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MIRABELLA ECLANO (AV) . CONCLUSO IL CONGRESSO INTERNAZIONALE ” L’HIRPINIA CHRISTIANA E GIULIANO D’ECLANO”

Posted by irpinianelmondo su settembre 26, 2010

26.09.2010-Nell’accogliente sala del Teatro comunale di Mirabella Eclano si è tenuto il II° Congresso Internazionale di Studi su “L’Hirpinia Christiana e Giuliano d’Eclano, dopo la condanna del 419 – Il suo influsso nella prima metà del sec.V d.C.” Tale tematica era stata oggetto di un primo convegno di studi svoltosi nel 2003. Gli argomenti di grande interesse, che furono trattati in quell’occasione, sono oggi parte di una pregevole pubblicazione scaturita dalla raccolta degli atti allora prodotti.

Il secondo simposio promosso dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Moscati” di Avellino, dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, dall’Istituto Patristico “Augustinianum” di Roma, in collaborazione con la Diocesi di Avellino, la Parrocchia “S.M. Maggiore” di Mirabella Eclano, il Comune di Mirabella Eclano, il Museo Arte Sacra di Mirabella Eclano e l’Associazione “Pro Loco La Fenice” di Mirabella Eclano, ha preso l’avvio dal punto in cui gli studi su Giuliano si erano precedentemente fermati e cioè dal 419, anno della condanna del Vescovo eclanese. La figura di tale personaggio con le sue luci e ombre è stata al centro delle tre giornate a cui hanno partecipato studiosi di atenei italiani e internazionali.

Ma chi era Giuliano d’Eclano? Nominato vescovo della diocesi dell’Ecclesia Aeclanensis, Giuliano fu seguace di Pelagio e delle sue dottrine. L’adesione al pelagianesimo gli costò la scomunica e l’esilio forzato in Oriente dove continuò a difendere le sue opinioni . Polemista lucido e tenace Giuliano seppe scoprire i punti deboli del pensiero di Sant’Agostino, il suo avversario più illustre, ed ebbe il merito di costringere il Santo d’Ippona ad approfondire e chiarire aspetti fondamentali della fede. Questa, in estrema sintesi, la storia del personaggio, uno dei più notevoli figli della terra d’Eclano.

Don Carlo Greco, preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a cui è stato affidato l’incarico di aprire i lavori, ha affermato che encomiabile è stata l’iniziativa del Congresso, tesa ad approfondire e sviluppare la crescita della fede attraverso la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e sacro del territorio irpino.

Entusiasta il sindaco Vincenzo Sirignano che ha rimarcato l’importanza del convegno quale ulteriore occasione per diffondere la conoscenza dell’eccezionale patrimonio culturale di Mirabella Eclano a cui il CIPAC ha riconosciuto il titolo di “Città d’Arte”. Per l’Assessore comunale delegato alla Cultura, Francescantonio Capone, il secondo appuntamento su ‘Giuliano d’Eclano e la Cristianità in Irpinia’ è stata una felice intuizione che lascerà delle tracce perché si è avuto modo di cogliere i segni profondi di una presenza che si è intrecciata con gli avvenimenti e il loro evolversi. Per l’assessore comunale Capone è stata soprattutto l’occasione per interrogarsi sulla cristianità del popolo eclanese, il cui sentimento religioso ha costituito il principale collante della Comunità attraverso i secoli, testimoniato dalla presenza di templi costruiti e conservati, dall’attaccamento alle manifestazioni di culto che rivelano il sentimento di appartenenza alla città.

Anche monsignor  Francesco Marino, Vescovo di Avellino, ha ribadito la grande valenza di questo avvenimento che si è posto come chiave di lettura per interpretare il percorso della Chiesa che è alla continua scoperta di se stessa, che opera per la progressiva penetrazione del messaggio evangelico ed è luogo di autocomprensione e realizzazione del piano di Dio.

