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PEDOFILIA . SECONDO L’ECONOMIST LA SANTA SEDE SI DIFENDE COME BERLUSCONI : GRIDA AL COMPLOTTO

Posted by irpinianelmondo su aprile 8, 2010

08.04.2010– Il gridare al ”complotto”, alla ”cospirazione” e al ”chiacchiericcio” danneggia, anziche’ aiutare, l’immagine del Vaticano nella vicenda dei preti pedofili: e’ quanto afferma in un articolo del settimanale britannico ‘Economist’ venerdi’ in edicola, che sottolinea come l’amore della cultura politica italiana per la ”dietrologia” abbia evidentemente contagiato anche i Sacri Palazzi. In tal modo, la prestigiosa testata interpreta anche le recenti
dichiarazione del predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa che, citando una lettera di un amico ebreo,
ha paragonato gli attacchi al Papa all’antisemitismo, e, ancora di piu’, la parole del cardinale decano della Santa Sede, Angelo
Sodano, che ha tracciato un’analogia tra la ”campagna” contro Benedetto XVI a quella contro Pio XII.

”Il tentativo del Vaticano di cercare motivi reconditi (nelle notizie dei media sulla pedofilia ndr.) e’ in sintonia con la
cultura politica italiana, con il suo amore per la dietrologia”, scrive l’Economist. ”Inoltre – si legge nell’anticipazione dell’articolo – la tendenza di quelli accusati nei vari scandali e’ di adottare il ruolo delle vittime. Il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha con successo usato entrambe le tattiche”. ”Nonostante le origine tedesche dell’attuale papa, molti aspetti del Vaticano ancora riflettono il paese in cui si trova. Questo – osserva il settimanale – puo’ spiegare l’incapacita’ delle sue alte
gerarchie di comprendere l’irritazione, o persino la disapprovazione, che certe dichiarazioni suscitano in altri
posti”.  Ad esempio, nel mondo ebraico. 

BERTONE, C’E’ ECCESSO CONTRO CHIESA E PRETI – Sul tema degli scandali sulla pedofilia ”c’e’ un eccesso contro la Chiesa”, in particolare contro ”una categoria: i sacerdoti”. Lo ha sottolineato, parlando con l’ANSA, il segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, durante la sua visita nel sud del Cile. 

F.Cristiana: pontefice agisce, Stati no. Bertone: per papa è grande dolore

CITTA’ DEL VATICANO  – “Il Papa agisce, gli Stati no”. E’ quanto sostiene Famiglia Cristiana in un editoriale dedicato allo scandalo pedofilia. “Quale Stato si è mai preoccupato seriamente dell’abuso sessuale dei minori come fenomeno sociale di estrema importanza?” si chiede polemicamente il settimanale nel’articolo in cui sono riassunte tutte le iniziative della Chiesa di Benedetto XVI, “per scovare, denunciare e assumere pubblicamente il problema, portandolo alla luce e perseguendolo esplicitamente”.

Pur invitando alla ”tolleranza zero”, il diffuso settimanale cattolico rileva che ”lo ‘scandalo’ mediatico scatenato sui ‘preti pedofili’ in due continenti, Europa e America, sta rivelando un fenomeno di malafede difficilmente immaginabile per qualsiasi altro caso di comportamenti immorali e illegali”, e aggiunge: ”e’ ora di reagire sul piano della realta’ e dire le cose come stanno davvero”. Secondo Famiglia Cristiana, ”non c’e’ alcun dubbio che la pedofilia e’ per la Chiesa cattolica ‘vergogna e disonore’, come ha scritto Benedetto XVI nella Lettera ai cattolici irlandesi, in cui parla di ‘crimini abnormi’ e di colpo inferto alla Chiesa a un punto tale cui non erano giunti neppure secoli di persecuzione”. ”Lo stesso Pontefice – ricorda il settimanale – aveva gia’ drammaticamente lamentato quanta sporcizia c’e’ nella Chiesa, quando era ancora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e lo aveva fatto con cognizione di causa, visto che tante cose, in quella veste, gia’ le conosceva”. Il settimanale ricorda tra l’altro come ”importanti studiosi internazionali di sociologia applicata alle religioni” abbiano ”dimostrato che tra i pastori protestanti la percentuale di condannati per abusi sui minori e’ doppia di quella tra i sacerdoti cattolici (che negli ultimi 50 anni sono stati un centinaio negli Stati Uniti e altrettanti nel resto del mondo: anche se fossero soltanto due sarebbero gia’ comunque due di troppo) ed e’ addirittura dieci volte piu’ alta fra i professori di ginnastica e gli allenatori di squadre sportive giovanili”. Anche per questo si chiede ”quale altra confessione religiosa” sia mossa come la Chiesa cattolica per combattere e sradicare il fenomeno.

