www.irpinianelmondo.it

politica cronaca arte cultura turismo gastronomia…. e molto altro ancora

SANITA’ REGIONE CAMPANIA. INFERMIERI PAGATI 4MILA EURO AL MESE: INDAGANO I NAS

Posted by irpinianelmondo su Maggio 6, 2010

06.05.2010– Il turn-over è bloccato, gli infermieri sono pochi, la direzione è costretta a tenere in servizio dei nonnetti che, con tutto il rispetto, dovrebbero restare a casa ad accudire i nipotini. Eppure, l’ospedale Cardarelli di Napoli può contare su una quarantina di «super-infermieri» con stipendi da favola (almeno per i comuni mortali), a cui nel 2003 vennero conferite posizioni organizzative e incarichi da coordinatore dipartimentale. Indennità su indennità, per ricoprire ruoli che, assicurano fonti interne alla struttura, «vanno a sovrapporsi nettamente a quello già esistente di caposervizio».

In poche parole: tanti soldi per fare la bella vita, in un ospedale dove, a causa del deficit sanitario, non si può assumere neanche uno spazzino. Ovviamente, non va bene. I carabinieri del Nas hanno fatto visita al nosocomio partenopeo chiedendo alla dottoressa Anna Maiorano, capo del personale, di produrre tutta la documentazione necessaria per dimostrare effettivamente quale lavoro abbiano svolto (e continuano a svolgere) i «super-infermieri» con posizioni organizzative e incarichi da coordinatore dipartimentale.

La Maiorano, in servizio da un anno e mezzo — che ovviamente non ha e non ha avuto alcuna parte nell’assegnazione degli incarichi — sta recuperando tutti i documenti disponibili con l’aiuto della direzione, che pure ha tutta la volontà di venire a capo di una situazione spinosa venutasi a creare ben prima del suo insediamento.

Sul motivo per cui sarebbero state conferite le posizioni organizzative e gli incarichi da coordinatore (questi ultimi bypassando perfino le procedure concorsuali) fra le corsie del Cardarelli girano voci: «I beneficiari sono infermieri e capisala— dice qualcuno— Tutti sindacalisti o comunque persone che gravitano nell’orbita dei sindacati». Praticamente, gli stipendi d’oro sarebbero serviti a placare i bollenti spiriti di alcuni sindacalisti agguerriti. Le posizioni organizzative sono in tutto 68, comprese quelle amministrative e tecniche. Nel comparto infermieristico, che sarebbe al centro delle indagini della Procura di Napoli, ne esistono 37.

Ma veniamo alle cifre: l’indennità supplementare percepita da chi ricopre una posizione organizzativa va da un minimo di 3 mila a un massimo di 9 mila euro annui. Per quanto riguarda l’incarico di coordinatore dipartimentale, la base fissa è di 1.500 euro, mentre la parte variabile raggiunge un massimo di ulteriori 1.500. Sommando le due indennità, un «super-infermiere» può guadagnare fino a 12 mila euro l’anno oltre lo stipendio di base. Un caposala con contratto Ds 6, cioè un «anziano», guadagna dai 30 ai 35 mila euro l’anno. Vale a dire, fino a 2.900 euro al mese. Con la posizione organizzativa e l’incarico di coordinatore dipartimentale, può guadagnare uno stipendio mensile che sfiora i 4 mila euro.

In più, non sono assolutamente trascurabili i benefici che si ottengono in merito al trattamento pensionistico. Il malumore è altissimo da parte dei colleghi costretti a vivere con uno stipendio appena sufficiente a mantenere la propria famiglia. Un infermiere fresco di assunzione guadagna circa 1.600 euro al mese, al netto dei turni e delle collocazioni in aree particolari. Solo una settimana fa, sempre i carabinieri fecero visita al Cardarelli dopo una segnalazione del direttore generale Rocco Granata, a sua volta allertato da un dipendente dell’amministrazione. I militari operarono una perquisizione nell’ospedale, e in casa di un dipendente del Ced, che risulta indagato. Insieme con lui, la Procura di Napoli ha indagato altre quattro persone. Si tratta di infermieri che, grazie alla compiacenza dell’amministrativo, avrebbero percepito stipendi gonfiati da ore di straordinario mai effettuate. In tutto, gli straordinari inventati ammonterebbero a 800 ore. Secondo l’accusa, introducendosi nel sistema informatico l’impiegato amministrativo alterava i tabulati riguardanti le ore di servizio provenienti dai vari reparti. I magistrati cercano di capire anche se l’impiegato, per il «servizio» svolto, ricevesse compensi di qualunque genere.

L’importanza dell’ultima indagine, invece, quella sui « super-infermieri», riguarda in particolare l’organizzazione interna dell’ospedale, notoriamente in carenza di personale e impossibilitato ad assumerne altro. I capisala e gli infermieri che godono di posizioni organizzative, collocati spesso e volentieri come «doppioni» di capiservizio all’interno di reparti già coperti, vengono a mancare là dove c’è veramente bisogno di personale. I bonus conferiti ai circa quaranta dipendenti, quindi, oltre a pesare sulle casse dell’ospedale più grande del Mezzogiorno sottraggono risorse all’assistenza. E a rimetterci, come sempre, sono i pazienti. «Le posizioni organizzative— spiega un dipendente dell’area personale — sono incarichi che comporterebbero alte responsabilità. E’ la massima carica a cui può aspirare un dipendente. Viene conferita là dove sia richiesta una particolare professionalità e esperienza. Nell’ambito sanitario, gli incarichi vengono assegnati in presenza di particolari necessità aziendali». Quali necessità avesse il Cardarelli per retruibure profumatamente quaranta infermieri in periodo di deficit, lo stabiliranno i magistrati.

corriere mezzogiorno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: