www.irpinianelmondo.it

politica cronaca arte cultura turismo gastronomia…. e molto altro ancora

MAREA NERA. LA BP LANCIA SOS ON-LINE : DATECI UN’IDEA

Posted by irpinianelmondo su Maggio 10, 2010

10.05.2010-Cresce la minaccia ambientale nel Golfo del Messico per la marea nera e gli Stati americani che si affacciano sulla costa si stanno ingegnando per trovare ogni genere di soluzione: la polizia della Florida per esempio ha suggerito di mettere balle di fieno in acqua.

Un piano audace in tre fasi, dettagliato dallo sceriffo della contea di Walton, sulla spiaggia di Santa Rosa, Michael A Adkinson e CW Roberts, un imprenditore privato: chiatte galleggianti al largo dei 50 chilometri di coste incontaminate, riempite con giganteschi rotoli di fieno e dotate di compressori per ‘spararè nelle acque oleose il fieno. “Il fieno si aggreghera insieme al greggio e renderà più agevole rimuove i detriti dall’acque”, ha spiegato il portavoce dello sceriffo, Mike Gurspan.

Ma la verità è che, dopo oltre due settimane di tentativi, la soluzione è ancora di là da venire. È per questo che la Bp si è rivolta al pubblico e ha aperto un sito per raccogliere consigli e suggerimenti: www.deepwaterhorizonresponse.com, in cui le ‘idee’ arrivano direttamente al tavolo dei ‘cervelloni’ del gigante petrolifero: “Esperti da tuto il mondo che stanno collaborando”, ha detto il portavoce, Bryan Ferguson, al centro emergenza allestito a Robert, in Louisiana. La Bp ha allestito anche un ‘numero verdè. “Sono sicuro che ci sono un sacco di buone idee e molte altre idee che potrebbe essere non altrettanto praticabili”.

Il piano della Florida per esempio, secondo Gurspan, è meglio delle barriere gonfiabili, messe in campo da altri Stati, perché “in mare aperto le barriere sono in gran parte inefficaci”. “Non so se funzionerà ma tutti vogliono fare qualcosa e la gente merita uno sforzo”. Ma se il piano funzionasse per raccogliere il greggio fuoriuscito, come fare per chiudere la falla? Su questo Gurspan non si sbilancia: “Magari spunta qualcuno in Louisiana con un’idea…”.

QN

32 Risposte a “MAREA NERA. LA BP LANCIA SOS ON-LINE : DATECI UN’IDEA”

  1. roberto biavaschi said

    Buonasera, io suggerirei di intubare il tubo esistente con uno di maggiore diametro infilandolo dall’alto unitamente ad un secondo di piccolo diametro per poter iniettare del cemento pronto oppure delle resine che vadano a sigillare il fondo obbligando il petrolio a fuoriuscire in superfice per essere recuperato, Roberto.

  2. carlos said

    simple sirve otro tubo que contenga una valvula auxiliar para poder transportar el petroleo en una nave.
    el tubo debe tener una guarnision morvida para que pueda encajar con presicion y despues se dejara pasar el petroleo por otro tubo que biene puesto despues de la valvula de recupero.
    espero me la hayan entendido y que mi idea haya sido de ayuda ..
    carlos

  3. monica said

    Devano fare un secondo foro, e solo dopo riescano a tapare. Monica

  4. Carlo said

    Quando stavano per ” Stappare il pozzo ” cioè quando lo trivellavano senza dubbio hanno potuto verificare quanto quest’ultimo è profondo , quindi direi di intervenire con una trivella modificata allo scopo e magari guidata dal robot per consentire di poter entrare dentro il buco da dove sgorga il greggio se si riuscirà a fare questo mi sembra chiaro che il 90% del problema sarà risolto. Tutto dipende da due cose la prima: avere modificato la trivella che dopo dovrà servire da valvola di chiusura il secondo problema è quello di poterla quidare con il robot dentro il foro.
    Da notare che in questo modo se funzionasse avremmo risolto il problema al 100% quindi in modo definitivo.
    Ci sarebbero anche altri sistemi,ma non mi sembra il caso di proporli quando senza dubbio ci saranno i m igliori tecnici del mondo nella ressa per essere i primi a trovare una soluzione.

