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AVELLINO . SETTE CONTRADE IN LIZZA PER IL ” PALIO DELLA BOTTE ” . APPUNTAMENTO ALLE ORE 17,30

Posted by irpinianelmondo su agosto 12, 2010

12.08.2010– Arriva il giorno del Palio della Botte. Grande attesa tra le sette contrade che si sfideranno oggi pomeriggio12.8.2010 , a partire dalle 17.30, lungo il consueto percorso di Corso Umberto I. 

Bellezze (Bellizzi Irpino), Parco del Principe (Rione Parco, Contrada Archi, Tuoro Cappuccini),  

Porta Beneventana (Rione Aversa, Valle, Contrada Baccanico), Porta Napoli (Corso Vittorio Emanuele, Viale Italia, Contrada Bagnoli), Porta Puglia (via Francesco Tedesco, Borgo Ferrovia) 

Terra (Duomo, Via Nappi) e Tuoppolo (Rione San Tommaso e Rione Mazzini). 

Dopo il corteo storico, con la sfilata della “corte”, prenderà il via la gara, a seguito della lettura del bando da parte del Principe Caracciolo. I rappresentanti delle contrade, partendo dalla Chiesa di Monserrato, si sfideranno facendo rotolare con una spranga ricurva una botte di circa due quintali, spingendola lungo tutto Corso Umberto I. La vittoria del Palio verrà assegnata al rione che avrà raggiunto nel minor tempo la fontana di Bellerofonte. 

Per gli amanti del cinema, oggi 12 agosto (ore 21), l’appuntamento è con la rassegna Cinema al Parco, nell’arena all’aperto del Teatro “Carlo Gesualdo”, dove sarà proiettata la pellicola “La valigia sul letto” di Eduardo Tartaglia, con Eduardo Tartaglia, Veronica Mazza, Biagio Izzo, Maurizio Casagrande, Nunzia Schiano.

Achille Lo Chiummo e la sua amata Brigida hanno avuto lo sfratto e come nuova dimora non hanno trovato di meglio che un cantiere della metropolitana. Come se non bastasse lei è costretta a travestirsi da polpetta per pubblicizzare la carne di un negozio e lui perde nel giro di un giorno, dopo anni, il lavoro all’anagrafe, per di più senza essere mai stato assunto. Come sfuggire ad un’esistenza tanto misera? Alterando dei vecchi documenti, cancellando una lettera dal cognome del nonno e ritrovandosi di colpo parente del boss pentito Antimo Lo Ciummo. Un piano apparentemente perfetto, se si eccettuano gli imprevisti che la convivenza con uno spietato camorrista sotto il programma di protezione testimoni può portare con sé. 

La proiezione de “La valigia sul letto” sarà preceduta dalla messa in onda del documentario “Avellino dall’Ottocento a oggi”, a cura di Armando Montefusco e Geppino Del Sorbo.  

Ultimo appuntamento in programma per la giornata di domani è il concerto bandistico che si terrà nella Villa Comunale a partire dalle 21.

IL PROGRAMMA E LA STORIA DEL PALIO

Oggi, 12 agosto, la manifestazione inizia alle 19 con la sfilata della Corte, abbigliata con ricchi costumi d’epoca, che accompagna dalla carrozza del Principe Caracciolo e il Carro con il Tesoro (che rievoca l’antico Monte di Pietà che forniva la dote alle fanciulle che ne erano prive).
Il Corteo storico sarà quest’anno arricchito da momenti di spettacolo forniti da: i Trombonieri di Cava de’ Tirreni, gli Sbandieratori e Musici di Altavilla, i Piccoli Sbandieratori del Palio, le Contrade dei Piccoli, i Giullari di Davide Rossi, gli Sbandieratori di Castelfiorentino, i Cavarieli della Scuola di Equitazione D’Argenio.
La Corte dei Caracciolo con il suo seguito, si muoverà dalla Chiesa di Costantinopoli, risalirà Corso Umberto I, passerà per via Trinità, Piazza Libertà e Via Nappi, per giungere al Duomo di Avellino.
La il corteo farà una sosta per deporre l’omaggio floreale ai piedi della Madonna Assunta e tornerà indietro per prendere posto sul sagrato della Chiesa di Costantinopoli e nelle apposite tribune allestite per ospitare la Corte e le Contrade.
Tutto il resto sarà agonismo allo stato puro, i nerboruti bottaioli si sfideranno, infatti per conquistare l’ambito trofeo, una botticina dorata, e poter devolvere la somma di denaro del Palio ad una associazione benefica a propria scelta.
A vegliare sulla regolarità della gara i Cronometristi della Federazione italiana Cronometristi e gli Arbitri designati dal Coni di Avellino che, grazie alla sensibilità del suo presidente Giuseppe Saviano, è sempre presente con entusiasmo alla manifestazione.
 
