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COMANDANTE GENERALE DEI ROS CONDANNATO A 14 ANNI I CARCERE : TRAFFICO DI DORGA

Pubblicato da irpinianelmondo su luglio 13, 2010

13.07.2010/Il generale Giampaolo Ganzer, attuale comandante del Ros, è stato condannato a 14 anni di carcere a Milano nel processo su presunte irregolarità in operazioni antidroga condotte negli anni ’90. Il tribunale ha anche condannato Mauro Obinu, ex colonnello del Ros ora all’Aise, a sette anni e dieci mesi.

Interdizione dai pubblici uffici. Sia per il generale, condannato anche a 65mila euro di multa, che per il colonnello (35mila euro di multa), il tribunale ha deciso l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

I giudici dell’ottava sezione penale del tribunale, hanno ritenuto Ganzer colpevole per due segmenti di operazioni condotte sotto copertura e ritenute dall’accusa irregolari. Per lui il pm Luisa Zanetti aveva chiesto 27 anni di carcere e un totale di 352 anni di reclusione per tutti i 18 imputati. Quattro imputati sono stati assolti, mentre gli altri sono stati condannati a pene che vanno dai 13 anni e mezzo e 59 mila euro di multa per l’ex sottufficiale Gilberto Lovato, in giù. Tutti gli imputati sono stati assolti dall’accusa di associazione a delinquere.

Fra i quattro narcotrafficanti, tutti irreperibili, imputati nel processo, 18 anni sono stati inflitti al libanese Jean Ajaj Bou Chaaya, il quale «avrebbe introdotto il personale del Ros nelle organizzazioni libanesi di narcotrafficanti», «condotto le trattative per l’importazione in Italia di hashish, eroina, cocaina e pasta di cocaina» e anche «organizzato l’invio in Italia della sostanza stupefacente» che poi veniva sequestrata nelle operazioni antidroga. Gli altri tre imputati ritenuti trafficanti, e cioè Mohamed Mahoud Malek, altro libanese, Smadi A.O. Najef della Giordania, e Enrique Luis Tobon Otoya, colombiano sono stati assolti dalle accuse contestato o per non aver commesso il fatto o perchè il fatto non sussiste.

Oggetto del processo le irregolarità nelle operazioni antidroga condotte tra il ’91 ed il ’97 da un piccolo gruppo all’interno del Ros. Le accuse, a vario titolo, erano di associazione per delinquere aggravata dall’uso delle armi e dal numero dei componenti, peculato e falso. Secondo l’accusa, Ganzer avrebbe «diretto e organizzato» un gruppo di militari, i quali avrebbero dato vita ad un traffico di droga, al fine poi di reprimerlo, di arricchirsi e di «conseguire visibilità e successo». In sostanza, stando alle indagini, il gruppo avrebbe commesso una serie di illecite importazioni, detenzioni e cessioni di droga, utilizzando le strutture dell’Arma, violando le leggi che disciplinano le operazioni sotto copertura per la lotta al narcotraffico.

Ganzer: le sentenze si rispettano. «Le sentenze non si possono che rispettare. Aspettiamo le motivazioni» ha detto il generale Ganzer dopo la condanna. «Nessun commento. Questo è il mio commento» ha invece detto l’avvocato Tiburzio De Zuani, difensore di Ganzer, lasciando l’aula dopo la lettura della sentenza.

Fiducia del Comando generale dell’Arma al generale Giampaolo Ganzer. Il comandante generale dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, «nel rispetto della sentenza, è fiducioso – si legge in un comunicato del Comando generale dell’Arma – nel favorevole esito dei prossimi gradi di giudizio e conferma la piena affidabilità del generale Giampaolo Ganzer e del Ros. La grande professionalità e il rigoroso impegno del generale Ganzer e del reparto da lui guidato trovano riscontro negli straordinari risultati conseguiti in questi anni, e anche nella giornata odierna, nella lotta al crimine organizzato e all’eversione».

Maroni: piena fiducia in Ganzer e nei carabinieri. «Naturalmente ho pieno rispetto e fiducia nella magistratura, ma altrettanta fiducia ho nell’operato dei carabinieri, del Ros e del suo comandante – dice il ministro dell’Interno, Roberto Maroni – Sono fermo sostenitore del principio della presunzione di innocenza fino a prova contraria. Il generale Ganzer ha la fiducia del Comando generale dei carabinieri e quindi anche la mia».

Il Messaggero

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