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P3. MANCINO : CONOSCO LOMBARDI, INDIFFERENTE ALLE SUE RICHIESTE. CONTATTO’ ANCHE IL MIO AMICO PENNETTA

Posted by irpinianelmondo su luglio 19, 2010

19.07.2010– Ho letto le dichiarazioni di Pasquale Lombardi. E’ vero, in due occasioni mi accennò alla nomina del presidente della Corte d’appello di Milano. Ma davvero qualcuno può pensare che mi sia fatto condizionare nella mia scelta dalle pressioni di un geometra estraneo, si doveva presumere, dai problemi della magistratura?». Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, vorrebbe rispettare il silenzio, le indagini in corso, che insomma la giustizia faccia il suo corso, e dedicarsi agli impegni di palazzo dei Marescialli. Ma vede montare un clima che non aiuta neppure l’amministrazione degli affari correnti di un qualsiasi Consiglio d’amministrazione che, scaduto, sta aspettando l’insediamento del nuovo. Dopo l’elezione dei candidati togati, si aspettano infatti le nomine del Parlamento per l’insediamento del nuovo Consiglio superiore della magistratura.

Vicepresidente Mancino, nel suo interrogatorio di garanzia Pasquale Lombardi ha ammesso di averle parlato incidentalmente della nomina di Alfonso Marra alla presidenza della Corte d’appello di Milano. «E’ vero. Venne da me perché mi voleva invitare a un convegno della sua associazione che si sarebbe dovuto svolgere a Milano. A quegli eventi partecipavano sempre diversi ministri e professori universitari, oltre che magistrati di tutt’Italia. Ed effettivamente accennò anche alla nomina di Milano. Ricordo che insistette parecchio perché partecipassi all’inaugurazione di quel convegno. Ma io declinai l’invito».

E come affrontò il capitolo Marra? Cosa rispose a quella inusuale richiesta? «Gli dissi che non avevo ancora studiato i fascicoli, i curricula dei due candidati. Lombardi si allontanò con il convincimento di non aver ottenuto nulla, tant’è che subito dopo tornò alla carica con l’avvocato Pennetta, mio amico, perché me ne parlasse. Pennetta ha dichiarato pubblicamente che si tenne per sé quella sollecitazione. Insomma che non mi informò neppure di quel colloquio».

Quando avvenne questo incontro con Lombardi? «A novembre».

Vi furono altre occasioni in cui il geometra di Cervinara tornò sull’argomento con lei? «All’inaugurazione dell’Anno giudiziario in Cassazione. Mi fermò, accennò al problema senza ricevere risposta alcuna dal sottoscritto.

Come era possibile che un geometra si trovasse all’apertura dell’anno giudiziario? Forse fu invitato dal primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone?».

Naturalmente succede sempre che certe conoscenze, amicizie diventano scomode quando l’amico finisce nei guai. Lombardi è di Cervinara, lei di Montefalcione. Insomma, conterranei. Che rapporto aveva con Lombardi? Davvero vi conoscevate da quarant’anni? «Il nostro rapporto è diventato inesistente a partire dalla fine della Democrazia cristiana. Lui approdò al centrodestra, io al centrosinistra. Per poco è stato anche sindaco del centrodestra di Cervinara. Di una cosa sono certo: non l’ho mai accreditato come un interlocutore in grado di discutere e tantomeno di decidere l’organizzazione degli uffici giudiziari».

Vicepresidente Mancino, al di là degli sviluppi delle indagini e delle posizioni processuali dei diversi indagati, non è inquietante il rapporto che personaggi come Flavio Carboni e lo stesso Lombardi intrattengono con vertici istituzionali, con magistrati, politici? «Le mie riflessioni e il mio voto insindacabile non sarebbero mai dipesi dalle sollecitazioni di un professionista per quanto rispettabile. E del resto voglio sottolineare che nessuno mi ha mai parlato di indagini a carico di questo signore. Ho letto il giudizio su Lombardi dello stesso sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, che lo definisce un millantatore. Caliendo, a quanto so, è suo amico di lunga data….».

C’è una questione morale, al di là di singole posizioni processuali, che coinvolge anche la magistratura? «La prima commissione del Csm ha aperto un fascicolo per il trasferimento d’ufficio del Presidente della Corte d’appello di Milano, Alfonso Marra. Vicepresidente di questo Csm è il sottoscritto, Nicola Mancino. La prima commissione di palazzo dei Marescialli si interesserà anche di altri magistrati i cui nomi sono emersi nelle intercettazioni pubblicate in questi giorni dai quotidiani».

Ma i magistrati coinvolti nelle relazioni “indecenti” con gli indagati sono diversi… «Titolare dell’azione disciplinare è il Guardasigilli o la Procura generale della Cassazione che, nei giorni scorsi, ha comunicato di aver avviato una indagine. Aspettiamo le conclusioni di questa istruttoria, nel rispetto dell’autonomia reciproca».

intervista rilasciata a La Stampa

Una Risposta a “P3. MANCINO : CONOSCO LOMBARDI, INDIFFERENTE ALLE SUE RICHIESTE. CONTATTO’ ANCHE IL MIO AMICO PENNETTA”

  1. BENITO said

    MANCINO, STAI TITTO,
    SEI BUGIARDO…
    CAPITO MI HAI??.. IN PIU’ SE VECCHIO,
    PERCIO’ VAI VIA ALA CASA DI RIPOSO.. TI CONVIENE , ALMENO TI GODI LA VITA CON I TUOI FAMILIARI…
    COSA CREDI DI CAMPARE COME NOè ???

    BENITO

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