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SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AV). DIPENDENTI ,PAZIENTI, SINDACI , AMMINISTRATORI E CITTADINI TUTTI CONTRO LA CHIUSURA DELL’OSPEDALE ” CRISCUOLI”

Posted by irpinianelmondo su settembre 15, 2010

15.09.210– Il giorno 14 settembre 2010, nell’Aula Magna dell’Ospedale Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi si è riunita l’Assemblea dei dipendenti dell’Ospedale, allargata alla società civile, ai sindaci ed ai cittadini.

Sono intervenuti tantissimi dipendenti, l’Aula Magna è risultata praticamente insufficiente per la quantità dei partecipanti.

L’assemblea è  stata coordinata da Tony Lucido del Comitato Difesa Ospedale Criscuoli.

Sono intervenuti, tra l’altro, il Dott. Angelo Frieri, Direttore Sanitario dell’Ospedale; Michele Forte, Sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi; Ferruccio Capone, Sindaco di Montella con delega dei sindaci del suo comprensorio: Bagnoli, Cassano, Nusco; Salvatore Di Domenico, Sindaco di Teora; Gerardo D’Angola, Sindaco di S. Andrea di Conza accompagnato dal consigliere comunale Adriana Frino; Generoso Tecce, consigliere rappresentante del Comune di Castelfranci; il Sindaco di Lioni Rodolfo Salzarulo, impegnato in un’altra riunione ha fatto giungere un messaggio di condivisione e di solidarietà all’iniziativa; inoltre sono intervenuti ancora Antonio Petito, ex sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, Antonio Graziano, Direttore U.O. Anestesia e Rianimazione e Sindaco di Taurano; ha fatto pervenire un messaggio di solidarietà e condivisione Salvatore Alaia, Sindaco di Sperone; il capogruppo di opposizione del Consiglio Comunale di Sant’Angelo dei Lombardi Vincenzo Forte; Angelo Gallo, in rappresentanza delle ACLI; Michele Cetta rappresentante di un’associazione locale; Ramona Del Priore e Mariaconcetta De Santo, rappresentanti della Pro Loco; il Governatore della Confraternita di Misericordia di Torella dei Lombardi Walter Coretta;  Fonso Michele, dipendente, rappresentante associazione Sud Europa; rappresentanti del mondo della stampa, di giornali e tv, i Direttori delle UU.OO. dell’Ospedale: Dott. Lanfranco Musto della Diagnostica per immagini; Dott. Giovanni Grande dell’U.O. di Chirurgia; Dott. Antonio Forte dell’U.O. di Medicina; Dott. Pasquale Guastaferro dell’U.O. Dialisi, Dott. Soccorso Capomolla; specialista cardiologo medico dirigente del Polo riabilitativo Don Gnocchi; Dott. Giovanni Palermo ortopedico “storico” dell’Ospedale; decine di medici ed infermieri professionali, amministrativi  e operatori socio sanitari.

 Particolarmente toccante è stata la presenza di alcuni pazienti ricoverati e familiari che hanno voluto esprimere la loro solidarietà all’iniziativa. Hanno preso parte all’assemblea, come si diceva, cittadini di Sant’Angelo dei Lombardi e dei centri dell’Alta Irpinia.

Durante tutto l’incontro c’è stato un interessante dibattito tra tutti i partecipanti che a turno e con diverse argomentazioni, hanno manifestato le forti perplessità sulle scelte adottate, sui risultati prefissati, sull’inopportunità di provvedimenti riduttivi o di chiusura di reparti o di interi presidi.

Dopo l’introduzione e l’ufficializzazione di date, tempi e modalità di attuazione si è inteso rappresentare ai presenti la necessità di tempestive iniziative, ormai non più rinviabili, tenuto conto del Decreto n. 42 e della relativa delibera che stabilisce il cronoprogramma, infatti, ormai è solo questione di giorni; secondo quanto stabilito con decorrenza 1 ottobre saranno bloccati i ricoveri in Chirurgia e quasi contestualmente il Pronto Soccorso, così come oggi configurato, cesserà di essere, verrà sostituito nella gestione dell’emergenza dal PSAUT.

Decisioni ed iniziative che hanno valenza politica ed amministrativa, per cui l’appello a fare in fretta perché la problematica della difesa della Chirurgia, del Pronto Soccorso e complessivamente dell’Ospedale Criscuoli venga tempestivamente affrontata, sul piano politico con iniziative di forte dissenso con le forze politiche ed i rappresentanti delle istituzioni apparsi, fino ad oggi, poco attenti alla gravità della situazione e sul piano amministrativo, trattandosi di atti formali burocratici, l’invito a contestare la validità degli stessi e chiedere al TAR la sospensiva. Non è mancata nemmeno la sollecitazione a valutare l’ipotesi di rivolgersi alle autorità preposte in sede penale perché possano valutare, se le persone con gli atti posti in essere, in concorso tra loro possano ledere, se non privare del tutto, del diritto all’assistenza e alla salute alla gente dell’Alta Irpinia. Tutti i partecipanti all’assemblea sono stati resi edotti della notevole quantità di deroghe concesse in altre province della Campania, per cui non si comprende l’esasperata rigidità e l’ostentazione dei muscoli solo con la gente dell’Alta Irpinia. Meccanismi formali di accorpamento o di integrazione sono stati individuati per tutelare altri ospedali ed altri territori in più casi utilizzando motivazioni che sarebbero state utili solo per la situazione dell’Alta Irpinia: la condizione geografica, la distanza tra i paesi, le condizioni meteo, geologiche e sismiche di questo territorio, la centralità strategica e funzionale del presidio di Sant’Angelo ed infine, ma non per ultimo, il diritto di una popolazione superiore ai 60.000 abitanti ad avere un ospedale, pur se piccolo, con Medicina, Chirurgia, Pronto Soccorso ed i servizi di diagnostica capaci di dare risposte adeguate e tempestive lì dove ce n’è bisogno all’occorrenza e concorrere ad offrire una buona qualità della vita per combattere la desertificazione dell’Alta Irpinia. Ancora una volta si è riconfermato che l’attribuzione dei codici assistenziali previsti per il Polo Riabilitativo Don Gnocchi n. 75 e n. 65 necessitano inderogabilmente della presenza di una rete di emergenza addirittura di secondo livello, per cui il declassamento del Pronto Soccorso sarà penalizzante anche per il polo riabilitativo. Dopo una lunga e attenta analisi effettuata da tutti gli intervenuti che ha spaziato dalle condizioni economico-finanziarie dell’Italia, ai fondi FAS, alle tipologie dei piano assistenziale in altre regioni, dopo un’ampia e approfondita discussione, l’assemblea ha deciso quanto segue:

  1. Netto e deciso no alla chiusura del Pronto Soccorso e dell’U.O. di Chirurgia, ritenendo quest’ ultime uno strumento essenziale, non solo per la sopravvivenza dell’ospedale stesso, ma elemento indispensabile  per offrire assistenza alle popolazioni dell’Alta Irpinia.
  2. Si al Pronto Soccorso e all’U.O. di Chirurgia che in armonia con le altre UU.OO. e servizi presenti, Medicina, Dialisi, Radiologia, Laboratorio Analisi e Anestesia e Rianimazione, con tutti i crismi e le caratteristiche proprie, affinché si possa dare un’immediata risposta alle necessità e alle emergenze, sempre più in crescita in questo territorio (infortuni sul lavoro, sui cantieri, nell’attività agricola, infarti, incidenti stradali, traumi ed incidenti per attività sportive ecc.ecc.).
    Le caratteristiche degli incidenti, la peculiarità delle acuzie, l’analisi epidemiologica del territorio, l’aumento dell’età media della popolazione, richiedono tempestività ed immediatezza dell’intervento di assistenza.
  1. L’Assemblea contesta in modo assoluto il luogo comune dell’alto costo della struttura. Ribadisce quanto pubblicato dall’ISTAT prima e dai Report della stessa ASL poi l’economicità di questo presidio; sia per la quantità dei posti letto occupati, per la quantità delle prestazioni rese, per la quantità di interventi in Chirurgia molto qualificati, sia per case-mix che per i DRG., nonché per gli indicatori di utilizzo di efficienza e di efficacia.
  2. In assemblea, si è ribadito, in più occasioni l’assenza degli esponenti politici della zona a livello provinciale e regionale, nonché nazionale, che sulla questione hanno preferito la strategia del silenzio e non quella dell’impegno a modificare un indirizzo politico esclusivamente penalizzante per le zone interne. Pertanto i Sindaci, gli amministratori in genere, gli operatori ed i cittadini tutti presenti, profondamente delusi dai politici e dai rappresentanti delle istituzioni regionali, si sono riservati anche clamorose iniziative di sfiducia individuale e collettiva della classe dirigente in genere. Da tutti è stata ribadita la necessità di rapportarsi con il Prefetto di Avellino e con il Presidente della Giunta Regionale, nonché Commissario Regionale della Sanità.
  3. L’assemblea ha invitato i sindaci a utilizzare gli strumenti offerti dalla normativa vigente in materia di atti amministrativi e quindi di far ricorso al TAR per l’annullamento dell’atto e nelle more per la sospensiva dello stesso.
  4. L’assemblea auspica che le forze politiche recuperando il loro autentico diritto/dovere di rappresentanza e di tutela delle popolazioni, sappiano intervenire tempestivamente sul piano ospedaliero, rendendo finalmente giustizia alle parsimoniose e laboriose popolazioni delle zone interne recuperando un rapporto con il territorio e la propria gente, che da diritto alla legittimazione della rappresentanza delle stesse, tanto prima che il malcontento, la marginalizzazione e le mortificazioni continue provenienti da una Regione napolicentrica, di ieri e di oggi, facciano crescere l’esasperazione e quindi condizioni e bisogni di ambiti territoriali nuovi e diversi dall’esistente.
  5. L’assemblea, essendo stata informata dai Sindaci, a cui proprio in quei momenti giungeva la convocazione per il 15 settembre presso la Regione,  si riserva, dopo aver acquisito la notizie dell’incontro, di valutare tutte le iniziative da promuovere per sollevare la questione a livello regionale e nazionale, non rinunciando anche a manifestazioni clamorose di protesta, come ad esempio la restituzione della tessera elettorale, cortei, manifestazioni varie, nonché blocco di altre attività ed istituzioni e si aggiorna a giovedì mattina per far sentire la propria voce all’incontro promosso presso l’Ospedale con l’intervento di tutti in sindaci del comprensorio.

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