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REGIONE CAMPANIA .IL PRESIDENTE ROMANO MINIMIZZA LE DIMISSIONI DI DE MITA : OK AI CASERTANI NUGNES E POLVERINO IN GIUNTA

Posted by irpinianelmondo su ottobre 10, 2011

10.10.2011-Minimizza le dimissioni di De Mita dalla giunta campana rispetto all’alleanza organica tra Pdl e Udc, suggerisce in caso di rimpasto di inserire almeno un esponente casertano nell’esecutivo e rilancia il ruolo dell’assemblea consiliare. Al VELINO, il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano traccia la sua strategia politica.

Presidente Romano, si è dichiarato perplesso sull’aumento della giunta: perché?
“Le perplessità sull’aumento del numero degli assessori le ho manifestate sin dall’inizio per una questione di opportunità politica legata alla forte richiesta di sobrietà. Al di là della questione dei costi, sulla quale c’era l’impegno a mantenerli invariati, si sarebbe comunque dato un segnale non proprio positivo. Oggi, però c’è una norma dello Stato, approvata nell’ultima finanziaria e da recepire entro sei mesi dal suo varo, che parla chiaro e che ci dice che dalla prossima legislatura dobbiamo portare il numero degli assessori da 12 a 10. Dunque sarebbe davvero paradossale fare ora l’esatto contrario. Ed è per questo che ritengo che la questione sia oramai tramontata. Poi, in relazione alla rappresentanza territoriale, l’eventuale indicazione del presidente Caldoro dei colleghi consiglieri Daniela Nugnes o Angelo Polverino, mi vedrebbe assolutamente favorevole: l’esperienza e la capacità di entrambi possono costituire un significativo valore aggiunto per l’efficacia di un’azione di governo che guardi al Casertano con la dovuta sensibilità e attenzione”.

Il Consiglio ha discusso della crisi economica: quale ruolo può esercitare concretamente?
“Un ruolo importantissimo. La Regione è l’istituzione attraverso la quale passano tutti i flussi finanziari ed è il luogo deputato alla programmazione dello sviluppo del territorio. E’ in Consiglio regionale che si dettano nei fatti le linee guida. E’ chiaro però che oggi si deve tenere conto della crisi che investe l’intera Europa e non solo e che crea non poche difficoltà. E il recente declassamento del rating mi pare ne dia l’esatta misura. La coperta insomma è sempre più corta e, volendo fare un paragone, il buon padre di famiglia, rispetto ad una disponibilità economica ridotta, deve amministrare riducendo tutte le spese superflue laddove è possibile. Ed è quello che stiamo facendo guardando peraltro ad un giusto equilibrio nell’individuare le priorità, nel determinare le scelte. Dobbiamo abituarci a questo nuovo contesto ma, ci tengo a sottolinearlo, non mi iscrivo al partito dei pessimisti. Sono convinto che dallo sforzo messo in campo, devo dire da tutti, supereremo tutte le difficoltà”.

Come è il rapporto tra Giunta e Consiglio?
“Intanto è la prima volta, per quanto mi riguarda, che questo tema riguarda un governo di centrodestra ma devo dire che il rapporto mi sembra ottimo. C’è un confronto costante che, sui diversi temi ci può trovare più o meno in sintonia, quando c’è confronto vuol dire che c’è coinvolgimento e dunque un rapporto positivo. Un esempio per tutti può essere costituito dalla forte partecipazione al confronto che c’è stato con la Giunta sul tema del riordino della macchina amministrativa”.

De Mita fuori dalla giunta: alleanza con l’Udc a rischio negli enti locali?
“Francamente non credo. Semmai le dimissioni di De Mita riguardano più una questione interna all’Udc che non a problemi politici interni alla coalizione. L’Udc è un partito di maggioranza e dunque mi auguro che possa superare al più presto le difficoltà del caso”.

Il Pdl si avvia ai congressi locali: si apre una nuova fase anche in Campania?
“I momenti congressuali preludono e guardano sempre a un rinnovamento. Anzi, è nella natura delle cose che sia proprio questo il primo obiettivo politico che ci si pone coi congressi. Ovviamente questo rinnovamento va conseguito tenendo conto dei risultati raggiunti riferendoli però anche al contesto nel quale si sono ottenuti. Oggi, se ci nascondessimo il fatto di avere un po’ perso una certa spinta sui territori peccheremmo di disonestà intellettuale. In questo senso i congressi possono costituire un elemento positivo”. Il Velino

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