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MINISTRE GELMINI E CARFAGNA ” ARRUOLATE” DA TINTO BRASS

Posted by irpinianelmondo su novembre 19, 2008

garfagna19.11.2008-Tinto Brass si diverete a immaginare le ministre del governo Berlusconi come attrici dei suoi film erotici. Esempio,Mariastella Gelmini sarebbe una perfetta “Lady Chatterley”, mentre Mara Carfagna – ma non quella di adesso, “quella dei calendari” – non sfigurerebbe al posto di Claudia Kohl in “Così fan tutte”.

 
”Gelmini mi intriga – spiega Brass –  questa sua decisione ferrea, deve essere una persona interessante anche dal punto di vista erotico e sessuale”, ha spiegato il maestro del cinema erotico intervistato per il film di Max Zanin “Breve storia di un grande amore”, dove appare in un “cammeo-parodia di se stesso”.
E quindi il ministro di ferro “potrebbe fare Lady Chatterley, aveva ben qualche motivo di essere insoddisfatta, ecco”, ha ironizzato Brass, ricordando le pene d’amore dell’eroina borghese che perse la testa per il bel guardiacaccia.
Quanto alla ministra ex velina,  “Oggi la Carfagna è mortificata, indossa dei cappottini, si è tagliata i capelli, fa di tutto per mortificare la sua bellezza”, sentenzia il regista, che proprio non riesce a mandare giù il fatto che l’attuale ministro delle Pari Opportunità abbia cambiato look: “La preferivo quando appariva sui calendari, le consiglierei di presentarsi in parlamento con la mise di allora”. QN

6 Risposte a “MINISTRE GELMINI E CARFAGNA ” ARRUOLATE” DA TINTO BRASS”

  1. gianni tirelli said

    BERLUSCONI E LA TERAPIA DELL’ORGASMO

    Oggi, il nostro paese, è rappresentato da una inedita “Armata Brancaleone” in chiave Tinto Brass, che ha trasformato il parlamento italiano in un lupanare di quart’ordine. Esseri rivoltanti sia sul piano morale come estetico che hanno improntato la loro vita e carriera, alla soddisfazione di vizi e perversioni, frustrazione e desideri repressi.
    La ricerca spasmodica dell’orgasmo ad ogni costo e con ogni mezzo, è il risultato indotto da una paura persistente di natura esistenziale e culturale, derivante da una totale mancanza di autostima e relativa a complessi di inferiorità (mai risolti e irresponsabilmente coltivati), figli di un pericoloso retaggio adolescenziale.
    E’ quindi attraverso l’esercizio del potere che, questi individui, intendono (illusoriamente) placare i morsi di un tale disagio. Una paura, dicevo, così profonda e destabilizzante che ipoteca e condiziona ogni buon senso e ragionevolezza – prevarica ogni limite morale e principio etico, anteponendo, a tutto questo, l’appagamento aleatorio di un orgasmo mercificato e assunto a paradigma di liberazione dal tormento.
    L’amore a pagamento (che non prevede il reciproco e consensuale trasporto o desiderio), è di per se contro natura, e il piacere che ne deriva, non è che momentaneo ed effimero. Come l’effetto di una droga che ha esaurito il suo potenziale anestetizzante, produce dipendenza e la necessità, via via, di aumentarne il dosaggio.
    L’atteggiamento di Berlusconi è volto a negare l’evidenza dei fatti e a perseverare nell’esercizio della menzogna, adottata all’origine, come pratica quotidiana e strategia relazionale. Ciò, è indicativo di una mente compromessa che, nel desiderio compulsivo e spasmodico, si prefigge, attraverso la sistematica ricerca dell’orgasmo, di eludere una solitudine opprimente e lo smarrimento di un vuoto cosmico, conseguenza logica di un’incapacità nell’accettare l’inesorabile scorrere del tempo e delle sue ragioni.
    Quale donna normale o, avvenente signorina di compagnia, potrebbe mai concedersi (senza prima, avere incassato un congruo tornaconto e represso il disgusto iniziale), alle brame di Berlusconi, Brunetta o Emilio Fede, individui dalle fattezze ripugnanti e dall’animo servile?

