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TRASPORTI E MOBILITA’ . CGIL : ” LE NUOVE NORME VANNO VERSO LA PRIVATIZZAZIONE E NON A FAVORE DEGLI UTENTI”

Posted by irpinianelmondo su settembre 13, 2009

tpl13.09.2009-Il decreto legge approvato dal governo modifica sensibilmente quanto stabilito dal Parlamento meno di un anno fa in materia di servizi pubblici locali, in tal senso la Filcem CGIL considera le novità introdotte dall’articolo 15 del decreto legge, che intervengono nuovamente a modifica dell’art.23 bis, non utili allo sviluppo di un serio confronto fra le imprese finalizzato al miglioramento della qualità del servizio ai cittadini, al mantenimento dei necessari livelli di investimento e alla riduzione delle tariffe.

L’obiettivo del decreto si concentra tutto sulla scelta di imprimere una spinta decisiva verso la mera privatizzazione dei servizi pubblici locali.

In particolare la scelta immotivata di cancellare l’esperienza della gestione in “house” nel servizio idrico integrato, che pur si era rivelata fondamentale per l’applicazione della legge Galli favorendo il processo aggregativo delle gestioni idriche, va purtroppo in questa direzione.

Aggregazioni che si confermano necessarie per le innovazioni tecnologiche e per conseguire una  maggiore efficienza gestionale del servizio, in particolare per la distribuzione del gas dove dovranno attuarsi le indicazioni dell’articolo 46 bis sulla definizione degli ambiti territoriali entro la data di scadenza delle concessioni.

Peraltro, la mancanza di una norma definitiva sugli ambiti territoriali rende nei fatti irrealistica la scadenza contemporanea delle concessioni in essere che determinerebbe condizioni di ulteriori frammentazione e ingestibilità.

Così  come è necessario che nella definizione dei regolamenti attuativi previsti nel decreto, si stabiliscono i contenuti dei bandi di gara in relazione agli investimenti e alla qualità del servizio.

Inoltre, per la gestione del servizio idrico la dimensione industriale delle imprese resta l’elemento qualificante per realizzare gli investimenti e gestire con efficienza il ciclo integrato ed erogare un servizio di qualità ai cittadini.

Resta urgente la questione del reperimento delle risorse per il risanamento delle reti idriche.

Le imprese private  risulteranno essere, dopo l’entrata in vigore del decreto legge, fortemente rafforzate, con notevoli vantaggi anche nel ruolo che dovranno svolgere nelle società miste (pubblico-privato) e sul controllo delle società pubbliche quotate in borsa (fino al 70% del capitale azionario).

Nessuna tutela viene peraltro introdotta dal provvedimento per la salvaguardia occupazionale dei lavoratori che saranno interessati alle innumerevoli gare per l’aggiudicazione delle concessioni, che si dovranno svolgere entro il 31 dicembre 2011.

Tutto ciò è lesivo della libera concorrenza fra imprese in quanto discriminatorio nei confronti di operatori pubblici che pure hanno contribuito in questi anni al miglioramento degli standard qualitativi dei servizi pubblici locali.

La Filcem Cgil esprime inoltre forte preoccupazione per le ricadute che può comportare la scelta di delegare la gestione di servizi, essenziali e strategici per il Paese, alle sole mani di operatori e capitali privati. 

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