BERTONE: PER BENEDETTO XVI È GRANDE DOLORE
(di Orlando Milesi)

PUNTA ARENAS (CILE)  – E’ “un dolore molto grande” quello del Papa per i casi di pedofilia nel clero, ma la Chiesa cattolica “ha la forza interiore” per portare avanti la propria missione per “un mondo e un’umanità nuovi”: dall’estremo sud del Cile del post-terremoto, il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, ha così risposto alle domande dei cronisti sulla questione degli abusi. Nella sua seconda giornata di una lunga visita nel Paese, e qualche ora dopo un colloquio alla Moneda con il presidente Sebastian Pinera, il cardinale Bertone è giunto nella lontana Punta Arenas, a circa 2mila km da Santiago. Appena sceso dall’aereo, ha risposto, in spagnolo, alle domande della stampa locale e dell’ANSA. “Il Santo Padre ha sofferto molto, così come d’altronde noi pastori, per questi casi di sacerdoti infedeli, non fedeli alla propria vocazione e missione”, ha precisato. Prima di lasciare l’aeroporto, Bertone ha risposto ad una domanda sulla recente intervista all’Osservatore Romano nella quale il cardinale Angelo Sodano ha rilevato che “dietro gli ingiusti attacchi” al Pontefice ci sono “visioni della famiglia e della vita contrarie al Vangelo”: sono parole, ha precisato Bertone, che rappresentano una difesa “molto chiara” del Papa. Quello di Benedetto XVI, ha infine ricordato, è oggi un messaggio molto forte: come dimostrano per esempio “i molti giovani universitari cinesi che vanno sul sito web del Vaticano, dove prendono i discorsi e le encicliche del Pontefice”. Un fenomeno, ha concluso il segretario di Stato, “molto interessante”.

EBREI: ‘NO A PARALLELI STORICI PERICOLOSI’ – “Alcuni interventi e alcuni paragoni inappropriati e inopportuni, che preoccupano ancor più in quanto provenienti da autorevoli esponenti della Chiesa cattolica, rischiano di creare pericolosi e fuorvianti paralleli storici”. Lo dice Renzo Gattegna presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei). Alle comunità ebraiche, e non solo italiane, sta a cuore – continua Gattegna – che “il complesso dialogo con il mondo cattolico” continui sul piano culturale, religioso e politico, e si sviluppi “in un clima di collaborazione e di confronto costruttivo che certe dichiarazioni possono solo rendere più difficile”. Il presidente dell’Ucei ricorda anche che “la posizione tradizionale dell’ebraismo italiano nei rapporti con le altre fedi religiose rimane quella del reciproco rispetto e della pari dignità, accompagnati dall’impegno di non intervenire e non interferire nelle questioni interne che non possono che riguardare direttamente i fedeli di ogni singola religione”. Per questo Gattegna spiega ancora che “gli eventuali silenzi delle gerarchie ecclesiastiche sui comportamenti di taluni rappresentanti del clero sono un problema interno al mondo cattolico”, la cui soluzione non riguarda quindi “in alcun modo il mondo ebraico, né gli organismi che lo rappresentano in Italia. Le opinioni espresse da singoli, a qualsiasi religione appartengano, sono e rimangono – conclude – legittime opinioni personali”.

P.LOMBARDI: RIDICOLO DIRE CHE IL PAPA COPRI’ MACIEL – ”E’ paradossale e ridicolo per persone informate attribuire al cardinal Ratzinger una qualche copertura o insabbiamento” riguardo al caso di Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo. E’ quanto afferma il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, in merito alle ricostruzioni del settimanale tedesco Stern. ”E’ stato proprio il servizio di Ratzinger alla testa della Congregazione per la Dottrina della Fede a far avanzare il procedimento a carico del fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel Degollado”, ha detto padre Lombardi in una dichiarazione all’agenzia cattolica austriaca Kathpress. Proprio la pressione fatta da Ratzinger e’ stata, secondo il portavoce vaticano, il motivo per il quale e’ stata ”accertata con sicurezza” la colpa di Maciel.

ARCIVESCOVO JOHANNESBURG: CASI ANCHE IN CHIESA AFRICA – La Chiesa cattolica è coinvolta negli scandali di pedofilia anche in Africa. Lo ha sottolineato il responsabile della Conferenza dei vescovi dell’Africa australe e arcivescovo di Johannesburg, Buti Tlhagale spiegando che la chiesa cattolica africana “non è esente dagli scandali. So che soffre degli stessi mali”, ha aggiunto riferendosi “agli scandali dolorosi della Chiesa d’Irlanda e di Germania”.ANSA

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