    Gianni Tirelli

  2. gianni tirelli said

    IL MANICOMIO DELLA POLITICA ITALIANA
    E’ facile accusare qualcuno di giustizialismo ma, molto più complesso e, in alcuni casi, impossibile, dedurne poi le motivazioni ed esplicitarne pubblicamente i perché. Se nel panorama politico italiano, esiste una persona coerente, pragmatica, coraggiosa e profetica, questa, è Antonio Di Pietro. Non esiste una sola sua dichiarazione e affermazione su Silvio Berlusconi che, nel tempo, si sia dovuto rimangiare o smentire. Dirò di più. Oggi, alla luce dei fatti e, da ciò che si può ricavare dalle chiare intenzioni e dalle nuove, prese di posizione dei suoi detrattori, gli stessi si sono allineati alla sua tesi “giustizialista”, ma sottacendo, spudoratamente e in modo infantile, il nuovo e inedito cambio di registro. Chi sbaglia in buona fede è portato a chiedere scusa, ma chi esercita pregiudizialmente la tecnica della delegittimazione, è una persona inaffidabile.
    Fra questi, spicca (per meriti di ipocrisia e ignavia) la figura di Pierferdinando Casini, che ha sempre negato il suo appoggio al centro sinistra adducendone a giustificazione e come principale motivazione, la presenza, al suo interno, di Di Pierto, il giustizialista. L’irresponsabile neutralità di Casini, poi, contribuisce a condizionare, irrimediabilmente, la formazione di nuove, possibili e auspicabili coalizioni, necessarie per liberare dall’immobilismo e dagli egoismi del potere, un bipolarismo prigioniero delle volontà, dei capricci e degli interessi particolari di un piccolo despota.
    Come ha sempre sostenuto Antonio Di Pietro e palesemente, evidente a tutte le persone disincantate e in buona fede, il Premier Berlusconi, non rassegnerà mai le sue dimissioni. E questo, non per una sorta (come dice) di responsabilità e di dovere istituzionale, ma per il terrore di farsi giudicare come un normale cittadino e assumersene le logiche conseguenze. Gli atteggiamenti di un uomo che, per fatti personali, codardia e irresponsabilità, trascina nel baratro il proprio paese, non è degno di rivestire alcuna carica politica ne, tantomeno, di essere cittadino italiano. I suoi cortigiani che, fuori da ogni logica e buon senso, persistono diabolicamente, a sostenerlo, si sono resi complici, a tutti gli effetti (sia sul piano etico, morale e giuridico), della deriva economica, sociale e di valori della società italiana.
    Tutto questo, conferma la tesi di Veronica Lario, quando, senza mezzi termini, lo definiva un malato psichico e, inascoltata, allertava i suoi “fedeli amici” dal pericolo di un tale potere nelle mani di un pazzo e da i suoi effetti collaterali, indesiderati e gravi.
    Un antico ed eloquente detto recita: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. La signora Lario avrebbe dovuto ricordarsene!

    Gianni Tirelli

  3. gianni tirelli said

    LETTERA APERTA A TUTTI I BAMBINI

    Cari bambini di tutto il mondo; siate felici. Ho buone notizie per voi!!
    Gli scienziati e i ricercatori ci dicono che l’aspettativa di vita media si è ulteriormente alzata. Wow!!
    Peccato però che non tutti potranno approfittare di questa opportunità. Come i trentamila bambini che muoiono ogni tre secondi, per malnutrizione e altrettanti per mancanza d’acqua potabile. Quelli dilaniati dalle bombe intelligenti, quelli affetti dall’Aids e dalla Lebbra, i piccoli migranti finiti in fondo al mare, i bambini sfruttati, abusati, espiantati, i bambini combattenti – i neonati affetti da patologie tumorali indotte dall’amianto, diossina e metalli pesanti, e una moltitudine di adolescenti devastati dalle droghe, dall’alcol, dagli psicofarmaci e da un’infinita lista di malattie neurologiche – bambini anoressici, bulimici, celiaci, vittime di messaggi mediatici deliranti ed altri ancora, asserviti alle ingannevoli seduzioni e lusinghe di un benessere inanimato.
    In alto i cuori e buona fortuna!

    Gianni Tirelli

  4. gianni tirelli said

    IL SUD EPICENTRO DI UNA NUOVA RINASCITA

    Il nord dell’Italia, tanto decantato per benessere, crescita e civiltà, sarà il primo a pagare il pesante prezzo dello sviluppo industriale sul quale ha investito (in maniera approssimativa e irresponsabile), risorse e futuro. Quella che insistono a chiamare una crisi è, in realtà, l’inizio dell’implosione del capitalismo liberticida, che in pochi anni costringerà i popoli padani ad una migrazione di massa, unica nella storia di questo paese. Illusione, supponenza, arroganza e coltivata ignoranza, presto, dovranno fare i conti con la sopravvivenza relativa ad una povertà senza precedenti, paragonabile solo a quella di un remoto passato.
    Già oggi, stiamo assistendo a questo processo degenerativo, di cose e valori, relativo alle malsane condizioni di vivibilità di un habitat, sempre più devastato dall’inquinamento, e a una decadenza etica e morale, a dir poco, sconcertante. Il puerile e infantile “rito dell’ampolla” diventerà, per tutti, il vergognoso ricordo di una grottesca messinscena carnevalesca.

