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GIUSTIZIA . SI FERMANO I TRIBUNALI DI TUTTA ITALIA: MANCA L’ASSISTENZA INFORMATICA. L’ANM: COLPO FINALE DEL GOVERNO

Posted by irpinianelmondo su gennaio 4, 2011

04.01.2011-La sospensione dell’assistenza tecnica ai sistemi informatici che garantiscono il funzionamento del sistema giudiziario, scattata il 1° gennaio, ha provocato una clamorosa presa di posizione dell’Associazione nazionale magistrati. Ieri a Roma si è tenuta una riunione d’emergenza per studiare il modo di uscire da una situazione che potrebbe avere serie ripercussioni.

L’Anm denuncia «una paralisi complessiva del sistema», con la «chiusura dei tribunali», e l’impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi. Per questo l’Associazione nazionale magistrati annuncia una «protesta forte e decisa» e parla di «colpo finale» del governo a una «macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento».

«Magistratura democratica è pronta ad una forte mobilitazione con forme di protesta anche clamorose». Anche la corrente di sinistra delle toghe è sul piede di guerra per il blocco dell’assistenza informatica agli uffici giudiziari. Il segretario Piergiorgio Morosini, gip a Palermo, denuncia: «La politica del Governo fatta di annunci e conferenze stampa mostra scarsa percezione dei veri problemi della giustizia. Il ministro non può parlare di processo breve e poi negare le risorse minime per i sistemi informativi automatizzati. Senza un provvedimento immediato di ripristino della assistenza informatica torniamo indietro di vent’anni, con danni irreparabili alle indagini, ai rapporti tra polizia e procure e ai processi civili; diventa impossibile la ragionevole durata dei processi. A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini. Senza rimedi urgenti sarebbe un fallimento per il paese». Alla luce di tutto questo Md chiede l’apertura di «un tavolo di consultazione tra magistratura e Governo».

L’interruzione «rischia di mettere in crisi singoli processi e interi uffici» e rappresenta un «fallimento dell’intero Governo», rincara la dose Magistratura Democratica insieme a Movimento per la Giustizia. «Una politica fatta di annunci e di continue conferenze stampa dei Ministri Alfano e Brunetta, che pubblicizzano una piena informatizzazione degli uffici giudiziari che non esiste, si scontra adesso con la dura realtà, che vede i nuovi programmi informatici, tanto sbandierati, in uso soltanto in pochi circondari e attorno ad essi strumenti obsoleti e assenza di programmazione. Siamo di fronte a un fallimento per la giustizia, che non si è dotata di un numero adeguato di professionalità informatiche proprie e che adesso sta perdendo molti degli esperti che per conto di società esterne da anni lavoravano negli uffici giudiziari, accumulando conoscenze e competenze difficilmente sostituibili, dirottati altrove o licenziati». E si tratta anche di «un fallimento per il Paese, che reclama processi civili più veloci e ora dovrà, invece, fare i conti con nuove incertezze e nuovi ritardi che costeranno molto di più dei 10-15 milioni di euro che il Governo non trova». Le spese di assistenza informatica sono «essenziali per il funzionamento degli uffici giudiziari e come tali devono essere spese obbligatorie, comunque coperte. Non bastano le soluzioni ponte a cui il Ministero sta lavorando: occorre una politica di sostegno degli uffici giudiziari, occorre una programmazione seria di lungo periodo».

È «più che giustificato l’allarme per la temporanea sospensione dei servizi di assistenza tecnica ai sistemi informativi» degli uffici giudiziari; «voglio, tuttavia, rassicurare tutti sull’impegno del Ministro (oltreché, ovviamente, mio personale) per la soluzione del problema in tempi assai brevi». Lo scrive il Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del ministero della Giustizia Luigi Birritteri, in un lungo messaggio sulla mailing-list dell’Anm. Un intervento fatto dopo la riunione di ieri sulla questione al ministero di via Arenula, alla quale hanno partecipato anche rappresentanti del Viminale per verificare le «possibile ricadute sull’attività di polizia. Sin dal gennaio del 2008 l’assistenza tecnica – spiega Birritteri – è stata assicurata con vari contratti di assistenza stipulati con il R.T.I. Telecom – Elsag/datamat ed Engineering che prevedevano impegni pluriennali di spesa sino al 2012. Con il nuovo art. 34 della legge di contabilità e finanza pubblica si è introdotto l’innovativo principio secondo cui soltanto “previo assenso del Ministero dell’economia e delle finanze, con salvaguardia della compatibilità con il fabbisogno e l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, per le spese correnti possono essere assunti impegni estesi a carico di esercizi successivi…»”. Proprio la mancata autorizzazione del ministero dell’Economia, vista «la carenza degli stanziamenti di cui pure senza esito si è tempestivamente richiesta una integrazione straordinaria», scrive ancora il capo del Dog, ha reso «ineluttabile» l’interruzione del servizio. Nell’attesa di un «auspicabile e necessario intervento» del ministero di Tremonti per il ripianamento del fabbisogno 2011, «pari a circa 33 mln di euro», via Arenula sta lavorando a «una soluzione ponte che consenta, in via di urgenza, di assicurare provvisoriamente il servizio, nelle more del reperimento delle risorse per riattivare l’assistenza ordinaria. Ciò, rende, ovviamente necessario procedere a dolorose variazioni compensative di bilancio (peraltro tecnicamente difficili da individuare visto che nessun’altra articolazione ministeriale naviga nell’oro) finalizzate a reperire alcuni milioni di euro sufficienti ad assicurare qualche mese di autonomia al sistema di assistenza in questione».

Pd: blocco inaccettabile. «Siamo arrivati alla paralisi della informatizzazione degli uffici giudiziari come avevamo già segnalato a metà dicembre. Con una interrogazione urgente al Ministro della giustizia abbiamo chiesto che si trovassero subito i fondi per rinnovare il contratto di assistenza applicativa per le circa 60 mila postazioni informatiche esistenti presso gli uffici giudiziari italiani – dicono Andrea Orlando, responsabile giustizia del Pd e Cinzia Capano, responsabile giustizia civile – Il 22 dicembre il sottosegretario Giacomo Caliendo ci ha riferito di avere richiesto al Ministro Tremonti di reperire nuove risorse o di autorizzare variazioni di bilancio per evitare che al 31 dicembre il contratto di assistenza si interrompesse. Avevamo anche suggerito al ministro di utilizzare i rilevantissimi residui passivi di circa un miliardo che si erano accumulati nel 2010 e che non avrebbero più potuti essere spesi. Ma ad oggi, pur essendo la spesa limitata a meno di dieci milioni di euro, non è stato fatto nulla lasciando così decadere i fondi esistenti. La paralisi del processo telematico è ormai alle porte e l’interruzione del servizio di assistenza condurrà la giustizia a dover operare in condizioni inaccettabili e senza gli strumenti indispensabili per il corretto svolgimento del loro lavoro».

Il Messaggero

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