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DECRETO ENTI LOCALI. TAGLIO ASSESSORI E CONSIGLIERI , SOPPRESSIONE ATO, RIDUZIONE COMPENSI E INDNENITA’

Posted by irpinianelmondo su marzo 8, 2010

08.03.2010-Sale a 5 articoli e 31 commi il decreto enti locali che riceverà il via libera della Camera, martedì 9 marzo. Il provvedimento, che dovrà poi passare al Senato, estende, dal 2011, anche ai consiglieri provinciali (oltre quelli comunali) la riduzione del 20% delle poltrone, mentre scatterà già da quest’anno la sforbiciata del 25% (pari cioè a un quarto) degli assessori di comuni e province. Arriva poi un tetto ai compensi dei consiglieri regionali: indennità di funzioni, di carica, diarie, rimborsi spese non potranno superare nel complesso l’indennità massima spettante ai parlamentari.
Il comune di Roma potrà poi tornare a investire (per la gestione del piano di rientro arriverà un commissario straordinario ad hoc, che non sarà più l’attuale sindaco) e per dare un po’ d’ossigeno agli enti locali si allentano i vincoli del patto di stabilità interno, ma solo per alcune operazioni.
Ecco voce per voce, in ordine alfabetico, tutte le novità contenute nel decreto enti locali.

Circoscrizioni collegi provinciali (articoli 2). Dovranno essere ridefiniti entro il 30 novembre 2010. La norma prevede in ogni caso che la riduzione del numero dei consiglieri provinciali sia comunque efficace anche in caso di mancata ridefinizione delle circoscrizioni.

Comune di Roma (articolo 4, commi da 6 a 8-bis). Entro 30 giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto verrà nominato un commissario straordinario per la gestione del piano di rientro del comune di Roma. Da quel momento la gestione ordinaria sarà separata da quella commissariale e graveranno solo su quest’ultima tutti i debiti contratti entro il 28 aprile 2008.  A partire dalla data di nomina del nuovo Commissario, il sindaco di Roma cessa dalle funzioni di Commissario straordinario del Governo. Il Commissario straordinario procede alla definitiva ricognizione della massa attiva e di quella passiva rientrante nel predetto piano di rientro. Per il comune di Roma, sono fissati con Dpr i nuovi termini per la deliberazione del bilancio di previsione per l’anno 2010, per l’approvazione del rendiconto relativo all’esercizio 2009, per l’adozione della delibera relativa alla ricognizione sull’attuazione dei programmi e per l’assestamento del bilancio relativi all’esercizio 2010.

Distacchi di comuni (articolo 4, comma 9-bis). Ai fini della determinazione dei trasferimenti erariali alle amministrazioni provinciali per gli anni 2010 e seguenti, nel caso di modificazioni delle circoscrizioni territoriali degli enti locali dovute a distacchi intervenuti ai sensi dell’articolo 132, secondo comma, della Costituzione, l’attribuzione dei fondi spettanti avviene in proporzione al territorio e alla popolazione trasferita tra i diversi enti nonché ad altri parametri determinati in base a una certificazione compensativa e condivisa a livello comunale e provinciale. In mancanza di comunicazione da parte degli enti interessati, sulla base dell’avvenuto accordo locale, la ripartizione dei fondi erogati dal ministero dell’Interno è disposta per il 50% in base alla popolazione residente e per il 50% in base al territorio, secondo dati Istat.

Entrata in vigore (articolo 5). Il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Fondo ordinario enti locali (articolo 4, comma 4). Disposti una serie di interventi a valere sul fondo ordinario per gli enti locali, confermando la riduzione degli stanziamenti per 10 milioni di euro in ciascuno degli anni 2010-2012, già prevista dalla Finanziaria per il 2010.

Irpef (articolo 4, commi 4-bis e 4-ter). A decorrere dal 1° aprile 2010, si prevede l’attribuzione ai comuni delle somme versate a titolo di addizionale comunale all’Irpef prive del codice catastale.

Isole minori (articolo 4, comma 9). Sono approvati gli interventi per lo sviluppo delle isole minori e le relative quantificazioni finanziarie indicati nel documento unico di programmazione isole minori (Dupim) e relativa tabella di riparto delle risorse.