  5. Yari said

    Per dare un buona idea bisognerebbe conoscere tutte le condizioni ambientali tipo temperatura a quella profondità, diametro tubo e con che strumenti si può intervenire. Da quello che sò è che si possono usare solo robot con scarsa manualità e precisione comunque se si potesse praticare un foro poco prima della perdita con una punta cava si potrebbe inniettare un composto a caldo ad alta pressione che aderisca alle pareti interne del tubo e che solidifichi immediatamente con le basse temperature del fondale tipo il poliuretano espanso però non sò come si comporterebbe in soluzione salina.

  6. Stefano said

    Chiudere la falla non serve a nulla.
    Chiudendo la falla la pressione aumenta e il liquido trova un’altra via di sfogo causando danni altrove.

    Per chiudere la falla bisogna prima generare un’apertura notevolmente più grande che faccia fuoriuscire petrolio in maniera controllata (cioè che non lo butti a mare ma che venga raccolto… lo so lo so… è tanto petrolio… ci vuole tanto tempo….) abbassando la pressione del pozzo di estrazione.
    Fatto questo si può provvedere a sigillare la falla e poi a richiudere o ridurre la portata anche della nuova trivellazione

  7. Lauro Beltrami said

    Come all’ospedale le cure più efficaci sono sempre quella di inserire un ago in vena, anche nella catastrofe nel golfo del Messico,perfezionando un ago con concetti tecnici adeguati al caso,inserendolo nella falla si dovrebbero ottenere ottimi risultati.

    Con la speranza che questa idea possa essere di aiuto.

    • Lauro Beltrami said

      Oggi che l’idea da me espressa,(11/05/10 ore 12,35)sembra dare in pratica ottimi risultati,avrei piacere di avere una vostra risposta.
      In attesa distinti saluti Lauro

  8. Janos Agresti said

    Non ho una soluzione per fermare la fuoriuscita. Troppe variabili e altro da conoscere. Ma nel frattempo penso che si potrebbero utilizzare tutte le petroliere scariche presenti nei porti della zona, al fine di aspirare dalla superficie marina circostante la fuoriuscita, acqua mista a petrolio.
    La separazione dall’acqua, e successivo recupero del petrolio, potrebbe avvenire per differenza di densita’ direttamente nelle stive delle navi petroliere.
    Incrociamo le dita

  9. graziella lupi said

    Per bloccare il flusso di Petrolio si dovrebbe calare nel tubo quasi alla fine una bombola rivestita in gomma(o altro).La bombola deve contenere nel suo interno una parte d’ossigeno e una parte di materiale in espansa indurente calarlo e provocare nelle bombola una piccolissima esplosione per far sì che le due composizioni si mescolino tra loro.L’ossigeno fara indurire più velocemente l’espansa ,la gomma farà da palloncino e terrà il tutto facendo così un tappo.

  10. valerio spinelli said

    per fermare la falla credo che la tecnologia migliore sia calare in acqua un silo in acciaio a rovescio (in modo che funzioni da vaso d’espansione) adeguatamente assemblato per tenere la pressione, possibilmente calato su travi guida già fissate intorno alla falla per poi estrarre il petrolio. [ tecnologia simile a quella per la posa e la costruzione delle fondamenta e dei “piloni” dei ponti, con l’utilizzo di un silo tipo quello dello stoccaggio delle terre per le ceramiche]..
    per quanto riguarda il recupero del petrolio già fuoriuscito che galleggia in mare, credo che visto la proporzione dei danni ambientali sia utile pensare a un progetto adeguato e suggerisco una flotta di chiatte con nastri trasportatori che recuperano e o dragano il materiale a bordo per poi recuperarlo semplicemente inserendo il liquido trasportato in una vasca che contenga una sostanza che galleggia in acqua ma che affonda nel petrolio in moda da dividerla….spero di essere stato di aiuto o almeno di aver ispirato idee alternative.

