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ROMA. SCANDALO CLINICHE PRIVATE: ANTONIO ANGELUCCI DA COMMESO A PORTATNTINO A RE DELLA SANITA’

Pubblicato da irpinianelmondo su febbraio 5, 2009

angelucci05.02.2009-Un impero di venticinque cliniche, ultramoderne e attrezzate con le tecnologie più all’avanguardia. Un impero che ha nell’attività di riabilitazione il suo core-business. La famiglia Angelucci, coinvolta in una nuova inchiesta della sanità del Lazio, nell’arco di appena due decenni ha creato, quasi dal nulla, una realtà composta da oltre 1.500 letti accreditati. Undici le case di cura presenti nel Lazio: cinque Residenze per anziani e disabili (Rsa) e sei specializzate in riabilitazione neuromotoria.

Le cliniche si chiamano tutte San Raffaele e prendono il nome delle zone dove sono state costruite. Il gruppo è proprietario anche di un poliambulatorio nell’ala mazzoniana della stazione Termini.

La struttura più prestigiosa è il San Raffaele Pisana, nella zona ovest della Capitale, dotato di 298 posti letto. Sotto la giunta regionale guidata da Storace la struttura ha ottenuto, con decreto dell’allora ministro della Salute Sirchia, il riconoscimento di “Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico” (Irccs), concesso a pochissime strutture ospedaliere in Italia.

Nel solo 2004 la Tosinvest, la holding ammiraglia della famiglia, ha ottenuto dalla Regione Lazio finanziamenti per oltre 40 milioni di euro. A capo di tutto c’é Gianpaolo Angelucci, 38 anni, da ieri agli arresti domiciliari. Laureato in scienze umanistiche, una passione per le belle auto e gli orologi di marca. L’impero Tosinvest Gianpaolo lo ha ereditato dal padre Antonio, attualmente senatore del Popolo della Libertà.

Nato 65 anni fa in un piccolo paese dell’Abruzzo, Angelucci senior inizia la sua avventura professionale a Roma prima come commesso in una farmacia, quindi come portantino nell’ospedale San Camillo a Roma. A metà degli annì80 arriva la svolta. Antonio Angelucci diventa proprietario di una casa di cura a Velletri. Si tratta del primo tassello di una puzzle imprenditoriale che non si limita solo alla sanità.

Nel portfolio di famiglia ci sono anche i quotidiani. Attualmente, dopo un tentativo fallito di acquisto dell’Unità, gli Angelucci controllano i quotidini “Libero” e “Il Riformista”. Non mancano gli investimenti immobiliari come ad esempio lo stabile in via della Botteghe Oscure sempre a Roma, che per circa quarant’anni è stata la sede del Partito Comunista Italiano. Ansa

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3 Risposte a “ROMA. SCANDALO CLINICHE PRIVATE: ANTONIO ANGELUCCI DA COMMESO A PORTATNTINO A RE DELLA SANITA’”

  1. [...] niente in Parlamento!) con un imponibile di oltre 5milioni di euro. A seguire Antonio Angelucci (quello dello scandalo della 25cliniche private nel Lazio), imprenditore ed editore (di “Libero” e “Il Riformista”) con 3,5milioni di [...]

  2. [...] niente in Parlamento!) con un imponibile di oltre 5milioni di euro. A seguire Antonio Angelucci (quello dello scandalo della 25cliniche private nel Lazio), imprenditore ed editore (di “Libero” e “Il Riformista”) con 3,5milioni di [...]

  3. [...] la spesa sanitaria era arrivata alle stelle…grazie ad esternalizzazioni o “convenzioni”…o appalti esterni …?ma…soprattutto…abbiamo chiesto noi cittadini di venire ricattati dalla banche mondiali? per [...]

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