    Diversa e opposta è la situazione e condizione delle regioni del sud, dove l’ambiente, in gran parte ancora incontaminato, e scampato alla devastazione industriale, si prepara, a buon diritto, a essere l’epicentro della nuova riconversione, per una qualità della vita sostenibile ed eco-compatibile. Inoltre, questo territorio (e gli va dato merito), ha coltivato da sempre il valore della solidarietà e dell’accoglienza, ritenendoli valori fondamentali e fondanti del concetto di civiltà e, agli attacchi discriminatori e razzisti, ha anteposto la tolleranza, commiserazione e dignità.

    Gianni Tirelli

  5. gianni tirelli said

    LE ANIME INFERNALI DI QUESTO SECOLO

    C’è ancora troppa gente che, per ignoranza, approssimazione, malafede, interesse di parte, interpreta la figura dell’’uomo di potere, come requisito di intelligenza, sacrificio, conoscenza e buon senso. Oggi, questa equazione, da un risultato diametralmente opposto, coniugando il potere con l’infamità, la menzogna, il populismo e la schiavitù. Il potere mediatico di questi nuovi baroni dell’ultra liberismo, sponsorizza una vocazione confessionale e autoritaria, al solo scopo di riempire i vuoti di coscienza degli individui amorfi, e finalizzata all’opportunismo e al raggiro. Gli amorfi, momentaneamente coccolati dalle lusinghe di un tale potere, ubbidiscono ad ogni nuovo ordine del padrone, sostenendo ad oltranza ogni sua tesi e assimilandola come propria – nella loro veste di missionari della verità e della libertà ma, in realtà, privi di qualsiasi tipo di iniziativa, oltre alla continua pratica svolta ad acclamare, Chiesa e potere economico. Per semplice logica, Chiesa e potere economico (di opposto segno) dovrebbero naturalmente respingersi ma, nella realtà, si attraggono. Alla luce dei fatti, nessun segno distintivo li caratterizza, ma tendono ad inglobare (fagocitare) tutto ciò che sostenga menzogna e profitto. Questa convergenza ideologica di principi apparentemente inconciliabili, contribuisce al consolidamento di un tale potere, capace di condizionare, con risultati sorprendenti, le scelte politiche etiche e di valori della società amorfa. Se artisti e intellettuali, quelli che la cultura la producono e la praticano (per fare un esempio), si oppongono all’accanimento terapeutico, la società degli amorfi in virtù della sindrome, del “bastian contrario”, si schierano dalla parte opposta, affermando così una nuova cultura: quella dell’acqua sporca. Sulla base di quanto sopra esposto, questi personaggi al potere, che hanno fatto della menzogna, del servilismo, illegalità e criminalità, il loro stile di vita, in realtà sono mandanti delle stragi dei civili iracheni e responsabili dei morti di Nassirya.
    Sono quelli della castrazione chimica e della xenofobia. Sono i cattolici divorziati e abortisti – imprenditori inquinatori, prelati pedofili, espiantatori di organi di contrabbando. Sono gli stessi poi che demonizzano la morte e sbandierano il diritto alla vita, macabro vessillo teso ad esorcizzare la paura di una esistenza vuota e priva di alcun contenuto che, nella promessa di immortalità, elude ogni più remoto barlume di consapevolezza, di volontà e di verità. Sono quelli che in forma di proseliti promettono la vita eterna fra le braccia del creatore ed esaltano la sofferenza catartica di questa miserabile vita terrena e della sua provvisorietà. Sono i ricchi gerarchi del clero pagano e idolatra che, nei sempre più rari interventi rubati all’ozio e a una vanità femminea, gridano a gran voce “beai gli ultimi, che loro sarà il regno dei cieli”. Sono quelli che esaltano il primato dello spirito, per poi accanirsi su corpi inermi (cavie umane) con le macchine assemblate da satana, e prolungare così all’infinito una tortura lacerante in un esaltato accanimento, sperimentale, degno del più spietato aguzzino nazista. Sono quelli che non accettano la sconfitta di una scienza effimera e miope, che ha anteposto il profitto e il potere, al buon senso, alla carità cristiana e al principio etico. Sono loro le anime infernali di questo secolo, loro, terrorizzate dal più ineludibile atto di giustizia: la morte.

    Gianni Tirelli

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