600 metri in salita su un acciottolato non facile, questa la sfida da vincere per le sette contrade (Tuoppolo, Porta Puglia, Porta Beneventana, Bellezze, Parco del Principe, Terra e Porta Napoli), gli appassionati del Palio si aspettano la “fuga per la vittora” della contrada Tuoppolo che ha al suo attivo il maggior numero di vittorie e che, da due anni a questa parte. è stata beffata da Porta Napoli che le ha sottratto la vittoria in due gare al cardiopalma.
 
Il Palio però non è solo una gara sportiva, è soprattutto un momento di solidarietà. Come un tempo il Monte di Pietà (ancora visibile sul lato sinistro della Chiesa di Costantinopoli) raccoglieva donazioni per fornire una dote alle fanciulle povere, così oggi l’organizzazione del Palio raccoglie una somma da destinare alla beneficenza nei confronti della famiglia o associazione indicata dalla contrada vincitrice.
 
Il Palio della Botte – ideato da don Emilio Carbone parroco della Chiesa di Costantinopoli  e dai gruppi parrocchiali – è realizzato con il patrocinio del Comune di Avellino.


  Programma
 
11 agosto
ore 19 – Palio dei Bambini
Sorteggio delle Contrade
 
12 agosto
ore 19.00 – Corteo Storico
ore 20.15  – Omaggio floreale del Corteo Storico alla Madonna Assunta
ore 21.00 – Palio
 
 
 
 Il Palio della Botte. Notizie storiche
 
La tradizione del Palio della botte risale alla seconda metà del 1500.
Il Palio e’, secondo una tradizione orale, una antica gara che i tinai e bottari facevano alla fine del 1500, lungo la via delle Puglie.
Si facevano rotolare pesanti botti di legno lungo la salita dell’antica strada anche per provare e dimostrare la qualità del manufatto.
La manifestazione, riportata in auge da Don Emilio Carbone parroco della storica chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, rievoca due eventi: l’arrivo in città dei principi Caracciolo e il miracoloso  ritrovamento, in località Tuoppolo, di un affresco raffigurante la Madonna di Costantinopoli che tutt’oggi raccoglie la devozione di tantissimi avellinesi.
 
La gara consiste nel far rotolare una botte di circa 2 quintali, spingendola solo con un bastone di ferro ricurvo attraverso Corso Umberto I, ad Avellino, a partire dalla chiesa di Monserrato (Porta Puglia – Casino del Principe)  fino alla fontana di Bellerofonte (oggi detta “dei tre cannuoli”) per un totale di circa 600 metri  tutti in salita.
 
