www.irpinianelmondo.it

politica cronaca arte cultura turismo gastronomia…. e molto altro ancora

BONDI E IL RESTAURO DEGLI UFFIZI: LEONARDO E BOTICELLI NELLE MANI DI UN COIFFER

Posted by irpinianelmondo su Maggio 10, 2010

10.05.2010-Neanche la triplice alleanza fra amore, candore e purezza – di cui Sandro Bondi si sente titolare al punto da voler portare nel Pdl questi nobili valori che «già animarono Gioacchino da Fiore» – è riuscita ad evitare l’accanimento della cattiveria che si sta abbattendo in queste ore sul ministro della cultura. Lui, e magari ha ragione, con i «faccendieri» del G8 dice di non avere nulla a che fare. E tantomeno con i parrucchieri come quello che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto (con forbici, henné e bigodini?) rifare l’acconciatura al palazzo degli Uffizi ideato a suo tempo da Giorgio Vasari e magari praticare la messa in piega alle opere, lì contenute, di Giotto, di Cimabue, del Beato Angelico, di Leonardo, di Michelangelo, di Raffaello, di Tiziano…. Su questa vicenda ha ragione James Bond, così lo chiamo gli spiritosi, oppure hanno ragione quelli che tentano di «lordare la mia onestà»? Magari si tratta soltanto di una vendetta, a scoppio ritardato, di Firenze: la città che fece di Savonarola il suo mito e che però il giovane Bondi da Fivizzano (Massa Carrara) osò sfidare dedicando la tesi di laurea al predicatore Leonardo Vallazzana, che di fra Gerolamo fu grande avversario. E poi, sempre a Firenze – che sia di Bondi e non di Dante la celebre invettiva anti-fiorentina: «E per lo ’nferno tuo nome si spande»? – gli studiosi e gli utenti anche stranieri della biblioteca nazionale hanno scritto una furibonda lettera al ministro. Lamentando il mal funzionamento di quel tempio del sapere. E qualcuno, in proposito, s’è pure tolto lo sfizio di dedicare alla vicenda una poesiola sullo stile di quelle che verga Bondi su «Vanity Fair»: «Ignara Biblioteca / Decurtato budget / Tomi impoltigliati / Archiviati lamenti / Con bibliofilo ardore / Il tuo gemito accolgo». Verrà inviato un coiffeur anche per restaurare quel pozzo di scienza? E comunque: di Bondi, secondo Bondi, ce ne sono due. Uno gentile, simpatico, cortese e coerente col suo indimenticabile saggio intitolato: «La civiltà dell’amore». L’altro legittimamente rabbioso quando lo tocchi nell’onore o quando infanghi l’Italia. Il Bondi bis è il Bondi di questi frangenti. Quello che, come se non bastasse la storia del parrucchiere, è costretto a negarsi al festival di Cannes. Pur di non condividere la gita con Sabina Guzzanti e col suo filmetto «propagandistico che rovina l’immagine dell’Italia»: ovvero il trascurabile «Draquila», che sarebbe passato inosservato senza i fulmini che gli ha scagliato addosso James Bond. E se tutto questo accanimento su di lui, e sul buon nome dell’Italia, fosse un complotto? No, «non ci sono congiure – assicura il nostro eroe – ma ci sono poteri forti opachi» in azione. E «il governo appare sempre più impacciato, a causa di un Paese permanentemente sottoposto alla spada di Damocle e di accuse rivolte a uomini politici e a imprenditori, eclatanti quanto prive di riscontri». Questo si vedrà. Intanto, rovinare le giornate a un uomo che sta salvando i Beni Culturali – e rivendica di aver commissariato l’area archeologica di Pompei, Brera, i fatal Uffizi e i Fori Romani che non sembrano in gran salute – non è carino affatto. Anzi, è un’opera da masochisti e da anti-italiani. Visto che anche le celebrazioni dei 150 del nostro Stato sono nelle sapienti mani di Bond – ma non è mano nella mano con la Penisola, come gli capita di venire immortalato durante le interviste tivvù insieme alla fidanzata e deputata Manuela Repetti – il quale promette che farà le cose in grande per i festeggiamenti ma dà anche ragione a Calderoli il quale ha annunciato che non vuole parteciparvi. Chissà, a questo punto, se in cuor suo Bondi non abbia un rimpianto. Quello per la mancata accettazione, da parte del presidente del Turkmenistan, del baratto che gli ha proposto Berlusconi nella recente visita a Roma del collega venuto dall’est: «Io vi do Bondi e voi ci date in cambio una vostra graziosa ministra». L’affare non si fece. E al poetico Sandro è toccato restare qui. In compagnia, se così è, del parrucchiere diventato successore del Vasari.

Il Messaggero

Una Risposta a “BONDI E IL RESTAURO DEGLI UFFIZI: LEONARDO E BOTICELLI NELLE MANI DI UN COIFFER”

  1. cri said

    ma come è possibile fare 2 ERRORI in un titolo di 2 righe?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: