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CRISI. AUMENTANO I FURTI NEI SUPERMERCATI: LA CLASSIFICA DEI PRODOTTI PIU’ “RICHIESTI”

Posted by irpinianelmondo su aprile 20, 2010

20.04.2010-Sanno quando e come agire. Studiano i turni del personale anti-taccheggio: fino alle 10 del mattino e poco prima della chiusura il campo è libero. Si avvicinano al prodotto con decisione, lo mettono nel cestino. Continuano a fare la spesa. Poi, individuato un angolo ben nascosto, lasciano a terra la scatola e nascondono il contenuto.

Lui, nelle maniche del giaccone un po’ logoro o nei calzini. Lei, semplicemente nel fondo del carrello, coprendo la “vergogna” con un panno portato da casa. Se vengono scoperti qualcuno si trincera dietro un “ ho un’amnesia”. Tutti pregano di non avvertire i figli. Sono i ladri amatoriali della Terza Età, spinti dalla crisi al furto nei supermercati, l’ultima piega nei loro volti già segnati dal Tempo che non perdona il vuoto della solitudine e quello dei portafogli. Risparmiare dai quattro ai dieci euro circa può voler dire un pranzo in più. E allora si deve rischiare: la pasta per fissare la dentiera è necessaria, ma costa troppo. A Roma tra i prodotti più rubati, simbolo di vecchiaia, simbolo di una pensione che non basta più.

«Sempre più punti vendita a Roma denunciano il furto di prodotti per dentiere, in modo particolare la pasta adesiva» spiega Salvador Cañones, Country Manager di Checkpoint Systems per l’Italia, azienda specializzata in soluzioni e tecnologie per il controllo dei furti, che ha realizzato in collaborazione con il Centre for Retail Research la terza edizione del Barometro mondiale dei furti nel retail, indagine sui prodotti rubati nei punti vendita e nella grande distribuzione.

Crisi e furti. Creme e cuscinetti adesivi per protesi dentali o prodotti per la pulizia della dentiera possono costare dai 4,50 fino ai 30 euro, prezzo che varia in base alla marca e alla quantità di prodotto. Una spesa non indifferente che incide sul badget mensile. Ed è proprio la crisi, secondo quanto dichiarano i punti vendita coinvolti nell’indagine (32 aziende che comprendono 1.800 punti vendita con un fatturato complessivo di 26 milioni di euro) una delle cause maggiori della crescita di furti in Italia nel 2009. Si parla di un incremento del 6,2% rispetto al 2008, per un costo complessivo di 3,8 miliardi. E l’Italia registra l’incremento maggiore tra i paesi dell’Europa occidentale (l’indagine completa).

La classifica dei beni più rubati. Al primo posto carne, salumi e latticini. Lo scorso anno erano le lamette da barba seguite da cartucce per stampanti, mentre i prodotti alimentari erano solo quinto al posto. «Sorprende poi come tra questi uno dei prodotti più rubati “sia la confezione di salame da un euro – spiega Cañones – si viola la legge non per accaparrarsi prodotti pregiati». I formaggi pregiati ad esempio, terzi nella classifica del 2008, scompaiono tra i dieci beni più rubati nel 2009. Così come la pelletteria. Il furto inoltre sembra cambiare anche in base alla regione. Se a Roma vanno letteralmente a ruba le dentiere, in provincia di Milano è l’alcol etilico uno dei prodotti più rubati.

Professione anti-taccheggio: come si giustificano i “ladri amatoriali”. A Roma molti punti vendita denunciano anche il furto di confezioni di parmigiano. «Una signora di una certa età aveva nascosto nel fondo del carrello mezzo chilo di parmigiano» racconta Emanuela C. 33 anni, da 7 anni agente antitaccheggio della R.P. Investigazioni Roma. Basta un’occhiata per scoprire il ladro amatoriale. «Si muove in modo lento, si guarda intorno e colpisce. Spesso si tratta di clienti abituali, colpiscono a fine mese quando i soldi della pensione stanno per finire: si avvicinano al prodotto, lo tolgono dalla scatola che gettano in terra e lo nascondono nei carrelli o nelle maniche dei giacconi». I ladri amatoriali non usano strumenti da professionisti come il magnete al neodimio o la borsa schermata spiega Emanuela ma metodo più “artigianali”. Alla professionista dell’anti-taccheggio è capitato di cogliere in flagrante anziani che rubavano anche creme antirughe e prodotti di bellezze, beni che risultano al secondo posto nei 10 prodotti più rubati in Italia.