 
 Tra storia e tradizione
 
Secondo una antica tradizione orale, nel corso Umberto I (già via Costantinopoli, antica strada di estrema importanza storica di collegamento e di raccordo per le zone interne e la Puglia), sembra si svolgesse una gara detta “della botte”.
La dovizia dei particolari di tale gara spinge ad andare oltre la semplice tradizione orale.
Probabilmente questa gara di sicuro significato popolare è stata fatta saltuariamente e comunque rimaneva appannaggio del “popolino” e tale da renderla poco importante se non secondaria e insignificante rispetto alle grandi e sontuose feste sia religiose che civili che si svolgevano nel centro storico e nel castello di Avellino (si ricordano le feste seicentesche nel Castello).
Sappiamo che la gara “della botte” si svolgeva a partire dalla chiesa di Monserrato (Porta Puglia – Casino del Principe) e si snodava fino alla fontana di Bellerofonte, oggi detta “dei tre cannuoli”.
I rappresentanti delle varie contrade della città, nonchè gli artigiani del posto si sfidavano facendo rotolare in salita una botte di circa 2 ql.  utilizzando esclusivamente un bastone di ferro.
Sappiamo, inoltre, che tale gara fu realizzata per festeggiare l’arrivo dei Caracciolo ad Avellino, e per celebrare il ritrovamento dell’affresco della Madonna  di Costantinopoli in contrada “Tuoppolo”.    
Una riscoperta dell’epoca rinascimentale e cortigiana che si viveva nelle sontuose stanze del Castello, nella dimora dei Caracciolo. La sfilata della corte, con in testa il Principe e la sua famiglia, arricchita dalla colorata presenza dei figuranti, e le rappresentazioni delle sette contrade, attualizzate nelle sette circoscrizioni cittadine, tendono a risvegliare, negli avellinesi, l’interesse per la tradizione e il sopito senso di appartenenza ad un rione o a una contrada, non come sterile e vuoto campanilismo, ma come momento forte della propria identità all’interno di una comunità cittadina.
 Del resto, la storia di Avellino ha scritto le sue pagine più fulgide, per cultura e civiltà, proprio nei due secoli e mezzo del dominio della famiglia Caracciolo. Ed il Palio della Botte, che va in scena lungo via Costantinopoli, è la rappresentazione di quei prìncipi, del loro illuminato governo, della loro munificenza per rendere più bello ed accogliente il centro cittadino, dove la testimonianza di questa lunga e fattiva presenza è ancora ben visibile nel Palazzo della Dogana e nell’omonima piazza, nella Torre dell’Orologio, nella Fontana dei Tre Cannuoli di via Costantinopoli e nella Chiesa del Carmine, in via Triggio, vero gioiello dell’architettura del Seicento, scelta dall’augusta famiglia per seppellire i propri corpi. A quel tempo, oltre al marmo e al piperno, alle tele e alle splendide costruzioni, la città conosce lo sviluppo del commercio e delle arti. La lana e i panni di Avellino viaggiano lungo la strada Regia e approdano nei centri vicini. I cereali, la farina e il grano passano dalle Puglie a Napoli, via Avellino. Ciò contribuisce ad incentivare le attività molitorie e commerciali da Porta Puglia a Porta Napoli. E in questo clima di laboriosità si distinguono gli artigiani più capaci. Fabbricanti di carri e carrozze, maniscalchi e arrotini, ottonai e ramai, sediolari e canestrai, fabbri e scalpellini, maestri artigiani di gran valore. I maestri bottai di Avellino sono degli eccellenti artisti delle doghe, riconosciute nei paesi finitimi. E proprio all’attività dei maestri bottai si può attribuire l’origine dell’odierno Palio, che rievoca magistralmente il loro impegno nelle fiere e nei mercati nel presentare i prodotti, solidi e indistruttibili, e perciò sottoposti a dure prove, come il forzato rotolamento su strade sconnesse e acciottolate.
 
 La gara di solidarietà
 
Ogni anno il Palio è anche una gara di solidarietà fatta con le donazioni delle Contrade, il piccolo “tesoro” è posto in un forziere collocato in una gabbia di ferro montata su un artistico carro.
La gabbia riproduce il “caveau” del Monte di Pietà di Avellino istituito nel 1583 per contrastare l’usura e dare aiuto ai bisognosi. Era anche monte di “maritaggio”. Antica solidarietà, nuova solidarietà, accomunate, però dalla stessa povertà, quella di sempre.
Il “tesoro” quest’anno sarà affidato alla contrada vincitrice che lo consegnerà ad una famiglia bisognosa abitante nel territorio della contrada medesima.
 
