafond del reddito esentasse ad almeno 20.000 euro netti annuali
    di reddito, ridefinizione delle norme fiscali e relative gestioni dei cespiti.
    • reale lotta all’evasione.

    Questa forma di pressione, la riduzione dei consumi, puo essere generalista quindi applicata a tutti i consumi o selettiva, colpire determinati generi di consumo; essa si applica e si deve attuare indifferentemente sia nei confronti di governi di sinistra, di destra o altro; i primi non sono grado di curare gli interessi dei lavoratori essi sono troppo litigiosi, non hanno il senso dell’obiettivo comune da raggiungere e dell’impegno duro e compatto nel conseguire risultati; i secondi si dedicano ad attività alla puttanesca o se la prendono con i giudici, i comunisti, inventano guerre dei crocifissi e o vari e fantasiosi nemici a seconda delle loro necessità di comunicazione, sono specialisti nel diffondere visioni di realtà olografiche e inesistenti ma soprattutto non hanno nessuna intenzione di lavorare nell’interesse di quella parte di popolazione povera o meno ricca. La caratteristica dei gruppi dirigenti del nostro paese, in tutti gli ambiti e a vari livelli, è quella di essere inadeguati per i compiti che sono loro richiesti, essi sono borbonici, parassitari, speculatori, elaborano cacce ai drogati e sono loro stessi i primi ad usare droghe, se la prendono con i clandestini mentre sono loro i clandestini di una società sotterranea parassitaria, la verità è che si devono trovare i mezzi per sterilizzarli in massa, non è possibile che i lavoratori deleghino loro quelle decisioni che in ultima analisi condizionano la loro stessa vita, i lavoratori devono usare forme di lotta che siano estremamente convincenti e condizionanti nelle scelte le categorie sopra menzionate.

    Lavorare sulla riduzione dei consumi è tattica vincente da utilizzare su tutte le spese sopportate dal lavoratore, come fare; si selezionano gli ambiti, esempio: abbigliamento, cibo, tempo libero, comunicazioni, media, ecc., si misurano le spese sostenute in un arco di tempo e successivamente si stabilisce un budget che equivale al 50% di quello rilevato e ci si impegna a rispettarlo; esempio: in una settimana ho speso 80 euro per l’alimentazione, nelle prossime settimane starò in 40 euro, sembra una pazzia ma è praticabile, il lavoratore ha da guadagnare, in tutti i sensi, salute, economico, politico, ambientale, immaginate inoltre quanti rifiuti in meno da smaltire e sopratutto questa è una chiara dimostrazione di forza di fronte alla quale qualsiasi governo e o gruppo dirigente scenderebbe a patti.

    Il lavoratore non ha alternative, c’è una offensiva in corso, essa è attuata in modo subdolo per sfruttare meglio i lavoratori, il lavoratore deve adottare una tecnica di guerrilla per contrastare in modo vincente l’offensiva, il lavoratore deve toccare obiettivi sensibili, i consumi, nella nostra società rappresentano l’obiettivo ideale.

    L’antico lavoratore proletario aveva come unica forma di lotta, lo sciopero; il moderno lavoratore consumatore deve usare come pratica di lotta la riduzione dei consumi e utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione per amplificarne la portata.

    Da leggere, da praticare, da diffondere.

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