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SOLOFRA (AV) . IL PD CONTRO LO SCIPPO DELLA DEPURAZIONE. COMPETENZE TRASFERITE ALL’ATO 3 ” SARNESE-VESUVIANO ” NELL’INDIFFERENZA DEL SINDACO GUARINO E DELLA SUA MAGGIORANZA

Posted by irpinianelmondo su ottobre 17, 2011

17.10.2011-La decisione assunta dalla maggioranza consiliare di rinviare la seduta di Consiglio Comunale di venerdì 13 ottobre u.s. pone la necessità di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica quanto accaduto, nelle ultime settimane, rispetto alla gestione della depurazione delle acque nel comprensorio Alto Sarno. Si tratta, per la comunità di Solofra ed in particolare per l’industria conciaria, di una problematica di vitale importanza alla quale, invece, l’Amministrazione Comunale ha deciso di dare un basso profilo.

Il Settore “Ciclo Integrato delle Acque” della Giunta Regionale della Campania, con una nota del 05 ottobre u.s. a firma dei Dirigenti Dott. Michele Palmieri e Ing. Edoardo Capobianco, ha invitato i soggetti che gestiscono in via transitoria gli impianti di depurazione regionale, tra questi anche gli impianti di Solofra e Mercato San Severino, a consentire ai funzionari dell’Ato 3 Ente d’Ambito Sarnese-Vesuviano e della Gori S.p.A. l’accesso ai suddetti impianti, fornendo la massima collaborazione per l’acquisizione di “dati e documentazione propedeutica al trasferimento delle gestioni”. Tutto ciò “a seguito di verbale del 03.10.2011”.

Appare chiaro dunque che la Regione, attraverso l’Assessorato all’Ambiente, sta cercando di mettere a segno lo scippo della gestione del depuratore di Solofra, a tutto svantaggio dell’imprenditoria solofrana e dell’intera cittadinanza.

Ma la Regione finge di ignorare che, proprio in virtù di una Legge Regionale (la n. 14 del ’97), Solofra e il suo impianto ricadono nell’ambito di competenza dell’Ato 1 Calore Irpino e che, per il complesso depurativo Alto Sarno (Solofra-Mercato San Severino), l’Ato 3 Sarnese-Vesuviano e il suo braccio operativo, la Gori S.p.A., hanno potere decisionale, invece, solo sul depuratore di Mercato San Severino e sui Comuni della provincia di Salerno fruitori di tale impianto.

Certamente, il fatto che  all’impianto di Solofra  si effettui una depurazione chimico-fisica delle acque e che a Mercato San Severino si completi il processo depurativo con il trattamento biologico, pone, rispetto ad un’ipotesi gestionale, un problema di competenze. Ma se si ritiene che i depuratori di Solofra e di Mercato San Severino siano da considerarsi come un unico impianto, in quanto funzionalmente collegati, per la loro gestione unitaria non si può prescindere da un accordo tra i due Ato di competenza e, quindi, da un accordo che, attraverso l’Ato 1, coinvolga la Città di Solofra. Pertanto, l’attribuzione da parte della Regione dell’impianto di Solofra all’Ato 3 Sarnese-Vesuviano e alla sua società di gestione, la Gori S.p.A, a prescindere dalle determinazioni degli Ato, è un atto d’imperio che si colloca fuori dalla legislazione vigente. A tal proposito occorre ricordare che già il Tribunale Amministrativo Regionale, con una specifica sentenza, ha respinto un ricorso con il quale l’Ato 3 chiedeva il riconoscimento della gestione di entrambi gli impianti.

Inoltre, ai sensi dell’art. 124 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n.152 (Testo Unico sull’Ambiente) il depuratore di Solofra è un depuratore “a piè di fabbrica”, parte integrante del processo produttivo, cioè un impianto consortile al servizio del nucleo industriale di Solofra e di ogni sua azienda.

