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NEL MAXIEMENDAMENTO S’INFILA UNA NORMA CHE ABROGA IL “CATALOGO NAZIONALE DELLE ARMI ” . COSA C’ENTRA CON LA CRISI ECONOMICA ?

Posted by irpinianelmondo su novembre 11, 2011

11.11.2011-Spunta l’abrogazione del Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo. Lo prevede il maxiemendamento del governo al ddl stabilità. Per le associazioni legate alla Rete italiana del disarmo si fa un passo indietro verso il “far west armiero”.

“Così si va verso uno smantellamento del controllo sulle armi leggere – ha sottolineato Giulio Marcon portavoce della campagna Sbilanciamoci e aderente alla Rete italiana per il disarmo – l’Italia rischia di fare un passo verso un far west armiero che potrebbe favorire la criminalità organizzata”.

Nel catalogo (che il maxiemendamento cancella) vengono indicati, tra l’altro: il numero progressivo d’iscrizione; la descrizione dell’arma e il calibro; il produttore o l’importatore; lo Stato in cui l’arma è prodotta o dal quale è importata.

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3 Risposte to “NEL MAXIEMENDAMENTO S’INFILA UNA NORMA CHE ABROGA IL “CATALOGO NAZIONALE DELLE ARMI ” . COSA C’ENTRA CON LA CRISI ECONOMICA ?”

  1. Jack Morris said

    assolutamente NO !
    fischi per fiaschi.
    Il numero di catalogo era una stupidata istituita per classificare un’arma di tipo “sportivo”, “comune”, “antica”, “da caccia” ecc ecc.
    Un’arma è un’arma. nient’altro. Come in tutti gli altri paesi.
    L’arma continuerà ad avere un marchio, un nome modello, una punzonatura al bancoprova, un numero di matricola.
    per cui ad esempio: Smith&Wesson, modello 686, matricola BXTX34, e sarà punzonata dal banco prova armi anche sul corretto funzionamento.
    Ovviamente chi possiede un’arma era e resta tenuto alla sua denuncia in P.S. dove resta registrato ogni movimento dell’arma stessa.
    La cancellazione delcatalogo, ovvero la classificazione d’uso, era una “storia” del tutto Italiana e finalmente è stata sanata.

    Cordialità

  2. Giulio Magnani said

    La notizia è falsa. La distinzione tra e armi comuni e le armi da guerra viene operata per legge. Anche senza il catalogo le armi da guerra rimarranno vietate ai civili come attualmente è; allo stesso modo per il resto delle procedure (acquisizione, detenzione, importazione, esportazione…) rimane tutto uguale.

    • Giulio Magnani said

      Però il catalogo, sebbene completamente inutile e mai pubblicato come da legge, ci costa 20 milioni all’anno, viene strumentalizzato per influenzare il mercato interno e rappresenta una menomazione (= spesa) per privati ed imprese. Questo non c’entra nulla con la crisi economica?

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