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ELEZIONI REGIONALI SONDAGGI .PAGNONCELLI: PREVISTA FORTE ASTENSIONE, IN GENERE PENALIZZA IL GOVERNO

Posted by irpinianelmondo su marzo 23, 2010

23.03.2010-«Il tasso dell’astensionismo sarà più elevato rispetto al passato». Ad esserne convinto è il presidente dell’Ipsos Mario Pagnoncelli raggiunto telefonicamente dall’agenzia Ansa. «È vero che è un dato sempre molto difficile da prevedere – precisa – perché c’è sempre una certa difficoltà a dire apertamente che non si andrà a votare. Ma secondo le informazioni che abbiamo raccolto sino ad ora, posso senz’altro dire che si annuncia un astensionismo consistente». Secondo il sondaggista ci possono essere vari tipi di astensionismo: quello fisiologico, quello che riguarda in particolare una certa tornata elettorale, quello che esprime chi ha ormai un vero rifiuto per la politica. E si può decidere di esercitarlo in vari modi: non andando al seggio o votando solamente il candidato senza la lista («il cosiddetto astensionismo di lista»). Di chi è la colpa? «Prima di tutto – avverte Pagnoncelli – la gente è molto preoccupata per la crisi e per la disoccupazione ed è scontenta che invece i politici parlino d’altro». Poi ci sono le ultime inchieste della magistratura «che riguardano sia la destra, sia la sinistra». «E che soprattutto in questo periodo sono state continue – sottolinea il presidente dell’Ipsos – dal capitolo intercettazioni, all’arresto di Frisulllo, al legittimo impedimento. E la gente non ne può più». Tutto questo, osserva infatti il sondaggista, «allontana i cittadini dalla politica». Chi se ne avvantaggia? «Solitamente – risponde Pagnoncelli – a farne le spese maggiori è il governo, cioè i partiti della maggioranza. Ma non è detto che l’astensionismo ora colpisca un solo schieramento». «Vorrei solo ricordare – prosegue – che Berlusconi, nel 2006, riuscì a pareggiare e a conseguire un ottimo risultato perché riuscì a riportare al voto molti elettori delusi…». Raffronti con le precedenti regionali sono difficili da farsi, conclude il sondaggista, «perché stavolta votano solo 13 regioni e non tutte e 20. E la volta precedente votarono in 15…». il messaggero

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