Il professor Antonio Nazzaro dell’Università “Federico II” di Napoli ha ricordato che il primo convegno fu il risultato di una serie di iniziative che scaturivano da varie pubblicazioni anche di studi locali, che furono inseriti in un ambito più ampio. La valenza degli atti prodotti in quella sede è stata rilevante e ha suscitato la particolare attenzione di studiosi internazionali.Il congresso di approfondimento sull’Irpinia Cristiana e Giuliano d’Eclano dall’anno della sua scomunica ha dato modo al professor Angelo Diberardino dell’Augustinianum di trattare dell’incidenza ecclesiale e civile di una condanna ecclesiastica nel tardoantico ponendo numerosi interrogativi sull’efficacia della scomunica comminata in tale epoca, non esistendo ancora il diritto canonico, non essendoci un diritto civile e religioso unitario in Oriente e Occidente e avendo la “ex- cammunio” soprattutto valore penitenziale.

L’eredità teologica di Giuliano d’Eclano è stata l’argomento relazionato dal professor Vittorino Grossi dell’Augustinianum che ha raccolto la letteratura che dopo la morte di Sant’Agostino si ispirò al destituito Vescovo della Ecclesia Aeclanensis e il professor Bengt Alexanderson di Goteborg ha trattato delle opere di Giuliano giunte fino a noi.

La presenza di Giuliano nel “Praedestinatus” di Arnobio il Giovane è stata invece oggetto della relazione del professor Franco Gori dell’Università di Urbino mentre il professor Mathjis Lamberigts dell’Università di Lovanio ha esposto una serie di eventi e condizioni che potrebbero condurre ad una possibile riabilitazione della figura di Giuliano.

Se centrale è stata, dunque, la figura del Vescovo di Eclano, il secondo Congresso Internazionale di Studi ha previsto anche alcuni interventi, incentrati sull’Irpinia Cristiana sia dal punto di vista archeologico ed epigrafico sia dal punto di vista architettonico-artistico e monumentale, come la relazione sulla ‘Chiesa di S. Maria di Aquaputida: tracce storiche e monumentali’, magistralmente esposta dal professor Valentino D’Ambrosio, direttore del Museo Arte Sacra di Mirabella Eclano.

Grande importanza, poi, è stata data all’Exultet o rotolo di Quintodecimo di cui vi è stata un’esauriente interpretazione dal punto di vista paleografico e liturgico e una compiuta analisi dal punto di vista iconografico. E a tal proposito, particolarmente coinvolgente, è stata la trattazione tenuta mediante supporto telematico dalla dottoressa Eva Ponzi dell’Università della Tuscia.

In conclusione, quindi, la tre giorni di Mirabella Eclano ha trattato questioni fondamentali dell’Irpinia Cristiana e Giuliano d’Eclano e soprattutto la fortuna dell’interpretazione di Giuliano. Infatti, sono stati messi a punto il tempo e i modi della produzione giulianea ed è stata analizzata una serie di caratteristiche specifiche della sue opere in particolare di quelle esegetiche.

Il professor Marcello Marin dell’Università di Foggia, nel concludere i lavori congressuali ha affermato nel suo resoconto che «nella tre giorni eclanese è stata compiuta un’analisi storica delle vicende che hanno visto tutti gli anni di Giuliano impegnati nel suo andar errabondo per l’intero orbe cristiano del tempo. Quindi, si sono conseguiti risultati interessanti come novità, come precisazioni di aspetti, possibili aperture che riguardano,  da un lato l’analisi del testo scritturistico utilizzato da Giuliano e  dall’altro lo studio delle sue opere esegetiche per le quali va ancora precisata la cronologia e vanno determinati alcuni aspetti della sua “ratio” esegetica. Infine, fra le altre prospettive di questo congresso c’è la possibilità di costituire un centro che raccolga le opere di Giuliano e su Giuliano in modo da sollecitare soprattutto giovani studiosi  dei quali si è vista la interessata e  numerosa presenza  in questo simposio».

Mirabella Eclano, lì 25.09.2010

                                                                                            Ufficio Stampa

                                                                                Ass.ne “Pro Loco La Fenice”

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