  11. Musso Giuseppe said

    La mia idea per fermare lafuoriuscita di petrolio si articola in diverse fasi è non risente delle pressioni marne.
    per ulteriori informazioni spondetemi con posta elttronica o te dai competeni

  12. simone said

    si potrebbe inserire un’ago d’accaio nel foro di uscita del petrolio e una volta inserita la punta mettere una campana dal peso che potrebbe contenere la pressione di fuoriscita del petrolio

  13. Carla Mina said

    La mia idea è questa:portare una nave con delle pompe aspiranti nella zona in cui esce il petrolio ed aspirare acqua e petrolio. quindi separare il petrolio dall’acqua, recuperare il petrolio e ributtare l’acqua in mare. Se funziona occorre usare tutte le pompe che servono e navi cisterna d’appoggio per travasare il petrolio.

    Posizionare le pompe aspiranti a seconda del gioco delle correnti per evitare per limitare, per quanto possibile, il deflusso del petrolio verso le spiagge importanti…

    Avrei anche un’altra idea ma non so come realizzarla: spingere le correnti verso il mare aperto …

  14. giovanni said

    la soluzione piu’ rapida e’ chiudere la falla con uno o piu’ palloni otturatori all’interno del tubo con un robot.
    per informazioni piu’ dettagliate sono a vostra disposizione..

  15. Giacomo said

    Inanzitutto bisogna sapere se hanno intenzione di tappare il buco solamente oppure se mandando giu campane e altre campane…. vogliono otturare e anche sopratutto salvare il foro e quindi l’intero pozzo??? La MIA IDEEA è LA SEGUENTE….SI COSTRUISCE UNA PIRAMIDE DI TUBI IN FERRO VUOTI DAL DIAMETRO PER TUBO DI 30/40 CENTIMETRI…I TUBI DEVONO ESSERE FORATI IN SVARIATI PUNTI ALL’INTERNO DELLLA STRUTTURA PIRAMIDALE…NEL CALARE QUESTA GRANDE PIRAMIDE AVREMO, UNA VOLTA COLLOCATA SOPRA IL FORO, LA POSSIBILITà DI FAR COMUNQUE SFOGARE IL POZZO PERCHè TALE COSTRUZIONE HA SOLO TUBI CHE SONO SALDATI A TRAVERSO ED IN VERTICALE MA DISTANZIATI TRA DI LORO…QUINDI IL FORO VERRà COPERTO DA TALE STRUTTURA MA ALLO STESSO MOMENTO LIBERO DI SFOGARE….DOPO DI CHE LA COSTRUZIONE CHE è STATA PRECEDENTEMENTE COSTRUITA A TERRA,, AVRà COLLEGATI AI TUBI IN FERRO DEI TUBI PER COLARE IL CEMENTO CON UN GIUSTO RITARDANTE, IL QUALE ENTRA IN SOLIDIFICAZIONE PROPRIO E NON PRIMA E NON DOPO IL MOMENTO CHE GIUNGE SOPRA AL POZZO…ADESSO APRIAMO LA POMPA DEL CEMENTO RITARDATO….MAN MANO CHE ARRIVA SUL POSTO QUESTA PIRAMIDE SI RIEMPIE DI CEMENTO A PRESA RAPIDA CONTROLLATA…DAI FORI CHE SONO SUI TUBI DELLA PIRAMIDE E CHE SONO ORIENTATI ALL’INTERNO FUORIESCE CEMENTO PRIMA LIQUIDO MA IMMEDIATAMENTE SOLIDIFICANTE….IN QUESTO MODO OTTENIAMO UNA STRUTTURA CHE MANO MANO CON L’ARRIVO DEL CEMENTO SI TRASFORMA UN UN BLOCCO IL QUALE PIANO PIANO ANDRò A SOFFOCARE E QUINDI AD OTTURARE IL FLUSSO DI GREGGIO….SE LA PRIMA PIRAMIDE NON RAGGIUNGE IMMEDIATAMENTE LO SCOPO NE PREPARIAMO UN ALTRA DI ALTEZZA INFERIORE DA DISPORRE A CAPPELLO DELLA PRIMA GIA COLLOCATA…MA CON LE STESSE CARATTERISTICHE E FUNZIONALITà….E SE SERVE ANDIAMO AVANTI CON UN TERZA…SEMPRE LEGGERMENTE PIù CORTA MA CON IL MEDESIMO CRITERIO…..(SPERO CHE LA MIA IDEA SERVI A QUALCOSA DI POSITIVO)….UN SALUTO E SOPRATUTTO SPERIAMO BENE DA GIACOMO

