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ELEZIONI . I SONDAGGISTI: BERLUSCONI RISCHIA , STRETTO TRA BOSSI AL NORD E FINI AL SUD

Posted by irpinianelmondo su agosto 13, 2010

13.08.2010-Sarà pure agosto – mese deleterio per i sondaggi secondo gli esperti del settore -, sarà pure il luogo meno adatto – il lungomare, ligure nel caso specifico, che il Senatur sta percorrendo in lungo e in largo in queste serate – ma Umberto Bossi è rimasto l’unico a chiedere le elezioni. Il fiuto politico, che alleati e avversari gli riconoscono unanimemente, anche questa volta non lo ha tradito. Dal voto, ancorché anticipato e anche senza federalismo in tasca, la Lega non ha nulla da temere. Anzi, tanto è sicuro il risultato che perfino il Cavaliere – che avrebbe perso due punti rispetto al 38 per cento di qualche settimana fa – sta guardando con sospetto l’euforia del suo alleato prediletto.

Spiega Renato Mannheimer: «È difficile fare sondaggi ad agosto, perché rischiano di essere poco affidabili. Ma è certo che Berlusconi corre il serio pericolo di essere stretto tra la Lega al nord e Fini al sud. Nel Mezzogiorno il presidente della Camera potrebbe avere un buon risultato soprattutto se il Pdl è alleato della Lega nel resto del Paese».

Storce il naso Nicola Piepoli: «Bossi? Ma è uno stereotipo che il Carroccio stravinca. Nell’opinione generale è un partito sopravvalutato». Insomma, la sineddoche – lo scambiare la parte per il tutto – in politica non funziona. Il fatto è, spiega Piepoli, che un partito deve raggiungere risultati omogenei in tutto il Paese; faccenda, al momento, ancora preclusa alla Lega. «Non vanno al di là delle solite tre regioni: Veneto, Lombardia, Piemonte».

L’aver messo piede anche nelle regioni rosse, spostando verso il centro il confine della Padania, non è per Piepoli un valido motivo. «Sì, sarà pure arrivata al 6-8 per cento ma non per merito suo, bensì per la debolezza altrui. Se il Pd governasse bene, non sarebbe accaduto nulla di simile. Purtroppo sul territorio i leghisti sono imbattibili e gli altri non lo vogliono capire».

Alessandra Ghisleri, la sondaggista preferita da Berlusconi, da sempre va dicendo che la forza delle «camicie verdi» è strettamente legata all’alleanza con il presidente del Consiglio. Le riconosce «grande radicamento sul territorio», la certezza di un futuro anche senza il suo fondatore Bossi, ma sottolinea che il motore del successo resta il Cavaliere.

L’affaire Montecarlo – la casa venduta da An e ora in affitto al ”cognato” di Fini – non provoca sconquassi nelle intenzioni di voto degli italiani. Assuefatti da una commistione sempre più crescente di politica, gossip, scandali, gli elettori alzano le spalle e passano oltre. Chi si aspetta – o spera – in una punizione esemplare da parte loro resterà deluso. Ma non sorpreso visto che vicende analoghe, se non ben più gravi, non hanno influenzato alcunché.

Ghisleri è l’unica ad assegnare al presidente della Camera un ruolo meno che marginale: lo sceglierebbe solo un elettore su cento, o al massimo tre. Mannheimer invita alla cautela: «Difficile sapere l’effetto del caso Montecarlo, perché non ci sono studi al riguardo. Può esserci un momentaneo appannamento dell’immagine dell’ex leader di An». Sbrigativo Piepoli: «Prima e dopo il risultato non cambia: sempre attorno al 5 per cento».

Il motivo è spiegato così: «Chi legge i giornali ha saputo che una casa che valeva 350-400 milioni di lire è stata venduta a 300mila euro, che equivale a 600 milioni circa. Quindi An ci ha guadagnato. Nessuno ha fregato il partito, neanche Fini». Se mai a subire qualche conseguenza è il Pd, a cui il gruppo Futuro e Libertà ha ”rubato” – nei sondaggi – un elettore e mezzo: «Dove li va a prendere i voti sennò. Il Pd è il mercato!», chiosa Piepoli.

Sul destino dei democratici l’accordo è unanime: nulla si muove o semmai si sposta lievemente verso il basso. «Vedremo se la proposta di un governo di larghe intese cambierà gli umori, ma molto dipenderà dalla leadership», è la lettura di Mannheimer. Piepoli secco: «È fermo al palo». E il terzo polo? «Una chimera» per Piepoli; potenzialità fino al 20 per cento, secondo Mannheimer, significative del fatto che gli elettori sono stufi del clima continuo di lite tra i due poli. E, soprattutto, di nuove elezioni.

Il Messaggero

2 Risposte a “ELEZIONI . I SONDAGGISTI: BERLUSCONI RISCHIA , STRETTO TRA BOSSI AL NORD E FINI AL SUD”

  1. mimmo said

    il cancro fli deve essere asportato subito prima che produca le metastasi
    Si ricordi Berlusconi di quello che fece Almirante con i transfughi di Democrazia nazionale

  2. roberto44 said

    Il vero cancro è Berlusconi. Va mandato a casa.

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