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IMMIGRATI IN FRANCIA. SARKOZY : ” NON ACCADRA’ COME IN ITALIA”

Posted by irpinianelmondo su gennaio 25, 2010

25.01.2010- Sarkozy-show in televisione, un’offensiva mediatica per recuperare il terreno perduto negli ultimi mesi e riconquistare fette di popolarità. Un quarto d’ora classico, al tg delle 20 su Tf1, quello dei massimi ascolti, poi una novità assoluta: per il presidente un faccia a faccia con una «squadra» di cittadini francesi, 11 per la precisione. Per gli strateghi dell’Eliseo, l’operazione dovrebbe servire a raddrizzare la barca dei sondaggi, l’ultimo dei quali concede a Sarkozy il 42% di opinioni favorevoli contro il 55% di pareri negativi. Tutto ciò nell’imminenza delle regionali di marzo che la maggioranza di destra al governo teme possano rappresentare il famoso «voto sanzione» che – a metà mandato presidenziale -è uno degli eventi più temuti da chi governa. Nel faccia a faccia l’inquilino dell’Eliseo ha parlato di crisi e immigrazione, ma non ha sciolto le riserve sul suo secondo mandato. Sui migranti Sarkozy ha detto che in Francia non si verificherano fenomeni come quelli italiani. «Non lascerò la Francia disarmata di fronte al fenomeno degli sbarchi di clandestini sulle nostre spiagge come è accaduto in Italia» ha scandito il presidente. La Francia è pronta, ha aggiunto il capo dell’Eliseo, a confortare i clandestini ma poi li ricondurrà nei loro Paesi. «Se non facciamo così, le organizzazioni criminali del mondo intero arriveranno alla conclusione che si può fare sbarcare tutta la povera gente sulla spiagge francesi», ha spiegato il presidente a qualche giorno da uno sbarco di 123 clandestini su una spiaggia della Corsica. «Pertanto il messaggio è molto chiaro: i rifugiati politici saranno accolti, gli altri saranno rimpatriati». Sarkozy ha quindi puntato il dito contro «gli schiavisti, gli assassini, i trafficanti che sfruttano la miseria umana». Le differenze di Sarkozy riguardano anche le missioni all’estero e l’atteggiamento nei confronti degli Stati Uniti. La Francia non invierà in Afghanistan altri «soldati combattenti». «Un anno e mezzo fa – ha detto Sarkozy – quando chiesi al parlamento di inviare 700 nostri soldati in più, dissi che non ci sarebbero stati combattenti in più. Cerco di mantenere scrupolosamente i miei impegni e la mia parola». «Tuttavia – ha proseguito il capo dell’Eliseo – se c’è bisogno di più persone per formare, per inquadrare la polizia, per realizzare lavori di genio civile, per aiutare la popolazione, per aiutare l’afghanizzazionè, perchè no…ma soldati combattenti, no». La Francia aveva fatto sapere che alla conferenza di Londra sull’Afghanistan, giovedì a Londra, avrebbe dato una risposta alla richiesta americana di rinforzi in Afghanistan. Sarkozy ha fra l’altro ribadito che Parigi non si ritirerà: «La Francia – ha detto – rimarrà in Afghanistan, perchè ne va della nostra sicurezza». Nicolas Sarkozy non ha sciolto la riserva sulla sua candidatura per un secondo mandato all’Eliseo. Il presidente francese infine ha difeso in tv la sua amministrazione ma non ha detto se si candiderà alla rielezione nelle presidenziali del 2012. «Ho un lavoro molto difficile, quello di capo di Stato della quinta potenza del mondo. Intendo svolgerlo nel miglior modo possibile ogni giorno con l’ossessione di dover prendere sempre la decisione migliore possibile e garantisco che le aspettative degli elettori non influenzano le mie scelte», ha assicurato. «Quando arriverà il momento deciderò se ricandidarmi». Sul modo in cui ha gestito la crisi economica, Sarkozy si è difeso sostenendo che «solo la Germania ha ottenuto risultati migliori in una fase di aumento della disoccupazione, che, ad esempio, è raddoppiata in Spagna» e ha ha promesso un calo della disoccupazione «nelle settimane e nei mesi a venire» e anche se «la Francia è stata investita in pieno il trend negativo si sta invertendo. Io so che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, vedrete diminuire la disoccupazione nel nostro Paese».LA STAMPA

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