  16. ing. luca didonè said

    una soluzione potrebbe essere eseguire una colata di materiale pesante nella zona del geyser (buco sul tubo). la pressione dell’acqua di almeno 100 bar, riproducerebbe la stessa situazione del tappo della vasca del nostro bagno
    è chiaro che British Petroleum deve rinunciare al petrolio

    ing. luca didonè
    vicenza
    italy

  17. Riccardo said

    Secondo me dovrebbero calare un tubo vuoto di diametro appena inferiore al buco nero con una valvola a farfalla in testa (valvola ampiamente utilizzata nel loro campo).Una volta inserito si stringe mediante ad esempio anello metallico, il corpo sporgente del foro al tubo inserito (un po come i collegamenti dei tubi con le fascette che tutti vediamo in casa, nei radiatori, nei metanodotti,ecc).Fatto questo in un secondo momento si può calare un tubo flessibile (per assecondare le correnti) di 1,5 km,inserirlo e fissarlo al nostro rubinetto e portare il petrolio in superficie.

  18. ciao mi chiamo ciro vi consiglierei dibuttare a mare migliaia quintali di paglia e lunico prodotto che assorbe il petrolio dopodiche si puo usare come concime per il terreno

  19. Gianini Claudio said

    Buongiorno, sono Claudio, non sono un tecnico ma provo a dare un contributo come tutti:

    Creare più bariere per contenere la marea nera, insomma tipo una diga per salvare il salvabile.

    Le bariere dovrebbero isolare tutta la zona interessata, incontaminata.

    Utilizzare lo stesso materiale che hanno usato per costruire il tunnel della manica che collega la francia all’inghilterra.Tra una bariera e l’altra inserire materiale assorbente, come descritto da voi.

    Questa potrebbe essere un’idea preventiva, isolare senza dover correre hai ripari dopo.

  20. Per fermare la falla bisogna costruire un manicotto a chiusura con sistema idraulico.
    esempio: due gusci che abbracciano il tubo.La profondità del mare non permette di svolgere altre operazioni ,perchè sono impossibili

  21. Di Nisio Dante said

    occorre inserire un tubo poco più piccolo in quello esistente.
    Fasi operative:
    il tubo, in gomma semirigida e comunque più pesante dell’acqua, sarebbe calato fino in prossimità della perdita, sarebbe avviata la pompa di aspirazione sulla sommità del tubo, regolando l’aspirazione in modo da agevolare l’inserimento del tubo in gomma in quello della perdita. (il petrolio sgorga a pressione, quindi occorre bilanciare questa forza con l’aspirazione)
    Successivamente aumentando l’aspirazione il tubo in gomma si infilerebbe molto facilmente nel tubo della perdita.
    Assolutamente non bisogna usare valvole, il petrolio salirebbe e verrebbe raccolto da petroliere.

  22. paolo said

    per me si potrebbe infilare dentro al tubo dal quale fuoriesce il petrolio tramite dei tubi (tipo quelli usati per la perforazione) dell’esplosivo a un profondità da stabilire , e poi farlo esplodere con un esplosione controllata cosicchè il peso della frana creatasi in asse con il tubo potrebbe ostruire e tappare la fuoriuscita. in seguito fare un pozzo parallelo per riattingere petrolio e diminuire la pressione del greggio nella zona ostruita dalla frana

  23. giuseppe said

    gonfiate un grosso pallone all’interno della falla

  24. Salvatore Ciancimino said

    Una campana simile a la seconda, che avete messo giu, appiatita al bordo che poggia a terra. Su cui poter depositare dei pesi (blocchi di cemento). Al vertice della campana un buco dal diametro di 35 centimetri circa, dal quale parte un tubo lungo 1.5 km, anche questo circa 35 centimetri di diametro. Questo tubo dovrebbe contenere 3 tubi da un diametro di circa 10 centimetri, cosi diminuisce la forza d’urto del liquido uscente. Preparare le valvole di chiusura e apertura fuori dal’acqua.

