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LIBERALIZZAZIONI :POSSIBILE RATEIZZARE I DEBITI TRIBUTARI .ISCRIZIONE IPOTECARIA SOLO DOPO DUE RATE NON PAGATE

Posted by irpinianelmondo su gennaio 19, 2012

19.1.2012–  Dalla relazione bozza illlustrativa “Com’è noto, con la facoltà di rateizzare i carichi iscritti a ruolo di cui all’articolo 19 del dPR n. 602 del 1973, come modificato dal decreto legge n. 248 del 2007 e dal decreto-legge n. 112 del 2008, si è dato un grosso impulso alla soluzione di problematiche di riscossione anche in presenza di azioni esecutive in atto. Ormai sono rarissimi i casi in cui viene soddisfatta l’obbligazione tributaria in unica soluzione.

In un momento in cui gli equilibri economici di una miriade di aziende e di famiglie sono in gioco, sembra opportuno prevedere una rateazione con rate inizialmente basse per poi crescere progressivamente al compimento del primo anno, divenendo costanti al raggiungimento del terzo anno.

Questo permetterebbe a tantissimi soggetti di entrare in rapporto positivo con le attuali strutture di riscossione, diffondendo una cultura fiscale imperniata sulla ricerca costante delle modalità più idonee per adempiere all’obbligazione tributaria.

Un’altra esigenza, sentita da numerossisimi contribuenti in difficoltà, è costituita dalla permanenza dell’ipoteca accesa sui beni immobili del debitore d’imposta. Tale atto cautelativo impedisce al soggetto, nonostante il pagamento delle rate e quindi in “regola con i pagamenti”, di poter accedere al sistema bancario per procurarsi linfa indispensabile ad alimentare attività industriali o commerciali.

La disposizione prevede, che in caso di dilazione del pagamento, non si proceda ad iscrizione ipotecaria, salvo che il debitore non sia moroso per due rate consecutive. I rischi per l’erario di privarsi della garanzia sarebbero minimi, poiché in caso di alienazione del bene immobile, si attiverebbe comunque l’azione revocatoria. Posto che tale rimedio giuridico è esperibile nei successivi cinque anni dal compimento dell’atto e considerato che la rateazione ha, nel massimo, una durata di sei anni, i casi di perdita di garanzia sarebbero irrisori.”

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