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VALLATA (AV) . PRESENTATO IL LIBRO DI MICHELE DE FEO ” METALMEZZADRI” : 118 GIORNI DI LOTTA PER RISCATTARE LA DIGNITA’ DEI LAVORATORI IRISBUS

Posted by irpinianelmondo su gennaio 3, 2012

03.1.2012– “Qualche giorno fa  nella sala consiliare del Comune di Vallata è stato presentato “Metalmezzadri” il libro scritto da Michele De Leo che è un po’  la storia da cronista dei 118 giorni di lotta dei lavoratori dell’Irisbus di Flumeri contro la chiusura, voluta dai vertici Fiat, dello stabilimento di Valle Ufita, unica fabbrica italiana a produrre pullman, e che  a partire dal gennaio 2012 ha cessato definitivamente la produzione, delocalizzata in altri paesi europei, con  la messa in cassa integrazione di tutti i lavoratori.

Intorno alla  presentazione del libro si è sviluppato un dibattito al quale hanno partecipato le varie anime che hanno caratterizzato la lotta nei 118 giorni di protesta; l’ala massimalista, quella pragmatica , quella  sindacale, ognuno ha praticamente  detto la sua sull’argomento. E’  venuto fuori  un quadro non omogeneo di quei 118 giorni di lotta; disomogeneità che personalmente avevo percepito essendo stato presente tante volte ai presidi davanti ai cancelli dello stabilimento e partecipando a varie manifestazioni la prima di Roma , in Consiglio Provinciale, per due volte a Grottaminarda. Partecipazione  che  ho inteso dare per difendere in primis il territorio ed una struttura produttiva importante e per dare sostegno ai lavoratori, donne ed uomini in carne ed ossa ; lo stabilimento Irisbus rappresentava e rappresenta una casamatta da dover difendere contro l’attacco padronale ed istituzionale portato al territorio irpino che sistematicamente sta portando allo  smantellamento ed alle dismissioni ed al dimensionamento di fabbriche,ospedali, scuole.  Istituzioni regionali e nazionali che  nel contempo cercano di trasformare in maniera conclamata l’Irpinia  in pattumiera del resto della Regione, in colonia energetica con l’eolico selvaggio e serbatoio idrico, senza la dovuta compartecipazione del territorio alla governance e senza  adeguato ristoro, della Puglia e di aree della Campania.

Metalmezzadri  è un titolo ad effetto ma dal sapore semantico ed antico in quanto da sempre le braccia da lavoro utilizzate nelle fabbriche sono state fornite dalle campagne oltre che dal sottoproletariato urbano; questo è avvenuto da sempre  sia al Nord che al Sud.  Nel dibattito è emersa la differenza tra la posizione massimalista e quella pragmatica all’interno del movimento dei lavoratori dell’Irisbus e che ha caratterizzato i 118 giorni di lotta, cosa che agli osservatori attenti  è sembrata una vera e propria “babele”rispetto alle iniziative  da fare e da proporre; all’interno del movimento dei lavoratori qualcuno ha colto l’occasione per dare sfogo al proprio  protagonismo e per avere un po’ di gloria ma poi dinanzi alla prepotenza ed alla protervia dei vertici Fiat ed al “Ponziopilatismo” del Governo Nazionale –prima di Berlusconi e poi di Monti- la resa, sia dei falchi che delle colombe, è stata inevitabile. Il periodo di cassa integrazione deve servire a rinsaldare le fila ed a definire un programma di lotta ed avere un necessario reddito che consenta di “campare” la famiglia. Qualcuno grida al tradimento da parte di tutti in primis del Sindacato ma forse più di qualcuno dimentica la sconfitta della lotta operaia nel 1980   con la marcia dei 40 mila quadri  Fiat a Torino  e che ha segnato l’inizio della fase calante del Sindacato, dei Partiti di Sinistra e del Movimento Operaio italiano .

Certamente la dirigenza del Lingotto mai avrebbe pensato che la lotta dei lavoratori dell’Irisbus sarebbe durata così a lungo anche perché lo stabilimento di Valle Ufita era  figlio del sistema democristiano e demitiano in particolare con le assunzioni,  passate sotto il giogo clientelare. Il territorio, insieme alla grave assenza della classe politica parlamentare figlia del Porcellum, non è stato partecipe della difesa dell’Irisbus in quanto, in una logica di guerra tra poveri, ha  visto quello stabilimento come luogo di clientela, di favoritismo  dove la cassa integrazione era considerata una manna perché consentiva ai metalmezzadri, forse più ai mezzadri,  di avere tempo per coltivare il tabacco, di provvedere  alla stalla, di costruirsi il fienile o qualche altro manufatto e  facendo passare in  second’ordine la priorità della produzione industriale. I 118 giorni di lotta dell’estate-autunno 2011 hanno comunque riscattato la dignità dei lavoratori dell’Irisbus di Flumeri.”

    dott.  Erminio D’Addesa

ex Presidente del Consiglio Provinciale di Avellino

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