  25. STEFANO MERCURIALI said

    Suggerimento per gli ingegneri Americani..per BLOCCARE fuoriuscita di greggio New Orleans, costruire un IMPALCATURA a forma d’IMBUTO, DI MAGNETITE, posizionarla all’imbocco della fuoriuscita, calare un altro CONO sempre di MAGNETITE più PICCOLO.
    POLO POSITIVO, POLO NEGATIVO SI ATTRAGGONO CHIUDENDO LA FUORIUSCITA.Aggiungere all’interno del cono piccolo una VALVOLA CON TUBO, per l’estrazione GUIDATA DEL GREGGIO.

  26. Mercuriali Stefano said

    suggerimento per bloccare fuoriuscita di greggio New Orleans;costruire un impalcatura a forma d’imbuto di magnetite,posizionarla all’imbocco della fuoriuscita,calare un altro cono sempre di magnetite più piccolo. polo positivo ,polo negativo si attraggono chiudendo la fuoriuscita.(al’interno del cono più piccolo posizionare una valvola per applicare un tubo,per portare in superficie il greggio guidato)

  27. massimo said

    propongo un’idea che a me sembra realizzabile:

    2 tubi affiancati, di cui 1 più lungo di 3-4 metri, farli infilare nel pozzo da un robot,

    quindi iniettare nel tubo più corto una sostanza solidificante ( potrebbe essere cemento a presa rapida opportunamente modificato per non induririsi durante la discesa ma solidificabile in condizioni di bassa temperatura e a contatto con l’acua marina)

    e utilizzare quello più lungo per l’estrazione e raccolta del petrolio.

    Forse non è geniale ma mi sembra un’idea sensata

  28. Allora tutte stronzate….a 800 atmosfere non si risolve nulla!!! solo questo modo: Dal foro di fuoriuscita si mette una guaina e al momento stesso sistemare un altro tubo pronto da inserire x mandare petrolio in superfice senza interrompere il flusso e recuperarlo. x i dettagli contattatemi urgentemente al 3336501084 Enzo Gori da Bellaria Igea Marina (RN) ITALY.

  29. tutte cavolate solo io ho la soluzione se qualcuno mi ascolterebbe!!! contattatemi al 3336501084 Enzo Gori

  30. ANTONIO DA BRESCIA said

    SE NON HO CAPITO MALE, E’ UN TUBO TRANCIATO A LASCIARE USCIRE IL GREGGIO, PER CUI BASTA INTUBARLO CON UN TUBO PIU’ LARGO CON UNA IMBOCCATURA IN GOMMA (COME QUELLI USATI DAGLI IDRAULICI PER INTUBARE LA PARTE INFERIORE DI UN GABINETTO), DANDO POSSIBILITA’ AL TUBO DI AVERE DIVERSI RAMPONI SALDATI ALL’IMBOCCATURA DEL TUBO CHE AGGANCINO ANCHE IN MANIERA PNEUMATICA IL TUBO ROTTO, DALL’ALTRA PARTE UNA SARACINESCA CHE VERRA’ PER OVVIE RAGIONI TENUTA APERTA NEL MOMENTO CHE VIENE FISSATO AL TUBO ROTTO, E DOPO L’AGGANCIO CHIUDERE LA SARACINESCA.

  31. graziano sangiorgi said

    la mia idea e’ quella di buttare direttamente dalle navi sul foro in fondo all’oceano massi tipo barriera marina e sassi al fine di creare una grossa collinetta che tappi il buco e poi scavare un altro foro per svuotare il giacimento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: