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ELEZIONI REGIONALI LAZIO. CAOS DELLA POLVERINI ANCHE NEL CALCIO: PORTA JELLA PER I LAZIALI, TRADITRICE PER I ROMANISTI

Posted by irpinianelmondo su marzo 16, 2010

16.03.2010-L’autogol è stato clamoroso. Renata Polverini, candidata berlusconiana al governatorato del Lazio, è una romanista dichiarata. Ma domenica scorsa si è presentata in Curva Nord, all’Olimpico, roccaforte del tifo biancoceleste, per sostenere la squadra di Reja. Che il Bari ha sconfitto per 2-0. Così, oggi, Gianni Del Vecchio per “Europa Quotidiano”, racconta la giornata nera della Polverini, sbertucciata dai tifosi laziali per i quali porta jella e accusata di tradimento dagli ultrà romanisti.

 Scrive Europa Quotidiano: “Continua a venire allo stadio, così è sicuro che andiamo in B». «L’ho sempre detto, la politica dentro lo stadio porta male». «Va a vedere la partita e la Lazio perde….e se la votano c’è sicuramente la serie C». È solo un quadretto dell’inferno che ieri s’è scatenato sulle radio romane e sui forum dei tifosi laziali. Il filo conduttore è unico: Renata Polverini porta sfortuna, è venuta in curva nord all’Olimpico a tifare per la Lazio e si sono visti i risultati, squadra sconfitta dal Bari e lotta per la salvezza che si fa sempre più difficile.

Il riferimento è all’imprudente uscita del candidato del centrodestra alla Regione, che domenica pomeriggio s’è fatta vedere allo stadio, fotografata di fianco allo squalificato Mauro Zarate e in mezzo agli Irriducibili laziali. Dimenticando però come il popolo del pallone sia estremamente scaramantico: così come una vittoria ti trasforma in un ricercato portafortuna così una sconfitta ti rende un portajella da evitare come la peste.

E la sconfitta, per l’appunto, è quello che è arrivata per la squadra del presidente Lotito. Tanto che ieri sulle radio romane i commenti dei tifosi sono piovuti a grappolo, fin dalle prime ore della mattina: di recriminazione (quelli laziali) e di sfottò (quelli romanisti). Ad esempio, lo spazio mattutino di Radio Radio è stato preso letteralmente d’assalto da supporter inviperiti.

Anche perché per i laziali c’è un’altra cosa ancora più grave: la Polverini è per giunta pure romanista. Il suo staff smentisce, ma più di una persona che la conosce da tempi non sospetti ammette che Renata tifa Totti. A dimostrazione della fede romanista della candidata, c’è la fotografia che la vede assieme alla presidente Rosella Sensi e a Francesco Totti, con in mano la maglia del capitano. Era l’11 febbraio scorso e la Polverini era a Trigoria per un incontro con i dirigenti della società romanista. Riferiscono le cronache che al numero dieci che le disse: «La può regalare se vuole», rispose con un romanistissimo «La vojo io…».


Insomma, quanto basta per provocare
l’ira dei laziali. Sul seguitissimo forum LazioCity c’è un profluvio di post piccatissimi, ben tre pagine fitte di lamenti e improperi. Soprattutto perché al tifoso vero, quello tutto stadio e trasferta, l’intrusione della politica dà solo fastidio. Dnalazio scrive: «Vedere la Polverini là mi ha fatto schifo, mi sento tradita da questa curva che predica bene e razzola male, siamo allo sbando più totale, la dignità non ha prezzo».

Le fa eco 49er: «La cosa che poi, riflettendoci a mente fredda, mi ha fatto più rabbia è essere stato usato per una campagna elettorale, a prescindere dal fatto che possa essere favorevole o contrario. Decido io se e quando andare ad un comizio elettorale, e ieri ero in curva nord a vedere la Lazio».
E Rebel mette il carico da undici: «L’unica cosa è riuscire a capire che razza di logica ha fatto sì che la lasciassero sedere sul drappo di Gabriele Sandri. Messa là a vantaggio dei fotografi. Ieri la curva nord è morta». Accuse quindi che dalla Polverini passano rapidamente a chi le ha permesso non solo di entrare in curva ma anche di accomodarsi sul muretto con la bandiera di Gabbo, tifoso ucciso dall’agente

Un tam tam che ha allarmato i capi ultras, che ieri dai microfoni di Radio sei, emittente che trasmette a uso e consumo del popolo laziale, si sono dovuti pubblicamente difendere, dicendo di averlo fatto esclusivamente per la Lazio e per far toccare con mano alla Polverini il baratro in cui il presidente Lotito è riuscito a portare la squadra.

Renata invece lo ha fatto certamente per sé e per cercare di raccattare quanti più voti possibile sulla sponda laziale, dopo aver rassicurato quello romanista con la visita a Trigoria. Una tattica, quella di corteggiare romanisti e laziali, che però non sembra fruttare più di tanto. Ieri in rete circolava un fotomontaggio, in cui sono accostate le due foto della Polverini (versione Roma e versione Lazio) con la scritta «Il Partito della libertà di tifare per tutti (quelli che ti promettono il voto)».

E la foto di una scritta sul muro in romanesco dal tono eloquente: «La Polverini non la votamo, al massimo se la pippamo ». Per non parlare ancora dei forum, irritati per quello che il suo ufficio stampa ha detto in serata: «Non è tifosa, non ha una squadra del cuore». Da romanista a laziale a niente. Cosa non si fa per un pugno di voti in più. QN

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