E, per effetto dell’ordinanza 3494 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è altresì un impianto funzionalmente autonomo, in quanto regolarmente autorizzato a scaricare nel collettore fognario che conduce a Mercato San Severino, considerato che le sue acque reflue rispettano i parametri di legge previsti per lo scarico. Ne deriva che dell’impianto di Mercato San Severino si può essere dei normali utenti, pagando la tariffa relativa alla depurazione biologica.

Una tale problematica, che ha una ricaduta così rilevante sui processi economici di Solofra e sullo stesso riconoscimento dei requisiti per l’affidamento in house del Servizio Idrico Integrato del territorio solofrano, da parte dell’Ato 1 a favore della gestione locale preesistente, avrebbe richiesto un intervento immediato, deciso, forte da parte del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale. Avrebbe richiesto, altresì, il coinvolgimento dell’intero Consiglio Comunale, sia in una fase preliminare in quanto organo di indirizzo politico-amministrativo e sia in una fase successiva in quanto organo di controllo.  Avrebbe richiesto, infine, la partecipazione delle associazioni imprenditoriali, delle forze sociali e sindacali, dell’intera cittadinanza. Invece niente di tutto questo.

Un atto della Regione Campania di grande interesse, datato 05 ottobre 2011, viene reso pubblico alla città soltanto il 12 ottobre e solo grazie al Partito Democratico che proprio nella giornata del 12 u.s. ne apprende l’esistenza; una riunione con i vertici dell’Ato 1 e delle società di gestione del ciclo delle acque di Solofra viene indetta per il 17 ottobre, solo dopo la presa di posizione del Partito Democratico; un Consiglio Comunale in seduta straordinaria ed urgente non viene convocato, né si ritiene di aggiungere la questione depurazione all’ordine del giorno del Consiglio Comunale già precedentemente convocato per discutere altri argomenti. Anzi, dopo che il Partito Democratico ha annunciato, attraverso gli organi di informazione, di voler comunque trattare l’argomento in Consiglio nell’ambito degli interventi preliminari al di fuori dell’o.d.g., al fine di avere chiarimenti dall’Amministrazione sull’intera vicenda (a cominciare dal verbale del 03/10/2011 richiamato dalla Regione), sulla linea operativa da seguire e sulle iniziative da intraprendere, il Consiglio Comunale viene addirittura rinviato al 25 ottobre in prima convocazione e al 28 ottobre in seconda convocazione.

Con tale scelta il Sindaco e l’Amministrazione Comunale danno l’impressione di sottrarsi al confronto considerato che le motivazioni addotte per il rinvio appaiono deboli e contraddittorie. Da un lato si fa riferimento ad impegni amministrativi ed istituzionali di diversi componenti della Giunta (evidentemente inattesi), dall’altro si sostiene che sulla problematica della depurazione l’Amministrazione, nei prossimi giorni, si appresta a tenere gli incontri necessari.

Tuttavia anche sulla gestione del ciclo depurativo la città di Solofra paga l’inerzia e l’incapacità dell’Amministrazione Guarino-Moretti che in tutti questi anni non è stata in grado di fornire delle risposte concrete. Un’Amministrazione che è stata solo capace, invece, di dilapidare il vantaggio che questa comunità aveva accumulato sulla gestione delle acque. In questo lasso di tempo, infatti, abbiamo dovuto registrare l’accantonamento del Codiso Spa (società solofrana e gestore preesistente) e l’esperienza disastrosa della Convenzione fra i Comuni di Solofra e Mercato San Severino, voluta dall’Amministrazione Comunale e guidata dai Sindaci Guarino e Romano.

E proprio rispetto alla Convenzione viene da chiedersi: la delibera della Regione Campania, proposta in estate dall’Assessore Regionale all’Ambiente e Sindaco di Mercato San Severino Giovanni Romano e che erogava le risorse finanziarie per ripianare i debiti della Convenzione, è  funzionale a questo trasferimento dell’impianto di Solofra all’Ato 3?

Solofra, 15 ottobre 2011

                                                                                                           Michele Vignola

                                                                                          Consigliere Comunale PD – Solofra

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