Ma Emanuela ha colto in flagrante anche tantissimi giovani o professionisti che «hanno speso 90 euro di spesa e si divertono a rubare un pacchetto di caramelle». Non esiste un giorno della settimana preferito dai ladri amatoriali. Il sabato quando il supermercato è più affollato o il lunedì quando c’è meno gente, non si fermano davanti a nulla. E ormai hanno imparato i turni degli agenti anti-taccheggio. «Agiscono proprio quando c’è meno gente, in orario di apertura quando il nostro turno non è ancora iniziato, e a fine giornata quando andiamo via». Emanuela, in borghese, vestita come qualsiasi ragazza che decide di andare a fare la spesa, passeggia per i corridoi del supermercato.

Quando sorprende un anziano è il momento più difficile per lei. «Sono rassegnati, chiedono di non avvertire i figli e si giustificando dicendo semplicemente che hanno finito i soldi della pensione oppure dicono di essere colti da un’improvvisa amnesia perché “signorì – mi dicono – oltre al volto si rovina pure la memoria».

«Mai rubato, mai lo farei». Anna Bianchini, 71 anni, alla Coop di Largo Agosta, trova sempre il modo di risparmiare. «Quando ci sono le offerte nei supermercati – racconta – ti fanno provare i prodotti, assaggini di formaggio, di salumi». Latte e fette biscottate è il menu di fine mese di Teresina Carotenuto, 73 anni, quando gli ultimi euro della pensione stanno per finire. Tiene in mano il volantino delle offerte del Triscount di viale Alessandrino «per trovare le offerte migliori» e fa così con tutti gli altri supermercati della zona. C’è poi chi la pasta per la dentiera se la fa regalare dai figli. «Quando mi vengono a trovare – racconta Luigi Marconi, 74 anni – invece di portarmi le pastarelle che neanche potrei mangiare per problemi di diabete, mi regalano beni utili». La carne, poi, rimane un bene di lusso. Alvaro Cappelli, 72 anni, passeggia stanco per i corridoi della Ipercop di via Casilina, zona Centocelle. Si ferma davanti al banco delle carne, sospira e va via. «La carne? – risponde – La mangio quando vado a pranzo da mia figlia».

L’attack per riparare la dentiera. Gli odontotecnici della capitale raccontano come i clienti ricorrano a metodi molto fantasiosi per risparmiare sulla riparazione che può costare dai 50 ai 60 euro, ma anche di più. «In tanti usano l’attack – racconta Franco Tassano, odontotecnico a Tor Vergata da 40 anni – non sanno che fa male, ma che soprattutto danneggia la protesi inevitabilmente». Le protesi dentarie «che ci portano a riparare sono sempre più logore» dice Tassano. Anche alla Garbatella le cose non vanno meglio. «Sempre più persone si lamentano per i prezzi e ci chiedono sconti – spiega Luigi Piselli – e la tipologia di protesi che ci portano è sempre più deteriorata». L’attack resta il rimedio (sbagliato) più usato. Ma alcuni provano anche a usare la pasta adesiva che si compra al supermercato, inutile sforzo e spesa di soldi perché non serve a nulla. «Ci vorrebbe un miracolo per aggiustare una protesi con una semplice colla» dice Tassano.

Un miracolo che non arriva mai, neanche davanti alla cassiera di un supermercato, quando i soldi sono finiti e si deve rinunciare a una confezione di pasta.
Il messaggero

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