Mancata approvazione bilanci (articolo 4, comma 1). Confermate anche per il 2010 le disposizioni della legge 26/2005 in caso di scioglimento dei consigli comunali per mancata approvazione del bilancio nei termini previsti. In queste ipotesi, scatta l’attribuzione al prefetto dei relativi poteri, ai fini dell’approvazione del bilancio di previsione degli enti locali e della verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio.

Patto stabilità (articolo 4, commi da 4-quinquies a 4-decises e comma 5). Intanto si prevede che gli enti che si siano avvalsi nel 2009 della facoltà di escludere dal patto alcune somme effettuino le medesime esclusioni anche con riferimento agli esercizi 2010 e 2011. Si tratta in particolare delle risorse originate dalla cessione di azioni ovvero di quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali e delle risorse derivanti dalla distribuzione di dividendi determinati da operazioni straordinarie o dalla vendita del patrimonio immobiliare. Si dispone poi l’estensione all’anno 2010 di alcune forme di flessibilità dei vincoli per gli enti locali finalizzate a consentire una maggiore spesa in conto capitale. Si prevede inoltre, per i soli enti che abbiano conseguito nel 2007 entrate straordinarie, una modifica della base di calcolo degli obiettivi del patto di stabilità interno e vengono escluse dal patto di stabilità interno le somme provenienti dall’Unione europea e i soldi spesi per la realizzazione dei grandi eventi. Al tempo stesso slitta da marzo a fine maggio il termine per la certificazione dell’Ici sui fabbricati rurali. Viene poi consentito alle regioni di rideterminare i propri obiettivi di cassa rilevanti ai fini del patto di stabilità a condizione di procedere a corrispondenti riduzioni di spesa in termini di competenza e spetterà al ministero della Difesa convocare apposite conferenze di servizio con gli enti locali interessati, al fine di acquisire le autorizzazioni, gli assensi e le approvazioni, comunque denominati, necessari per la realizzazione di programmi di valorizzazione degli immobili, oggetto di accordi con i comuni, da conferire ai fondi di investimento immobiliare.

Regioni e province autonome (articolo 4, comma 4-quater). Si prevede una possibile riduzione delle somme trasferite dallo Stato ad alcune regioni e province ad autonomia speciale e cioè: Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano.

Taglia poltrone (articolo 1). Viene estesa, dal 2011, anche ai consiglieri provinciali (oltre quelli comunali) la riduzione del 20% delle poltrone, mentre scatterà già da quest’anno la sforbiciata del 25% (pari cioè a un quarto) degli assessori di comuni e province. Entro il 2011, poi, andranno cancellati: i difensori civici comunali, le cui funzioni passeranno ai difensori civili provinciali, che prenderà il nome di “difensore civico territoriale”; le circoscrizioni nelle città con meno di 250mila abitanti; i direttori generali dei municipi con meno di 100mila abitanti; i consorzi tra enti locali, fatti salvi i bacini imbriferi montani. Sempre tra un anno spariranno le “autorità di ambito territoriale”, vale a dire i cosiddetti Ato che gestiscono i servizi idrici e i rifiuti.

Tetto compensi (articolo 3). Si prevede che, a decorrere dal primo rinnovo del consiglio regionale successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto, ogni regione dovrà definire l’importo degli emolumenti e delle utilità, comunque denominati, come l’indennità di funzione, di carica, la diaria, il rimborso spese, a qualunque titolo percepiti dai consiglieri regionali in virtù del loro mandato, in modo tale che, ove siano maggiori, non eccedano complessivamente, in alcun caso, l’indennità massima spettante ai membri del Parlamento.

Trasferimenti erariali e compartecipazione Irpef (articolo 4, commi 2 e 3). Si provvede alla determinazione dei trasferimenti erariali spettanti agli enti locali per l’anno 2010. La norma conferma, poi, per il 2010, la compartecipazione delle province al gettito dell’Irpef, fissata nella misura dell’1% del riscosso in conto competenza

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