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PENSIONI D’ORO A PILOTI E DIRIGENTI . AI PRECARI SOLO CENTO EURO AL MESE

Posted by irpinianelmondo su Maggio 30, 2011

30.05.2011- AI DIRIGENTId’azienda la rendita più alta, oltre sei volte quella di agricoltori e artigiani. Al secondo posto quella degli ex piloti ed ex assistenti di volo, che battono alla grande sia i lavoratori dipendenti a riposo sia chi ha smesso di celebrare messa. Ultimi, senza via di scampo, i co.co.co.
A spulciare il rapporto annuale 2010 dell’Inps, non si scopre solo che più della metà delle pensioni non arriva ai 500 euro, che il 79% degli assegni di ferma sotto quota mille e che solo il 9,9% supera i 1.500 euro. L’istituto di previdenza guidato da Mastrapasqua scompone ovviamente i dati anche per categoria e per zona di residenza.

E QUINDIsi ottiene che gli ex dirigenti percepiscono una pensione annua media pari a 49.246 euro lordi. Poco più sotto c’è chi ha passato una vita sull’aereo: può contare su 45.333 euro. In sostanza il fondo volo garantisce mediamente 3.500 euro al mese. Naturalmente gli ex piloti hanno un assegno ben più pesante di quello delle ex hostess. Va veramente male ai collaboratori (i famosi co.co.co.) iscritti alla gestione separata: circa 100 euro al mese. Non se la passano granchè bene nemmeno i preti: il fondo per il clero assicura appena 7.464 euro l’anno ai suoi 14.404 pensionati. Per gli ex coltivatori diretti la media dei trattamenti previdenziali e di 7.940 euro l’anno, analoga a quella degli artigiani (7.937). Chi ha svolto un’ attività commerciale prende 9.196 euro. Quanto agli ex lavoratori dipendenti, si devono accontentare di 11.192 euro

NATURALMENTE i dati vanno interpretati. E’ noto che agricoltori e artigiani versano pochissimi contributi durante la loro vita lavorativa, al contrario dei dirigenti o di chi guida gli aerei. Ed è stranoto che con i contratti di collaborazione si è destinati a una vecchiaia da fame. Quanto ai preti, il fondo Inps è scarno, ma detto questo non si può accusare lo Stato italiano di essere avaro con il Vaticano, visto che oltre all’8 per mille può contare su esenzioni Ici (anche sulle attività commerciali), sconti fiscali e aiuti alla scuola privata.

SONO in parte da interpretare anche i dati elaborati a livello territoriale. Il rapporto Inps ci dice che vivere da pensionati è molto più difficile al Sud, dove l’assegno è inferiore del 19,5% rispetto al Nord-Ovest e del 12,1% rispetto alla media nazionale. Un dato è sostanzialmente stabile da anni: la differenza tra chi vive nel Mezzogiorno e chi vive nel resto d’Italia si è ridotta solo dello 0,7% dal 2004 al 2009. Due anni fa la pensione media al Sud era pari a 10.808 euro l’anno, nel Nord-Ovest di 11.805 e nel Nord-Est di 10.959. Va però ricordato che il costo della vita al Sud è meno caro di quello del Centro-Nord.

 QN
AL DI LÀ della scarsa consistenza delle pensioni, l’Eurostat fornisce un altro dato poco confortante per gli abitanti della penisola: il nostro Paese «si colloca all’ultimo posto tra i paesi Ue per le risorse destinate al sostegno del reddito, alle misure di contrasto della povertà o alle prestazioni in natura a favore di persone a rischio di esclusione sociale».

Continua a leggere su: http://qn.quotidiano.net/economia/2011/05/30/514918-dirigenti_piloti_pensioni.shtml#ixzz1Npmh97kz

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