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TELECOMUNICAZIONI: INSERITO UN EMENDAMENTO PER SALVARE “RETE4”- E’ SCONTRO A MONTECITORIO

Posted by irpinianelmondo su Maggio 22, 2008

22.5.2008 -E’ scontro tra maggioranza e opposizione sull’emendamento ‘salva Rete4’. “Penso che sia una cosa sbagliata nel merito e nel metodo”, dice il segretario del Pd Walter Veltroni che promette un’opposizione dura. “Tutte le cose sbagliate nel merito e nel metodo hanno l’opposizione che si meritano”, spiega.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha dichiarato oggi ammissibile l’emendamento del governo al decreto sugli adempimenti comunitari che modifica la legge Gasparri con l’obiettivo di evitare la procedura di infrazione da parte della Commissione Ue nei confronti dell’ Italia in materia televisiva. Prima di sospendere la seduta della Camera, Fini ha voluto precisare che l’emendamento è stato ammesso perché c’è una procedura di infrazione in corso da parte della Commissione europea. ”Non spetta invece alla presidenze”, puntualizza Fini, entrare nel merito del provvedimento o delle ”ragioni che hanno indotto il governo a presentare le proposte emendative”. Il presidente della Camera ricorda che questi ”spettano alle valutazioni politiche”.

Ma l’opposizione chiede che l’emendamento venga ritirato. “Aver vinto le elezioni non vuol dire fare ciò che si vuole”, dice il capogruppo del Pd, Antonello Soro. “Noi siamo fortemente contrari – aggiunge – e troviamo irragionevole che, nel primo provvedimento all’esame della Camera, venga infilata di soppiatto una norma che serve a salvare una rete Mediaset contravvenendo alla richiesta dell’Unione europea di regolarizzare le frequenze”.

A replicare in aula alla Camera alle critiche all’emendamento è il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani. E’ un provvedimento che ”tecnicamente” non si può non condividere, spiega, mentre ”i passaggi di carattere politico mi sembrano anomali rispetto al contenuto di questo emendamento”. ”L’intervento normativo del governo intende introdurre risposte piene alla Commissione europea” e ”porre rimedio alla procedura di infrazione avviata dall’Unione europea”. Romani si rivolge all’opposizione, in particolare al democratico Paolo Gentiloni, rimarcando che la trasformazione delle licenze in autorizzazioni generali riguarda esclusivamente gli impianti digitali, non quelli analogici.

L’emendamento, puntualizza Romani, ‘‘non rappresenta una sanatoria né è una norma per aggirare l’Ue. Anzi è l’esatto contrario”. ”Sulla vicenda – conclude – sono state dette e scritte molte inesattezze che non rispondono alla realtà dei fatti”.

E torna all’attacco il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. “Il presidente del Consiglio si fa una legge a suo uso e consumo”, tuona l’ex magistrato. “E’ stato presentato un emendamento – spiega Di Pietro – per aggirare la sentenza della Corte di Giustizia europea e quella della Corte Costituzionale italiana, sentenze che danno ragione a Europa 7″. “Berlusconi è un uomo di cui non ci si può fidare e che antepone gli interessi delle sue aziende a quelli della collettività che dovrà pagare 350 mila euro al giorno con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006 per vedere Emilio Fede (127 milioni di euro annui, questo il prezzo pagato a Rete 4 dagli italiani)”, conclude Di Pietro.

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