 La festa al centro storico
 
La manifestazione, che per due sere trasforma il centro storico di Avellino in un antico quartiere rinascimentale in festa affollato da circa 10.000 visitatori, vedrà anche quest’anno la visita di sbandieratori, arcieri e suonatori di tamburi.
Ricchi e ricercati i costumi realizzati, dopo accurate ricerche storiche, da rinomate sartorie teatrali toscane; imponenti i carri ricostruiti perfettamente su modelli d’epoca da tutto lo “staff” del Palio.
 
 
 Le Contrade sfidanti
  Tuoppolo: S. Tommaso, Rione Mazzini, colore Grigio (campione in carica)
La contrada  prende il nome dalla vicina collina, detta Tuoppolo, ove secondo la tradizione, fu ritrovata l’immagine della Vergine di Costantinopoli. Oggi il popoloso Rione San Tommaso, sede di una rigogliosa comunità di Avellino degli ultimi decenni, ha mostrato alla città una determinazione non comune in fatto di riscatto e affermazione sociale. In questo quartiere vive la terza circoscrizione decentrata del Comune di Avellino, la cui popolazione è ormai completamente unita all’altro quartiere di Rione Mazzini. Sorti entrambi come poli periferici, il rione Mazzini conobbe la sua nascita durante il fascismo, mentre il quartiere di San Tommaso ha svolto un compito, ormai dismesso da alcuni anni, di asilo-dormitorio a partire dagli anni’60 del secolo appena tramontato, fino a diventare un centro sempre più autonomo e non avulso dal resto della città. Molti uomini della vita pubblica di oggi hanno partecipato a lotte e civili e manifestazioni politiche del passato.
Porta Beneventana: Rione Aversa, Valle, Contrada Baccanico, colore Rosso
 
Porta Beneventana prende il nome dalla strada che conduceva nella città di Benevento, scomparsa da moltissimi secoli. Nella Contrada  figurano la frazione Valle, il Rione Aversa e la zona Cavour-Baccanico, popolosi rioni cittadini. La frazione Valle,importante centro storico prima di Mercogliano e, dal 1853, di Avellino, ha un passato importante, il cui polo rimane la storica chiesa dell’Assunta
 
 
 
 
Porta Napoli: Corso V. Emanuele, Viale Italia, Contrada Bagnoli, colore Azzurro
 
La conformazione delle vecchie strutture difensive che stringevano la nostra città in potenti mura, a protezione di assalti e saccheggi, assai frequenti nei secoli di lotte, ha reso possibile l’apertura di varie porte per l’accesso alla città. Le ultime porte di Avellino destinate a cadere nel corso dei secoli sono state Porta Napoli e Porta Puglia le quali, anch’esse, hanno dato il nome a vecchie contrade, oggi riproposte nel Palio della Botte. Accanto a queste due celebrate Porte si ricordano ancora altre porte. La porta Terra, situata nei pressi del Palazzo Balestrieri, all’imbocco di Via Duomo, le cui ultime vestigie caddero nella mattinata del 26 luglio 1805, durante il terremoto di Sant’Anna, anche questo funesto e drammatico, come i precedenti e l’ultimo del 1980, ha avuto notevole rilevanza. Nella Contrada  sono ricompresi il corso Vittorio Emanuele, via Cavur e corso Europa fino a Torrette.
 
 
Bellezze: Bellizzi, colore rosa
Il casale delle Bellezze, il casale della nobiltà di Avellino, conserva nel nome tutto il fascino dell’antichità. La frazione di Bellizzi, già Università del Principato Ulteriore e poi comune della provincia di Avellino, vanta una storia secolare di cui sono orgogliosi e fieri i propri abitanti, i quali durante la gara del Palio della Botte sentono con passione questa originaria appartenenza. A dare vita al Casale delle Bellezze si prodigò una straordinaria donna, la bellissima e virtuosa Contessa di Avellino, Maria de Cardona, alla quale pervenne il feudo della nostra città ed il marchesato di Padula, ereditati dal padre e dallo zio. La contessa Maria de Cardone ha lasciato un ricordo durevole e di rispetto nella storia di Avellino. E proprio durante il suo illuminato governo nel piccolo centro delle ”Bellezze” fu portato un considerevole numero di abitanti con lo scopo di popolare e far progredire il villaggio. A questi primi abitanti furono concessi vari incentivi elargiti dal governo saggio e illuminato della nobildonna di origine spagnola. Denominata dopo l’Unità d’Italia Bellizzi Irpino, coincide oggi con la settima circoscrizione.
Terra: Duomo, via Nappi, colore Marrone
 
