www.irpinianelmondo.it

politica cronaca arte cultura turismo gastronomia…. e molto altro ancora

D’ADDESA (IdV).IL PROCURATORE LEPORE PROPONE UNA NUOVA DISCARICA IN IRPINIA , PD E IdV TACCIONO

Posted by irpinianelmondo su febbraio 1, 2011

01.02.2011-Organi di stampa hanno riportato le dichiarazioni del dott. Lepore, Procuratore Capo della Repubblica di Napoli, con le quali lanciava la proposta, già  fatta precedentemente, della necessità dell’apertura di
una discarica nella Provincia di Avellino o in quella di Benevento dove
allocare i rifiuti della città di Napoli e provincia. Il tutto a
margine delle conclusioni delle indagini sul percolato e
sull’inquinamento ambientale derivatone. Si percepisce la sensibilità
del dott. Lepore rispetto a questo problema ma la competenza in materia
è dei politici che in effetti, come evidenziava lo stesso Procuratore,
sono incapaci a svolgere il ruolo istituzionale a cui sono stati
demandati. Nella cronaca politica irpina la cosa è passata senza alcun
commento, quasi come se il problema discariche per la Provincia di
Avellino fosse ormai felicemente risolto. Non si è registrato alcun
commento da parte del dott. Antonio Volpe, Consigliere Provinciale
dell’Itaia dei Valori ed espressione elettorale della Valle dei Cervaro
e quindi di Savignano Irpino dove è attiva la discarica di Pustarza.
Nessun grido di allarme nè di attenzione da parte dei rappresentanti
del Partito Democratico esclusi gli elogi   al Senatore Sibilia,
Presidente della Provincia di Avellino, fatti  dal dott.  Russo,
Consigliere Provinciale e da  Antonio Caruso, Sindaco di Andretta,
oltre  al Consigliere Volpe IdV, per la funzione svolta nel far
escludere  la località di Pero Spaccone nel Comune di Andretta dai siti
da destinare a discarica (qualcuno nel frattempo ha dimenticato
l’impegno dell’Amministrazione De Simone,  della Chiesa e degli Enti
Locali nonchè le grandi manifestazioni di popolo). E’ un modo di
procedere da parte dell’IdV e del PD di Palazzo Caracciolo molto soft e
distaccato ed ad attenti  osservatori sembrano quasi in altre faccende
affaccendati mentre il problema rifiuti è in emergenza permanente vista
l’incapacità  bipartisan della classe politica napoletana  e delle
istituzioni ai vari livelli di affrontare  e cercare di  risolvere la
questione rifiuti nella città di Napoli e provincia. Gli annunci
propagandistici del governo Berlusconi si  sono dimostrati vuoti e
senza seguito e   lo dimostra il fatto che il termodistruttore di
Acerra funziona a scartamento ridotto, la raccolta differenziata nel
capoluogo regionale  non è partita e tutto è fermo alle buone
intenzioni. Il momento è tragico e la risposta non può essere che
eccezionale: chi occupa i posti di potere anche ben remunerati deve
trovare la soluzione e non certamente si può andare avanti realizzando
discariche nei territori delle aree interne della Campania. Avellino ha
già dato con la discarica di Difesa Grande e sta dando con quella di
Pustarza, Benevento con la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte,
Salerno con quella di Serre che adesso  vogliono riaprire. Non si può
andare avanti così e discutere sempre delle stesse cose; la
consiliatura provinciale a guida di Alberta De Simone fu praticamente
paralizzata dalla querelle rifiuti, un giorno sì e l’altro pure si
discuteva di rifiuti, discariche, differenziata ect. ma la soluzione
era sempre  di là da venire. Sui rifiuti ci sono in gioco grossi
interessi economici e chi ha interessi non vuole nè i
termovalorizzatori, nè la differenziata; l’immondizia deve essere solo
“pesata, trasportata e pagata” ed in questo quadro ha un ruolo
rilevante la criminalità organizzata.
Le Province di Avellino, Salerno
e Benevento devono perseguire l’idea della costituzione di un’altra
Regione per essere liberi dalla cappa del “napolicentrismo”. E’ una
legittima difesa di questi territori dall’aggressione che viene portata
in materia di rifiuti da Napoli e dalle zone costiere. Ovviamente
questa proposta viene sicuramente fatta e portata avanti con amarezza
considerato che Napoli è stata culla di cultura e di civiltà, grande
capitale  e che con il 1861 ha subito e pagato ingiustamente insieme a
tutto il Mezzogiorno  i maggiori costi, in termini umani, sociali  ed
economici,  per la realizzazione dell’Unità d’Italia.

dott. Erminio
D’Addesa
 Italia dei Valori – Avellino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: