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PROSTITUZIONE. QUINDICENNE RUMENO RACCONTA: ECCO COME MI VENDO PER 30 EURO

Posted by irpinianelmondo su ottobre 14, 2008

14.10.2008– Corriere del mezzogiorno- Marius ha quindici anni, e tra un mese si sposerà. I suoi genitori lavoravano entrambi in una fabbrica di Calarasi, capitale dell’omonimo distretto nella regione della Romania, dove una volta fiorivano le industrie che ora cadono una alla volta come le tessere di un domino. Anche la fabbrica dove lavoravano i genitori di Marius ha chiuso i battenti, e loro hanno chiuso con la vita normale. Sono diventati nomadi per fuggire dalla fame, venuti in Italia due anni fa perché nonostante tutto, stanno meglio qui. Se gli si parla di «prostituzione», Marius non capisce. Lui le chiama «marchette», e basta. I romeni ne parlano così tra loro, senza vergogna. Parlarne con un italiano, però, è diverso. Scosta le cuffie dell’iPod dalle orecchie con sufficienza: stava ascoltando Marinela, una cantante romena di successo.

Marius, da quanti anni sei qui in Italia?
«Sono arrivato due anni fa con la mia famiglia. Ho due fratelli e una sorella, tutti più grandi di me. Ora però sono tornati tutti a Calarasi, in Romania, tranne uno dei miei fratelli che è rimasto qui con me».
Perché sei finito a prostituirti?
«Perché si fanno i soldi».

E si guadagna di più…
«Mah. Non è proprio così. Se fai una marchetta ti porti a casa 30 euro. Pure se chiedi i soldi ai semafori, a fine giornata ti porti a casa almeno trenta euro. Però ci metti una giornata, appunto. Invece una marchetta dura pochi minuti, e dopo sei libero di fare quello che vuoi».
Cosa ti chiedono di fare i tuoi clienti?
«Io sono solo attivo, mai stato passivo. Mi chiedono di fare tutto, tutto quello che posso fare da attivo. Che poi alla fine sono due cose e basta. Però ci sono quelli passivi, e ci sono tanti ragazzi che dicono di essere attivi e invece sono passivi. Io sono sempre stato attivo: mica mi piacciono gli uomini. A me piacciono le ragazze, infatti tra un po’ mi sposo».
I tuoi amici non ti prendono in giro?
«E perché dovrebbero farlo? Anche loro spesso fanno le marchette, e poi mica siamo ‘‘ricchioni”… (pronuncia il termine con aria sprezzante, come se fosse la cosa più impensabile al mondo; ndr). I ricchioni sono quelli che ci pagano per fare le marchette, noi lo facciamo solo perché ci danno i soldi».
I tuoi genitori cosa dicono? Ti hanno chiesto loro di andare in strada?
«Assolutamente no. Anzi, quando hanno saputo questa cosa ho abbuscato. Non hanno neanche voluto prendere i soldi che avevo guadagnato, hanno detto: ‘‘Questi soldi noi non li vogliamo”».
Quindi non ne avevi bisogno per vivere. Come li usavi?
«Ci compravo quello di cui avevo bisogno, senza chiederlo ai miei genitori».
Anche le famiglie dei tuoi amici si comportano così?
«Le nostre famiglie non sono molto diverse da quelle degli italiani: ognuna si regola a modo suo. Ci sono i genitori che spingono i figli a fare le marchette, e quelli che quando lo vengono a sapere li picchiano».
Tra qualche mese avrai una moglie, e poi magari un bambino. Se scoprissi che fa le marchette cosa gli diresti?
«Gli direi: ‘‘Se hai deciso di fare questa cosa non tornare mai più da me, io non ti sto crescendo per farti diventare uno che fa le marchette ».
Tu lo fai ma tuo figlio non potrebbe farlo?
«Io infatti non lo faccio più, ho capito che stavo sbagliando, e ora le marchette mi fanno schifo. Diversi amici miei continuano a farle, ma sono fatti loro. Tra i giovani romeni è una cosa diffusissima. L’ultima marchetta io l’ho fatta diversi mesi fa, ora ho cambiato lavoro».
E cioè?
«Chiedo i soldi al casello della tangenziale ».
Qual è il cliente tipo?
«Tutti, veramente tutti (ride fragorosamente, come per dire ‘‘ne avrei di cose da raccontare”; ndr). Avvocati, salumieri, garagisti, poliziotti, carabinieri. Addirittura un signore mi disse che faceva l’agente segreto. Io però non ci credo molto: uno che fa l’agente segreto mica lo confida a quello che gli fa le marchette… In un cinema della Ferrovia mi capitò anche un tizio con la pistola addosso».
La usò per minacciarti?
«No no, pagò come tutti gli altri. Ce l’aveva perché era in servizio».
Che età hanno mediamente le persone che vi contattano per fare sesso?
«Vanno dai quaranta ai sessant’anni. Poi c’è qualche eccezione, ma l’età media è quella ».
Dopo avervi raccolto per strada, dove vi portano?
«La prima volta non ti portano a casa loro. Si fa tutto in strada, sotto qualche ponte, nei posti più appartati. Poi se diventano clienti seri ti portano a casa o in qualche camera di hotel, ti chiedono il numero di telefono, e da quel giorno tutti gli altri incontri si decidono per telefono».
Li conosci i ragazzi di cui abbiamo pubblicato le foto?
«No, credo di no. Sembrano romeni anche loro, ma non li ho mai visti. Anche perché io non sono mai stato in strada di notte».
E come facevi a procurarti i clienti?
«Ai semafori, oppure nei cinema. Quando stai al semaforo basta uno sguardo, un segnale con la bocca o di qualche altro tipo. Quando invece stai nel cinema è diverso: la non devi fare niente, la gente viene appositamente per quello».
Ce ne sono molti di ragazzi che si prostituiscono?
«Moltissimi, non hai idea quanti».
Eppure sembra che in strada ci siano solo donne.
«Siete voi che non li vedete. Il fatto è che uno è abituato a vedere le donne con la minigonna e le tette da fuori. La gente quando vede un ragazzo in strada non capisce che si sta prostituendo. Però ti assicuro che noi, che lo sappiamo, in strada vediamo un numero di uomini che è almeno uguale a quello delle donne».
Anche a Calarasi facevi la stessa cosa?
«No, lì i romeni non fanno le marchette. In generale, a Calarasi non si fanno marchette. A Bucarest invece sì. Quando stavo nel mio paese andavo a scuola».
Ora non ci vai più?
«No, voglio guadagnare, non mi piace la scuola. Però molti amici miei ci vanno, è un fatto personale: qualcuno vuole andarci e qualcun altro no. Gli italiani credono che le nostre famiglie ci costringano a fare ogni cosa, invece molto spesso siamo noi a decidere della nostra vita».
Forse non avete ancora l’età per decidere della vostra vita. Forse a 15 anni un ragazzino non sa ancora cosa è meglio per il suo futuro. «Ah no? E che significa? Io a 15 anni posso sposarmi, posso fare figli, posso mettere su famiglia, e non posso decidere se voglio andare a scuola o no? Non posso decidere se voglio fare le marchette o no? Secondo me, se uno ha l’età per sposarsi e decidere di crearsi una famiglia, può anche decidere se vuole andare a scuola o vuole fare le marchette. La nostra cultura è diversa dalla vostra. Da voi a quindici anni passano ancora le giornate intere a giocare con la Playstation, da noi pensano a cosa devono fare per vivere».
Mai sentito parlare dei pedofili?
«Se stai parlando dei clienti, quelli non sono mica pedofili. Forse non è chiaro il concetto che, quelli che voi chiamate bambini, nella nostra cultura sono uomini adulti. Hanno famiglia, sono sposati, a volte fanno due lavori. Un padre di famiglia che va a letto con uno tu lo chiami pedofilo? Io no».
Quindi non ti fanno schifo?
«Sì, mi fanno schifo perché si fanno fare le marchette da un maschio, ma non li chiamo pedofili perché fanno sesso con uno di quindici anni».
Allora anche tuo figlio a quindici anni potrà decidere se vuole fare le marchette?
«Mio figlio non ne avrà bisogno, perché io ho deciso di sposarmi e di trovarmi un lavoro serio».
Cosa ti piacerebbe fare?
«Il muratore. L’ho già fatto tempo fa, ho fatto appartamenti, palazzi. Andavo con mio padre, c’era una ditta che ci chiamava spesso. Ora mio padre ha detto che vuole tornare qui a Napoli, così andrò con lui a fare il muratore ».
Cosa sta facendo tuo padre a Calarasi?
«Niente. È disoccupato. Per questo ha detto che vuole tornare qui. Almeno qui guadagna qualcosa».
Stefano Piedimonte
 
 

Ed è l’unico modo per fare soldi?
«No. Molti miei amici, e anche persone della mia famiglia, vanno a chiedere i soldi ai caselli della tangenziale. Anche così puoi fare parecchi soldi. Però a fare le marchette si guadagna più velocemente».

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8 Risposte to “PROSTITUZIONE. QUINDICENNE RUMENO RACCONTA: ECCO COME MI VENDO PER 30 EURO”

  1. Melania said

    ma qnt continuerete ancora a sfoterci…..il ragazzino in questione nn e neanche rumeno quindi fatte attenzione quando definite un rom rumeno,nn infangateci piu di qnt nn lo siamo gia …..a 15 anni ed anche ancora piu piccoli si sposano i zingari nn i rumeni,i rumeni sono quelli che stanno fino ai 30 anni sui banchi delle scuole e parlano almeno 3 lingue tutto qst con un solo stipendio in casa quello di papa..e nn abbiamo mai visto ne semafori,ne cinema hard ……..e una vergogna,abbiate un po di buonsenso…e se volete fare informazione fatella bene e chiamate le cose con i loro nomi …..i rom sono rom …i rumeni,Rumeni..NN SPACCIATE UNO X L’ALTRO

  2. viorel said

    giusto Melania ,non perdono mai l’occasione per offendere i romeni…..ma perchè non vanno a vedere cosa succede all’estero nelle comunità italiane ,che anche loro non scherzano mica e non sono tutti santi in Germania ,Inghilterra ,Stati Uniti,Australia ,ecc……..poi ci sono i pedofili italiani ,sono tanti che vanno a fare turismo sessuale all’estero……tutto il mondo e paese , ci sono tantissimi cattivi anche italiani

  3. CIRSTEA said

    italiani sporchi sfigati cosa state sparando quindiccene rumeno racconta ecco come mi vendo per 30 euro.1 era zingaro 2 siete una razza di segaioli.fatte elemosina tanti .morti di figa obesi.stupidi.3 la vst donne sn tutte sverginate da rumeni andate a vedere se il vstro figlio e rumeno,e poi andate a far in cullo.

  4. alexut said

    Ciao anche iò sono un ragazo rumeno di 19 anne abito in verona di 4 anne fa sono solo come cunosco tante done e ragaze italiane con chi facio sesso tute le giornate se mi vuoi cunosere mio id di yahoo messenger e lor3nzo_jupanul@yahoo.com bacio

  5. dico a quelle persone che’ vanno con ragazzi minorenni,non solo sono pedofili ma fanno veramente schifo io gli taglierei i coglioni e ficcandogleli in bocca, se ti vuoi divertire pagando un ragazzo vai con un maggiorenne ci sono tanti ragazzi che’ si prestano a fare i passivi e gli attivi,pagali e vaffanculo.

  6. Andrea said

    Ho sempre sognato di baciare vedere e toccare culi e fige e di potere infilarlo

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