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AVELLINO . LA COLDIRETTI AI VALICHI DEL BRENNERO CONTRO LE CONTFAFFAZIONI ALIMENTARI IN DIFESA DEL MADE IN ITALY

Posted by irpinianelmondo su luglio 9, 2010

09.07.2010-Bilancio positivo per la Coldiretti di Avellino che ha partecipato in maniera massiccia alla grande manifestazione che si è tenuta sul Brennero e a cui hanno preso parte oltre cinquantamila coltivatori ed allevatori. Sono stati assediati i valichi di frontiera per difendere il “Made in Italy a tavola” dagli inganni e dalle contraffazioni che costano all’agroalimentare nazionale sessanta miliardi di euro, persi tra Italia ed estero. La delegazione irpina era guidata dal direttore Giuseppe Licursi e dal vice direttore Giovanni Colucci. La Coldiretti, a conclusione della Giornata Nazionale dell’ Anticontraffazione”, denuncia che solo ai valichi di frontiera del Brennero e del Frejus sono stati scoperti quasi 15mila cosce di maiale provenienti dai Paesi del Nord Europa e destinati a diventare prosciutti italiani, milioni di litri di latte dalla Germania diretti verso stabilimenti per essere confezionati e trasformati come formaggi Made in Italy, ma anche pesto tedesco da “nazionalizzare”, mele argentine e kiwi cileni.

Decine di auto civetta hanno seguito i carichi piu’ inquietanti fino a destinazione per scoprire mozzarelle dirette in Campania e destinate ad essere vendute come dop. Un bilancio preoccupante viene anche dall’assalto ai Porti come a Bari dove i coltivatori della Coldiretti sono andati all’arrembaggio a due navi che trasportavano 27 milioni di chili di grano extracomunitario destinato a produrre pasta italiana mentre ad Ancona i coltivatori esterefatti hanno visto sbarcare addirittura venti tonnellate di pasta “italiana” fatti in Grecia da una famosa marca oltre a pesche sciroppate col nome di una famosa città campana, olio d’oliva ellenico diretto in Toscana, aceto di vino in viaggio per Modena.

In particolare si è potuto verificare che alcune conserve in transito provenienti dalla Sicilia non riportassero alcuna indicazione circa l’origine della materia prima, sicuramente non italiana. Senza considerare i pomodori provenienti dalla Cina che fanno concorrenza sleale ai pomodorini di collina dell’Irpinia, limitandogli in maniera pesante il mercato, nonostante non ci siano confronti sulla qualità. E poi le nocciole, il grano, l’olio, prodotti che vengono contraffatti e che penalizzano quelli locali, tipici e genuini.

“Sono fattori – spiega il direttore Licursi – che ci spingono ad affermare che va assolutamente sostenuta in Parlamento l’approvazione del disegno di legge sull’etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti che al Senato e’ già stato ampiamente condiviso sia in commissione Agricoltura che in Aula”. Un segnale incoraggiante – continua Licursi  – è appena arrivato dal Parlamento Europeo che, sotto il pressing della Coldiretti, ha votato finalmente a favore dell’obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, ortofrutticoli freschi e appunto prodotti lattiero caseari”. Per l’Italia – afferma il presidente della Coldiretti Francesco Vigorita che ha guidato la delegazione irpina al porto di Salerno –  significa anche valorizzare il vero Made in Italy in una situazione in cui negli ultimi anni con la mobilitazione a favore della trasparenza dell’informazione, la Coldiretti è riuscita a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva ma ancora molto resta da fare”.

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