Il Rione Terra, dal quale prende il nome la contrada che si identifica con il territorio dell’attuale Centro Storico di Avellino, è il nucleo che vanta un passato millenario. La collina della Terra fu, infatti, il primo luogo ad accogliere gli abitanti dell’antica Abellinum della Civita, in tenimento di Atripalda, luogo poco idoneo a contenere le invasioni barbariche che iniziarono dopo la caduta dell’impero romano. Con la costruzione della prima chiesa avellinese, agli albori del cristianesimo in Irpinia, il rione Terra diviene un faro di civiltà e vivace centro della vita religiosa e amministrativa della città. La Cattedrale e le abitazioni che sorgono al suo fianco fanno del Rione Terra una cittadella sicura e protetta, ben difesa dal Castello che sorgerà nel IX secolo non tanto lontano, in direzione est. Il Centro storico, nel lungo percorso della sua vita ha conosciuto gravi momenti tragici a causa di terremoti e altre calamità. Nel 1732 fu distrutta e stravolta piazza Duomo. L’ultimo terremoto del 1980 ha segnato profondamente il patrimonio artistico, come la Dogana, la Torre dell’Orologio e la Fontana di Bellerofonte.
 
Parco del Principe: Rione Parco, Contrada Archi, Tuoro Cappuccini, colore Verde
 
Parco del Principe è un’antica contrada del feudo della famiglia dei Caracciolo, ricca di acqua e di verde, un tempo ameno luogo di caccia e divertimenti della buona società che viveva nella nostra città. In questa contrada si distingue, per antichità e bellezza, la vecchia casina del Principe, vera dimora principesca a servizio dell’immenso parco, ricco di vegetazione esotica e di selvaggina pregiata, la cui estensione si inoltrava fino alla frazione di Picarelli. Inolte il Parco fiorito e lussureggiante fu vero punto di riferimento per la migliore società dell’epoca. E proprio in questa realtà oggi figura la sesta circoscrizione cittadina.
 
 
Porta Puglia: via F. Tedesco, Borgo Ferrovia, colore Giallo
La contrada che trae il nome dall’antica porta che menava nella rigogliosa regione delle Puglie, nota per il grano, i cereali e le altre ricchezze della terra diretti nella capitale del Regno di Napoli, è un rione con fitte pagine di storia. L’antica Porta, elevata nei pressi del Convento degli Agostiani, dove un tempo operavano i vigili del fuoco, deve il suo splendore alla famiglia Caracciolo. Il Borgo di Porta Puglia annovera al suo interno numerose testimonianze della storia di Avellino che si è dipanata nel corso dei secoli. Oltre alla Chiesa di Santa Maria di Monserrato nella zona si trova anche il vecchio monastero delle Suore Stigmatine. La strada di Costantinopoli, oggi Via Umberto I, ricorda alla città la chiesa dallo stesso nome, luogo particolarmente caro agli abitanti, pieni di virtù: gli artigiani del legno e del cuoio, del rame e del ferro, degli impareggiabili cocchieri di carrozze e diligenze che hanno attraversate le strade della provincia e della regione per un tempo secolare. Per il Palio gioca in casa, anche se i suoi abitanti solo ora si affacciano sulla sue strada. Una delle istituzioni più rappresentaive della Contrada o  seconda circoscrizione di oggi è, sicuramente, la stazione Ferroviaria che ha dato il nome anche al Borgo. Nella Contrada ricade anche la frazione storica di Picarelli e quella di Pianodardine, antichi insediamenti umani e laboriosi luoghi di attività agricole e di industrie di Avellino.
 
 

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