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MANOVRA . OK DEFINITIVO AL TAGLIO DI TUTTE LE PROVINCE

Posted by irpinianelmondo su settembre 8, 2011

08.09.2011-Primo via libera all’abolizione delle province ed all’obbligo costituzionale di rispettare il vincolo di bilancio a partire dal 2014. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale per abrogare tutte le province, obiettivo per il quale però servirà un lungo iter parlamentare. Nel Cdm di questa mattina è stato varato anche il progetto di inserimento del vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione.”Non sarà solo un criterio contabile ma un principio ad altissima intensità politica e civile”, ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. “Il principio del pareggio di bilancio – ha aggiunto – sarà introdotto nella Costituzione della Repubblica italiana. In particolare, sarà introdotto nella Parte Prima della Costituzione su Diritti e Doveri dei cittadini”.

Passa ora alla Camera la manovra da 54,2 miliardi di euro entro il 2013. Dopo il voto di ieri al Senato, su cui il governo ha posto la 49sima fiducia della legislatura. E’ polemica intanto sulla sforbiciata data nelle ore prima del via libera al maxiemendamento sui tagli alle indennità dei parlamentari, ridotti corposamente nell’ultima versione della manovra e che resteranno in vigore solo per due anni.

Deputati e senatori che hanno un secondo reddito vedranno ridotto lo stipendio da parlamentari del 10% (se l’indennità supera i 90mila euro) e non più del 50%. Il taglio sale al 40% per le indennità che superano i 150mila euro.

Negli stessi minuti in cui il Senato varava il testo fuori dal palazzo, a due passi da piazza Navona, si sono registrati alcuni momenti di tensione con circa 400 manifestanti che hanno cercato di forzare il blocco delle forze dell’ordine.

Tra le ultime modifiche al testo varato dal Senato ci sono l’aumento dell’Iva dal 20 al 21%, un prelievo straordinario del 3% ma solo sui redditi superiori ai 300mila euro, e l’anticipo dell’entrata in vigore delle norme sulle pensioni delle donne nel settore privato dal 2014 al 2016 (a regime si andrà in pensione a 65 anni).

Sul fronte lotta all’evasione: I contribuenti che hanno aderito alla sanatoria del 2002 e poi sono “spariti” verranno costretti dall’Agenzia delle Entrate e da Equitalia a pagare il dovuto con gli interessi entro il 31 dicembre 2011. Carcere per chi evade oltre 3 milioni di euro. Ma, con una correzione inserita nel maxiemendamento, affinché scattino le manette l’ammontare dell’imposta evasa deve essere superiore al 30% del volume d’affari. L’Agenzia delle Entrate potrà controllare preventivamente i conti correnti senza aspettare di aprire un procedimento di accertamento.

Fra le norme eliminate: scompare quella che cancellava le feste ‘laiche’ del 1 maggio, 2 giugno e 25 aprile. Sono salvati dai tagli i fas regionali. Stop al rinvio tredicesime statali, stretta bonus dirigenti. Se le amministrazioni non centreranno gli obiettivi di risparmio attesi scatterà la riduzione del 30% della retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili. Salta la cancellazione degli enti non economici con meno di 70 dipendenti. Salta il taglio delle Province con meno di 300mila abitanti. Per i piccoli Comuni ci sarà invece l’obbligo di accorpamento delle funzioni.

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